di Gianfranco Biondi
Dal 2018 il bando annuale di Fondazione Friuli dedicato al restauro, la cui edizione 2025 è stata presentata nella sede udinese dell’istituto, non a caso in una delle sale affrescate più belle, ha messo a disposizione 3 milioni di euro per interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale nei territori delle ex province di Udine e Pordenone. Il plafond di quest’anno è di 500 mila euro e il termine di scadenza per la presentazione dei progetti è fissato al 27 marzo. Possono concorrere istituzioni ed enti pubblici, enti religiosi, fondazioni e associazioni.
Un bando che accompagna fin dall’inizio le attività della Fondazione , come ha esordito il presidente , Giuseppe Morandini.

Grazie al Bando Restauro, numerosi beni artistici sono stati tutelati e valorizzati preservando la loro relazione con i contesti sociali culturali e geografici di riferimento.
Il Bando estende il sostegno anche ad interventi su giardini e parchi storici, al patrimonio architettonico e per il recupero funzionale di edifici inutilizzati da poter destinare ad attività di promozione socio culturale .
Un particolare esempio di recupero architettonico è stato portato all’attenzione da Camilla Vignaduzzi, presidente dell’aps OPLON, associazione giovanile culturale nata nel 2023 a Tramonti di Mezzo, in val Tramontina. I volontari hanno acquisito una antica e grande casa colonica immersa in un bosco di 4 ettari e raggiungbile solamente a piedi, ribattezzata come una sorta di avanposto bioculturale di inclusione sociale che sarà cuore di attività culturali, musicali, residenza artistica, luogo di sperimentazione didattica innovativa, e di buone pratiche sociali dirette ad un turismo rispettoso e non di massa. Un luogo di aggregazione per arginare lo spopolamento della valle che per essere raggiunto ha necessitato di lavori di sistemazione boschiva e di ripristino dei vecchi sentieri. La Casa Abis verrà inaugurata il 5 aprile con una serie di eventi.
Il vice governatore del Friuli Venezia Giulia e assessore regionale alla cultura, Mario Anzil, ha sottolineasto come la Fondazione Friuli abbia permesso all’associazionsmo, quindi al volontariato , di esprimersi come valore aggiunto di un Friuli che è popolo, identità, storia, lingua. Il restauro – ha commenetato Anzil- non solamente salva l’opera artistica ma insegna alle generazioni di oggi che la conservazione del patrimonio e del passato va emulata nel saper trasferire nel futuro anche quello che oggi noi siamo.
A ribadire la vicinanza del Gruppo bancario Intesa San Paolo al sostegno del Bando Restauro il responsabile delle relazioni esterne Gianluca Crucianelli, facendosi interprete del saluto e del pensiero della direttrice Veneto Est e Friuli Venezia Giulia del gruppo bancario, Francesca Nieddu. Siamo una banca di riferimento per la crescita economica e sociale e questo non può prescindere dalla cultura. Per questo uno dei pilastri del gruppo è il Progetto Cultura con il noto piano di restituzione di opere d’arte al territorio, le gallerie d’arte, le partnership tra istituzioni culturali, il sostegno alla ricerca scientifica e alla divulgazione della cultura anche su strade innovative come la digitalizzazione. Aspetto sottollinato anche dal presidente della Fondazione Friuli.
Di digitalizzazione del patrimonio per meglio conoscerlo, per poi renderlo anche fisicamente fruibile attraverso il volontariato, ha parlato anche la Soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Valentina Minosi.
Peculiari del Bando Restauro di Fondazione Friuli – ha detto la Minosi – sono la sua lungimiranza, la sua attuabilità ed efficacia, anche in relazione all’individuazione di interventi già preventivamente autorizzati dalla dalla soprintendenza ma anche grazie al costruttivo anche se a volte impegnativo confronto tra soprintendenza e fondazione. Un Bando – ha aggiunto la soprintendente – che parte dal basso perché si rivolge alla comunità ovvero da coloro che i beni e luoghi li viveno e ne riconoscono il valore sia sul piano identitario che aggregativo.
Se non ci ci riapproria del patrimonio din modo condiviso e consapevole non ha senso conservare e tutelare il patrimonio culturale ha commentato la Soprintendente valentina Minosi. Ma proprio il bando restauro testimonia che la condivisione come anche le competenze in tema di restauro non sono utopia, e lo dismostra il fattore di moltiplicazione che il bando produce…, come ha voluto rimarcare il Presidente della Fondazione Friuli Morandini.







