23/05/2026

La Camera di Commercio di Pordenone e quella di Udine costituiranno nel breve, fatte salve le reciproche prerogative di autonomia – anche nella gestione dei rispettivi patrimoni mobiliari e immobiliari, nonché nel mantenimento dei livelli occupazionali – un unico Ente pro-tempore in attesa che la Regione, tramite la costituenda Commissione Paritetica, che dovrà essere nominata di intesa con il Governo, avochi a sé le competenze in materia, determinando definitivamente sorti e pesi del sistema camerale del FVG.

Questa la sintesi di quanto proposto dalle Associazioni di categoria pordenonesi a quelle della Sinistra Tagliamento. Un risultato che, secondo il presidente di Unindustria Pordenone, Michelangelo Agrusti e lo stesso Presidente della CCIAA, Giovanni Pavan, giunge al termine di una battaglia “necessaria per conservare l’ultima agenzia identitaria del Territorio Pordenonese in cui hanno combattuto compattamente tutte le Istituzioni di questa provincia a partire dai sindaci”.

Ai rappresentanti degli Enti locali, il Presidente di Unindustria ha sottolineato che «La politica Udinese si è mossa sulle nostre posizioni comprendendo che si stava creando una crepa importante nel tessuto di questa nostra regione”.

La soluzione di mezzo, così come l’ha chiamata Agrusti, prevede una Giunta composta da otto componenti, quattro più quattro tra Pordenone e Udine con presidenza alla Sinistra Tagliamento e vice presidenza vicaria a Pordenone.

Nella nuova giunta le risorse dei diritti camerali attualmente di pertinenza di Pordenone saranno gestite in base alle decisioni assunte dai quattro rappresentanti pordenonesi e viceversa. Consiglio e Giunta saranno alternativamente riunite tra Udine e Pordenone ed il patrimonio, mobiliare immobiliare, sarà identificato molto chiaramente, stanti le reciproche appartenenze. ConCentro, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Pordenone, conserverà la medesima governance, mentre l’attuale segretario generale di Pordenone assumerà la carica di vice con la responsabilità aggiuntiva del registro imprese di entrambi i territori.

L’esecutivo, ravvisando la bontà dell’iniziativa, ha quindi deciso di rinunciare all’appello innanzi al Consiglio di Stato (del 30 agosto prossimo). Parallelamente Unindustria Pordenone e Confartigianato Pordenone si sono impegnate a rinunciare alle altre azioni intraprese.

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