10/06/2024

Di Marco Mascioli 

Le elezioni possono sempre riservare sorprese, ma quasi sempre, per chi è ben informato, sono spesso molto prevedibili. In primavera a Codroipo c’è stato il cambio dell’amministrazione comunale, dopo dieci anni (quasi undici) di Fabio Marchetti, c’erano in lizza tre candidati, ma questa volta davvero non c’è stata partita. 

Una vittoria scontata sin dall’inizio, sebbene apprezzabile la forza di volontà degli altri due concorrenti, ma il candidato del “centro sinistra” era l’uomo impossibile da battere.  Sebbene con tre candidati è quasi impensabile non andare al ballottaggio, nel secondo turno la vittoria è stata schiacciante con quasi il 60 % delle preferenze.  

In pratica la notorietà e il curriculum di Guido Nardini ne facevano il vincitore sin dalla sua candidatura, a prescindere dalle forze politiche che lo appoggiavano o lo affrontavano. Come quasi sempre accade nei Comuni in occasione delle amministrative locali, escluse le grandi città, si vota e vince la persona, perché ci si conosce tutti (o quasi) e non contano le vicende politiche nazionali, d’altronde se così non fosse stato, alla luce dell’elezioni nazionali di tre mesi dopo, è evidente che Nardini non avrebbe avuto un gran vantaggio.  

Durante la campagna elettorale Guido Nardini ha spesso parlato dei primi cento giorni di amministrazione ed essendo appena trascorsi, abbiamo chiesto al Sindaco di raccontarci com’è andata e quali eventualmente sono i punti che non sono stati completati. Le priorità sbandierate prima delle elezioni erano specifici e chiari.

Il primo parlava dell’Azienda di Servizi alla Persona Daniele Moro, attualmente commissariata, il secondo di riattivare il dialogo con i comuni del Medio Friuli, fra i quali Codroipo dovrebbe avere un ruolo capofila.  Il terzo punto era la verifica dei trasporti scolastici, quindi un nuovo piano regolatore generale che integri sostenibilità,  riqualificazione del centro e delle frazioni anche a vantaggio del commercio, poi l’organizzazione della Fiera di San Simone (dopo due anni di Covid), infine la regolamentazione della tariffa per l’occupazione del suolo pubblico, la gestione dei parcometri dismessi e le soste selvagge in centro a Codroipo. 

Locandina Ruggero de I Rimidi

Oltre a questi sei punti chiave, aveva parlato delle nuove progettualità del distretto sanitario, il miglioramento logistico delle zone artigianali, di riattivare e integrare i servizi sanitari territoriali, a partire dalla guardia medica a Codroipo. Ridefinire la pianta organica del comune di Codroipo, per sopperire alle carenze e dare nuovo respiro all’azione amministrativa e ai servizi comunali. 

Certamente in cento giorno nemmeno un mago sarebbe riuscito ad attuare tutti questi intenti, ma se “chi ben comincia è a metà dell’opera”, possiamo sentire nell’intervista com’è andata. 

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