di Gianfranco Biondi
foto di copertina di Fabrice Gallina
Fascino di un territorio plasmato da una storia millenaria che, fortunatamente, può essere ancora raccontata, metabolizzata, ammirata nella sua ricchezza, monito ed esempio per tutta l’Europa.
E’ un territorio di confine, segnato nei secoli da incontri, scontri e passaggi che offre straordinarie chiavi di lettura per poter costruire un sostenibile e pacifico futuro di relazioni. Nova Gorica e Gorizia, dopo aver presentato una candidatura e un programma culturale congiunto nel novembre 2019, facendo della collaborazione transfrontaliera il proprio punto di forza, il 18 dicembre 2020 sono state proclamate Capitale europea della Cultura 2025: la prima designazione conferita a due città di due stati diversi. L’8 febbraio 2025, in coincidenza con Giornata nazionale della cultura slovena che ricorda la scomparsa del poeta sloveno France Prešeren data significativa anche sul lato italiano poiché ricorre l’anniversario della nascita del poeta italiano Giuseppe Ungaretti (8 febbraio 1888), è stato il grande, storico giorno che ha dato il via ufficiale alla prima Capitale europea della Cultura. Un lungo e festante corteo di migliaia di persone si è mosso dalla stazione di Gorizia per giungere nella centrale piazza Vittoria, per poi da lì continuare verso la stazione della Transalpina e il cuore di Nova Gorica, facendo rotolare una riedizione della famosa sfera di giornali dell’artista Michelangelo Pistoletto. “Il fatto che due città possano costituire un emblema di cultura comune mi pare che sia un principio di parlamento culturale che, attraverso la Sfera di Giornali, può unire le persone nella strada”, ha dichiarato l’artista. La folla si è snodata per le vie cittadine tra applausi e sventolio di bandierine, applaudendo agli artisti che si sono esibiti sui palchi.
Per Nova Gorica e Gorizia un partecipato momento storico, denso di significati universali che in tutti gli interventi ufficiali sono stati più volte sottolineati, dai presidenti della repubbliche di Italia Sergio Mattarella e Slovenia, Nataša Pirc Musar, ai ministri della cultura dei due Stati fino a tutti i rappresenti istituzionali locali, dal governatore Massimilliano Fedriga al vice e assessore all cultura regionale Mario Anzil, ai sindaci di Nova Gorica Samo Turel e Gorizia Rodolfo Ziberna.
Le due città, prima divise da una cicatrice confinaria esito del secondo conflitto mondiale e della Guerra fredda, hanno storie diverse, urbanistica e architetture diverse.
Gorizia, menzionata per la prima volta in antiche fonti datate 1001, nel Medioevo aveva una Contea tutta sua che arrivava fino al Tirolo, nell’età dell’Impero asburgico è stata la città d’esilio dei Borboni di Francia. Nova Gorica è un progetto modernista concepito dall’architetto Edvard Ravnikar, allievo di Le Corbusier. Progetto incompiuto ma caratterizzante che, proprio alla luce del nuovo corso, potrebbe essere completato. Piazza Transalpina è il punto comune delle città
Nel 1947, alla fine del secondo conflitto mondiale, la millenaria città di Gorizia venne letteralmente divisa in due: metà all’Italia, che aveva perso la guerra, e l’altra metà alla Jugoslavia, che rientrava fra le nazioni vincitrici. Tutto venne tagliato a metà dal Trattato di Parigi. La città di Nova Gorica venne edificata all’indomani degli accordi ufficiali, e il confine sopravvisse a lungo presidiato nel cuore della città. filo spinato, guardie armate, anni di lasciapassare e contrabbando, di contrapposizioni, ma anche di buona volontà per superare odio e rancori, Anni culminati nel 1991 con la dichiarazione di indipendenza della Slovenia dalla Jugoslavia e nel 2004 con la “caduta” del confine e l’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea. Un nuovo incontro fra popolazioni contermini, nel 2007 con l’entrata della Slovenia in Schengen, concepito come una festa celebrata nella Piazza Transalpina- Trg Evrope,
Un lungo viaggio contrassegnato da date importanti per le comunità locali ma che dal 18 dicemnbre 20220 data della proclamazione e dall’ febbraio dall’8 febbraio 2025, data dell’inaugurazione si rivolge all’Europa e al mondo.
GO! Borderless è il claim scelto per la Capitale Europea della Cultura 2025, a sottolineare la cooperazione tra i due Paesi e la natura transfrontaliera del progetto,
Per realizzare il programma ufficiale della Capitale europea della cultura è stato fondato l’ente pubblico sloveno (Javni zavod) GO! 2025. A coordinare gli aspetti infrastrutturali è preposto GECT GO, il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale fondato nel 2011 dai Comuni di Nova Gorica, Gorizia e Šempeter-Vrtojba. L’ente GO! 2025 è finanziato dal Governo sloveno, mentre le opere infrastrutturali del GECT GO sono finanziate con fondi europei e della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.
Alla cultura che si mescola tra due Paesi esprimendosi potentemente nella musica, nella danza, nell’arte e nel teatro, è affidato il compito che riflette la sua stessa natura , quella di essere un ponte tra le persone, e un messaggio di pace, concetti elaborati abnche nell’immagine-manifesto “GO! 2025” “realizzata da Lorenzo Mattotti tra i maggiori autori mondiali nel campo della grafica, E insieme a GO! 2025 anche GO! 2025&Friends”, che amplia il cartellone degli eventi ad una vasta parte del territorio contermine in Friuli Venezia Giulia e Slovenia:migliaia di iniziative, concerti, teatro, cinema, danza e incontri, un programma in costante aggiornamento disponibile al link https://www.go2025.eu/.
Un progetto lanciato su questa piazza della Transalpina – ha detto il presidente Sergio Mattarella -che affonda le sue radici in un lungo processo di riconciliazione. In un mondo segnato da tensioni e conflitti crescenti, un mondo che ha abbandonato la cooperazione come elemento fondamentale della vita internazionale, la Slovenia e l’Italia hanno dimostrato che la strada della cooperazione è ancora un’opzione valida. Niente, nessuna provocazione farà tornare indietro la storia che Slovenia e Italia stanno scrivendo insieme.
Nataša Pirc Musar, Presidente della Repubblica di Slovenia ha ricordato una frase del più grande poeta sloveno France Prešeren, diventata inno della Slovenia
“Vivano tutti i popoli che anelano al giorno in cui la discordia verrà sradicata dal mondo e in cui ogni nostro connazionale sarà libero,e in cui il vicino non un diavolo, ma sarà un amico!”
Go2025 è un evento di portata storica destinato a lasciare un segno indelebile nel percorso delle future Capitali”.ha detto dal palco della TRansalpina il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. dove la storia ha scritto pagine di separazione, oggi scriviamo una pagina di unità.
La giornata inaugurale della Capitale europea della Cultura è stata arricchita da numerosi eventi, corredati dagli stand di 17 proloco locali tra piazza Vittoria e i Giardini pubblici. E sappiamo bene che Proloco è sinonimo di volontariato. l’Unione Nazionale tra le Pro Loco d’Italia (UNPLI), ha voluto dedicare alla Capitale Europea della Cultura la sua tessera socio 2025, in fase di distribuzione a oltre 600 mila volontari in tutta la Penisola.
Rafforzare giorno per giorno il senso di comunità e di continuità in direzione dell’incontro è ora un impegno che dovrà essere parte della sensibilità popolare, sentito e condiviso dalla maggioranza delle persone dopo che Politica e cultura hanno avviato il percorso. In questo senso un volontariato transfrontaliero da costruire potrà essere un altro valore.
Con l’iniziativa delle tessere dedicate alla capitale Abbiamo voluto sostenere della cultura-una città che dopo la divisione del confine a metà del Novecento vive oggi una nuova unione a livello europeo. ha dichisarato Il presidente nazionale dell’UNPLI Antonino La spina, presente all’evento insieme al presidente dell’UNPLI regionale Pietro De Marchi.







