Il sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint ha consegnato nelle mani del candidato premier Matteo salvini un promemoria sulle problematicità che affliggono il monfalconese che, secondo il sindaco, determinano difficoltà e degrado, dovuti ad uan serie di mancati interventi dal parte del Governo e dei Ministri competenti.
Nel documento Anna Maria Cisint pone in rilievo tre aspetti
1. I problemi occupazionali e dello sviluppo. Monfalcone, polo industriale regionale, ha nei cantieri navali l’azienda storica di riferimento. Attualmente lo stabilimento impiega circa mille unità quali dipendenti diretti, per lo più impiegati e tecnici, e diverse migliaia (sino a punte di 8 mila) di lavoratori assunti tramite un sistema di circa 500 ditte di appalto e subappalto, con una presenza rilevante di stranieri, prevalentemente del Bangladesh, ma non solo. In particolare nei subappalti, – dai dati che emergono, – risulta che si tratta di lavori prevalentemente con periodicità saltuaria e comunque fortemente sotto pagati. Questa distorsione del mercato del lavoro locale, oltre che avere generato un flusso incontrollato di immigrazione straniera, ha generato una chiara discriminazione verso la manodopera locale, se si pensa che sono ben 13mila gli iscritti in provincia alle liste di collocamento in cerca di lavoro. Alla situazione di Fincantieri si aggiunge quella di altre aziende, alcune in crisi come la Eaton, e altre in difficoltà, che utilizzano contratti interinali con tutte le relative instabilità. Considerato che il Governo, tramite il Ministero del Tesoro, è proprietario per oltre il 70 per cento di Fincantieri, è indispensabile attivare un tavolo di lavoro con Regione e Mise (già più volte richiesto dalla nuova Amministrazione comunale) per un cambiamento di questo modello di sviluppo industriale e per governare le situazioni di crisi, a partire dalla Eaton. Si tratta di ridurre i subappalti e sviluppare l’indotto delle forniture. Il riferimento su cui intavolare questo confronto è quello dell’accordo sul passaggio di StX a Fincantieri rispetto al quale il Governo francese ha preteso da quello italiano garanzie sull’occupazione locale e sui subappalti.
2. Il fenomeno migratorio. L’analisi dei dati demografici del 2017 ha messo ampiamente in luce le distorsioni sulla città del mancato governo del fenomeno dell’immigrazione dei lavoratori stranieri, dal punto di vista della politica abitativa (sovraffollamento per mancanza di alloggi e di spazio per realizzare nuovi complessi abitativi), di quella scolastica (superamento dei limiti nel rapporto con gli studenti locali), di quella sanitaria (carenza servizi) e di quella sociale (per la prevalenza di lavori precari sottopagati e di famiglie straniere numerose ai limiti della povertà). Questi dati sono ulteriore conferma dell’esigenza di modificare il sistema produttivo, in specie di Fincantieri, e nel frattempo di interventi specifici, come quelli riguardanti il sistema scolastico, già ora carente di dirigenti scolastici e di personale docente per disarticolare le classi.
3. Sistema portuale con Trieste. Con la legge dell’agosto 2016 è stato previsto la riforma portuale con il sistema dei porti dell’Alto Adriatico con Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro. Da allora il governo uscente non è stato in grado di risolvere la questione della partecipazione a pieno titolo del Comune di Monfalcone nella nuova autorità portuale, in quanto il nostro scalo ha rilevanza nazionale ed è sede di Azienda portuale. Questa richiesta più volte formulata dalla nuova Amministrazione comunale ha trovato concorde l’Anci Nazionale e la disponibilità della Regione, ma non si è tradotta in un provvedimento Ministeriale e governativo. La partecipazione alla governance portuale assume un rilievo importante per il nostro territorio: è quella infatti la sede dove si decidono le scelte fondamentali sullo sviluppo dei traffici e sugli assetti urbanistici dalle quali l’ente locale non può restare escluso o partecipare solo a titolo consultivo. Neppure il testo all’esame della Camera risolve il problema, che rappresenta una delle questioni rilevanti per lo sviluppo della città, essendo quello di Monfalcone un porto con ampie aree e ben infrastrutturato.

















