26/05/2018

Ci sono sicuramente tanti docenti con buone idee formative ma non tutti riescono a realizzarle, soprattutto quando negli istituti scolastici italiani si trovano a combattere contro mille difficoltà di natura economica, burocratica e devono fronteggiare responsabilità illimitate. A Codroipo, nell’istituto comprensivo più numeroso della regione, uno tra i più grandi d’Italia, un gruppo di lavoro formato dalle docenti Laura Nassimbeni, Lorella Moretti, Rita Asquini e Maria Guida della scuola primaria “G. B. Candotti” e affiancato da alcuni esperti, con l’approvazione della direttrice didattica Giovanna Crimaldi, ha realizzato la sua idea di un percorso didattico, sensoriale e conoscitivo dedicato al gelso, finanziato grazie ai fondi regionali destinati allo studio della lingua minoritaria.
ern gelso IMG_8383Vari motivi hanno portato a scegliere quest’albero come soggetto del progetto. Il gelso, detto in friulano “morâr” dal nome latino della pianta, è un albero di origine asiatica che si è diffuso e si è radicato nelle nostre zone, caratterizzandone fortemente il paesaggio e l’economia: i morârs, spesso utilizzati per consolidare il terreno lungo i canali e le strade, sono stati utilizzati da secoli sia per la produzione di frutti, bianchi o neri, sia per la raccolta delle foglie fresche, destinate ai bachi da seta. Va da sé che la connotazione locale ha offerto più di una occasione per parlare in friulano di una realtà ben nota ai bambini, per approfondire la conoscenza del territorio sotto il profilo storico, naturalistico e per sensibilizzare le nuove generazioni verso il rispetto e la tutela dell’ambiente.
Dopo un lavoro multidisciplinare svoltosi tutto l’anno, con esperienze disciplinari, artistiche ed espressive, con gli esperti Antonio Fontanini (arte) e Gianluca Valoppi (teatro e biomusica), le docenti e gli alunni delle classi quarte hanno potuto avvicinarsi direttamente a questo magnifico albero per poterne apprezzare l’aspetto, le dimensioni, il portamento. Dapprima, l’appassionato coltivatore Mauro Rizzotti ha donato alla scuola primaria un gelso centenario, che ha trasportato e piantato in prima persona nel cortile della scuola, con l’aiuto degli addetti del Comune, che dal mese di aprile si trova sotto gli occhi di tutti e che sarà inaugurato ufficialmente a fine anno. Successivamente, per offrire l’occasione di sperimentare ancora più da vicino addirittura un intero bosco di gelsi. Rizzotti si occupa da più di vent’anni della salvaguardia e della cura di quest’albero così caratteristico del nostro territorio e ad oggi ne annovera circa un migliaio, ha invitato le due classi nella sua tenuta di Vivaro (PN).ern gelso IMG_8390
Il 7 maggio 2018, dopo alcuni rinvii a causa del maltempo, i bambini delle classi quarte sono saliti sul pullman e hanno raggiunto Vivaro, dove hanno trovato l’artista Fontanini che, come di consuetudine, li ha guidati con l’esempio a rappresentare il gelso preferito dal vivo. L’esperto di teatro Valoppi li ha accompagnati in un momento di rilassamento e li ha invitati a entrare fisicamente all’interno di un gelso ultracentenario dal tronco cavo, per descrivere le sensazioni provate. Ne sono scaturiti pensieri stupendi, trascritti su foglietti di carta che, grazie all’abilità dell’esperto e all’inventiva dei bambini, si trasformeranno in uno spettacolo teatrale che è in via di elaborazione da mesi. Tutto ha concorso alla buona riuscita di questa esperienza: il bel tempo, il benvenuto del proprietario dell’azienda agricola, l’attenzione delle docenti, la presenza degli esperti e quel tanto di atmosfera incantata che si forma quando ognuno ha l’occasione di vivere, in rispettosa libertà, il piacere di disegnare, ascoltare e osservare il mondo restando disteso su un prato. I bambini si sono aiutati l’un con l’altro e hanno saputo affrontare anche alcuni aspetti di vita pratica, quali mangiare all’aperto e permanere a lungo nei boschi lontani dai servizi igienici, senza particolari disagi. A fine anno, le “opere” disegnate nel bosco di gelsi saranno esposte in una mostra e l’interesse, l’entusiasmo e la gioia dei ragazzi potranno essere condivisi con genitori e amici.
Nulla insegna più dell’esperienza diretta e questi bambini hanno avuto l’opportunità d’imparare molto più di quanto si possa credere. Questo progetto, che definirei un’idea geniale, contiene tutti gli elementi per fissare nelle giovani menti il ricordo di quanto vissuto in prima persona e mantenerlo vivo per sempre, con elementi semplici, basilari, economici, dai risultati eccellenti. Non hanno bisogno di un insegnante per leggere i libri. Si apprende molto guardando con attenzione il mondo: meglio accompagnare, chi si affaccia alla vita, ad apprezzarne la bellezza.

Marco Mascioli

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