Il nuovo plurilinguismo prodotto dall’immigrazione è uno dei temi centrali del “Secondo colloquio internazionale sul plurilinguismo” che si terrà all’Università di Udine dal 13 al 15 novembre. Il convegno, organizzato dal Centro internazionale sul plurilinguismo dell’ateneo, si terrà nella sala “Gusmani” di palazzo Antonini (via Petracco 8, Udine).
Parteciperanno una cinquantina di studiosi di fama internazionale provenienti da Austria, Canada, Francia, India, Italia, Malta, Regno Unito, Russia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Ungheria.
Le tre giornate saranno dedicate, rispettivamente, al plurilinguismo nelle politiche linguistiche e nelle diverse aree geografiche, agli aspetti legati al plurilinguismo storico e al nuovo plurilinguismo prodotto dall’immigrazione, per sottolineare la continuità di un fenomeno che si presenta come un tratto di lunga durata nella storia mondiale.
I lavori si apriranno mercoledì 13 novembre, alle 16.30, con i saluti del rettore Roberto Pinton, dell’assessore alla cultura e progetti europei del Comune di Udine, Fabrizio Cigolot, e del direttore del Centro, Renato Oniga. Proseguiranno giovedì 14, dalle 9.20 e venerdì 15, ultima giornata, dalle 9.40.
L’obiettivo è individuare alcuni tratti costitutivi generali del plurilinguismo, «un procedimento stilistico – spiega Oniga – che si presta a valutazioni ed interpretazioni spesso divergenti a seconda del tempo e del luogo in cui si manifesta».
«Il disegno scientifico dell’iniziativa – evidenzia Oniga – è contribuire a definire l’estensione degli ambiti areali e cronologici del fenomeno, assieme all’individuazione delle dinamiche legate all’alternanza dei codici e al multiculturalismo».







