L’aumento della platea dei vulnerabili sanitari (vittime di terrorismo, invalidi al 100%, sordomuti e ciechi); l’innalzamento del limite d’età evolutiva da 14 a 16 anni; l’inserimento dell’offerta ortodontica per bambini con gravi patologie sistemiche; l’estensione da 15mila a 20mila euro di reddito Isee per le riabilitazioni protesiche; la riduzione della contribuzione richiesta per le riabilitazioni protesiche a parità di reddito; la possibilità di fornire mantenitori di spazio a bimbi con estrazioni dentarie precoci; la regolamentazione della fornitura delle protesi maxillo-facciali a pazienti sottoposti ad interventi demolitori per patologie oncologiche del distretto oro-maxillo-facciale.
Sono questi gli elementi di novità del programma di odontoiatria pubblica per il Friuli Venezia Giulia – presentato Trieste dal governatore, dal vice governatore con delega alla salute del Friuli Venezia GIulia e dal direttore della clinica di Chirurgia Maxillofacciale e Odontostomatologica, Roberto Di Lenarda – che integra il precedente piano di odontoiatria sociale.
Un’iniziativa sostenuta dall’Esecutivo con un finanziamento in conto capitale di 803mila euro per la quota che eccede i Livelli essenziali di assistenza (Lea), ripartito tra le Aziende Sanitarie Bassa Friulana-Isontina (225mila), Friuli Occidentale (115mila), Trieste (273mila), Udine (130mila) e l’Irccs Burlo Garofolo (60mila).
“Il Friuli Venezia Giulia – ha sottolineato il Governatore- è l’unica regione a erogare, grazie all’applicazione del modello hub&spoke, un servizio pubblico così completo e capillare in ambito odontoiatrico: un successo che ha stimolato la Giunta a voler migliorare ulteriormente le prestazioni e ampliare il ventaglio di beneficiari”.
Entrando nello specifico del provvedimento, il vicegovernatore con delega alla Salute ha parlato di “salto in avanti sul fronte delle scelte e dell’organizzazione di un Sistema sanitario che, ad oggi, vede il 50% dei cittadini esclusi dalla possibilità di accedere alle cure odontoiatriche”.
Ed è proprio sul tema della prevenzione che è intervenuto anche il professor Di Lenarda, ponendo l’accento sulla “centralità dell’educazione alla salute orale e della riduzione del fenomeno dell’inseguimento della patologia a vantaggio dell’anticipazione delle insorgenze patologiche. Una prospettiva dalla quale prende forma la decisione di innalzare il limite dell’età evolutiva dai 14 ai 16 anni”.






