25/03/2026

Il Museo di Arte contemporanea di Trento e Rovereto – MART (presieduto da Vittorio Sgarbi) e il Comune di Bertiolo con la Sindaca Eleonora Viscardis, Erika CIANI, figlia dell’artista, Emanuela Biancuzzi, la compagna di Piermario Ciani e il presidente del consiglio regionale Piero Mauro Zanin, hanno annunciato e ufficializzato la donazione dell’archivio delle opere dell’artista Piermario Ciani al prestigioso museo trentino e non solo. 

Grazie alla disponibilità e alla generosità delle eredi e al tenace impegno di Emanuela Biancuzzi, artista e compagna di Ciani, scomparso prematuramente nel 2006, sono stati organizzati numerosissimi eventi per tenere alta l’attenzione sul lavoro del visionario artista friulano e sulla sua pratica artistica.

Insostituibile anche il fattivo contributo del Comune di Bertiolo, grazie all’appoggio sostanziale dell’attuale Sindaco Eleonora Viscardis. Le opere e il materiale prodotti da Ciani, uno dei più vivaci sperimentatori e agitatori culturali italiani, sono stati custoditi sino ad oggi presso i locali del Comune bertiolese che ne ha garantito la preservazione e l’integrità.

Il vasto archivio, già dichiarato d’interesse dalla soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia, ripercorre nel dettaglio le molteplici attività dell’artista friulano figura chiave delle sperimentazioni intermediali e del networking artistico internazionale. Diverse le tipologie documentarie presenti nel fondo: migliaia di fotografie e xerografie artistiche; decine di fascicoli che testimoniano nel dettaglio progetti artistici individuali e collettivi, realizzati o rimasti inediti, molti dei quali corredati da opere degli artisti con cui era in costante contatto, come Vittore Baroni, Massimo Giacon, Pablo Echaurren, Guglielmo Achille Cavellini, Ben Vautier, Gianluca Lerici; centinaia di pubblicazioni sperimentali, come riviste d’artista e fanzine musicali; una puntuale rassegna stampa, che permette di ricostruire nel dettaglio le sue attività in ogni ambito, fin dagli esordi. Infine, una vasta sezione dedicata alla Mail art, con centinaia di opere postali provenienti da tutto il mondo, dagli Stati Uniti di Jupitter-Larsen al Giappone di Ryosuke Cohen.

L’archivio di Piermario Ciani al Marts semplicemente perché la rilevanza delle sue ricerche mal sopporta stretti confini geografici. Al contrario, a Rovereto le sue carte saranno in stretto dialogo con quelle di altri vulcanici sperimentatori del Novecento, dai futuristi come Fortunato Depero, Carlo Carrà, Luigi Russolo e Gino Severini, agli indagatori del rapporto parola-immagine come Ugo Carrega, Lamberto Pignotti, Stelio Maria Martini, Betty Danon e Leonardo Sonnoli, fino a quelle di suoi stretti contatti come Pablo Echaurren ed Enrico Baj, di cui Ciani fu anche editore. In verità alcune opere saranno esposte anche presso la galleria Casa Cavazzini a Udine e nella sua Bertiolo (UD). 

PIERMARIO CIANI (1951-2006) fu uno sperimentatore dei linguaggi comunicativi visivi fin dai primi anni ottanta, quando esordì come fotografo. I suoi scatti, legati perlopiù alle scene post punk e new wave di Pordenone, tra le più vivaci in Italia, grazie a fenomeni musicali come il Great Complotto, si fanno notare nel panorama della fotografia italiana. Grazie alla sua particolarissima tecnica, gli scatti realizzati in più passaggi attraverso una macchina per xerografie a colori, le sue opere approdarono in più occasioni su riviste di settore come “Fotologia”, “Reflex”, “Progresso fotografico” o “Photo”, diventando oggetto d’analisi da parte d’importanti storici della fotografia come Claudio Marra e Italo Zannier, che nella sua Storia della Fotografia Italiana definì Ciani inventore di una fotografia rock.

Parallelamente all’ambito foto-xerografico, nei primi anni Ottanta Ciani avviò anche un’intensa esperienza nell’ambito della grafica e dell’editoria sperimentale. Accanto a fanzine dai nomi bizzarri (“115/220”, “Onda 400″…), nel 1981 fondò assieme a Vittore Baroni e Massimo Giacon, il progetto di networking “Trax”, che in sei anni di produzioni diversificate (cofanetti multimediali, progetti artistici, vinili e audiocassette) coinvolse oltre 500 artisti internazionali.

Il rapporto di Piermario Ciani con l’editoria nel decennio successivo prese nuove forme, sia nella progettazione grafica per case editrici come Stampa Alternativa, sia nell’avvio, nuovamente assieme a Vittore Baroni, di una sigla editoriale sperimentale, la AAA edizioni. Gli anni novanta sono anche quelli in cui Ciani diede vita a enigmatici alter ego, come Stickerman, tra i più vivaci precursori della pratica dell’adesivo d’artista e soprattutto Luther Blissett, nome multiplo protagonista di innumerevoli beffe mediatiche e azioni di guerriglia culturale.

Ancora negli anni Novanta e fino alla scomparsa avvenuta nel 2006, Ciani continuò la sperimentazione più giocosa con i mezzi di riproduzione meccanica delle immagini. Se negli anni ottanta erano le fotografie, le diapositive e le xerografie, nel decennio successivo testa l’utilizzo creativo di fax, scanner e programmi di grafica digitale, che applica col progetto F.U.N. (Funtastic United Nations) anche a un altro ambito di ricerca che lo vide particolarmente attivo fin dai primi anni Ottanta: la Mail Art.

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