24/05/2026

di Gianfranco Biondi

A celebrazione dei 26 anni di Aquileia sito UNESCO e dei 90 anni dall’apertura dell’area archeologica la Fondazione Aquileia, in collaborazione con il Comune di Aquileia, Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per il FVG, Direzione Regionale Musei FVG – Museo archeologico di Aquileia, Basilica di Aquileia e PromoTurismoFVG, ha organizzato due giornate di incontri negli spazi della cantina Ca’ Tullio, dedicate ad Aquileia meta sostenibile, attraverso i cammini e i percorsi clicloturistici e al tema del sistema portuale di Aquileia nell’antichità. Aquileia non è solamente uno scrigno colmo di un patrimonio storico e culturale di valore inestimabile ma è “un’idea”, come ha sottolineato il sindaco Emanuele Zorino, attorno alla quale tante istituzioni e persone stanno lavorando. E il cosigliere regionale Diego Bernardis, chiedendosi se per Aquileia si debba parlare di “meta sostenibile o sostenibilità della meta” ha detto che in questa seconda direzione, voluta dalla regione, si concretizza l’inclusività, l’accoglienza e soprattutto la preservazione nel tempo del patrimonio aquileiese. Una visione che ci riporta alla creazione di un parco archeologico vivo perchè immerso nella quotidinaità della Aquileia dell’oggi e che lo renderà unico e diverso da altri parchi.

Aquileia è intersezione di più cammini ed è attraversata dall’importante via ciclabile FVG1-Alpe Adria che fanno dello slow tourism una modalità di approccio sostenibile alla località, tema al quale è stata dedicata gran parte della prima giornata di incontri…

L’assessore regionale Sergio Emidio Bini, nel rilanciare quanto appreso durante la recente visita istituzionale in Giappone, dove prima ancora del food e del fashion, i giappnesi hanno citato i siti UNESCO italiani, ha sottolineato che per troppo tempo abbiamo difettato nel non promuovere abbastanza i fondamentali che rendono unico un paese come l’Italia. Ora che il turista chiede di più, per farci conoscere è necessario continuare un lavoro di squadra nella stessa direzione, come Aquileia già dimostra,

Un focus approfondito sullo sviluppo in Italia dei cammini, la proguettualità per Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura e l’incidenza del cambiamento climatico sul patrimonio, sono stati i temi portanti della prima giornata di lavori. Non senza preoccupazione il climatologo Luca Mercalli si è soffermato sulle conseguenze devstanti di un punto di non ritorno del disequilibrio climatico, semprè più confermato dalle insufficienti politiche internazionali a protezione dell’ambiente. E’ stata fornita una fotografia sui cammini italiani che Terre di mezzo editore ha censito in 138, di cui 92 forniscono le credenziali ai camminatori, dalle quali risulta che oltre cento mila sono stati i camminatori nel 2023, di cui il 31 per cento, una volta iniziata l’esperienza, non ne può piu fare a meno e il 44 per cento fa più di un cammino all’anno. il 72 per cento dei camminatori scelgono persorsi in italia. Per la gestione dei 7 cammini presenti in Friuli Venezia Giulia la Regione ha costituito un tavolo tecnico per coinvogere i gestori e il territorio su diversi aspetti, dalla sicurezza all’assitenza ma anche per sensibilizzare gli abitanti che mai avrebbero pensato di essere una meta turistica, aiutandoli a prendere coscienza del patrimonio proprio grazie al passaggio dei camminatori.

Il legame storico tra Aquileia e Gorizia nonché il senso della straordinaria occasione di Go2025 è stato ripercorso con il tavolo dei relatori che gestiscono il progetto. Il senso è quello di un nuova cultura dell’abbraccio (citando l’assessore di Gorizia Patrizia Artico) che si sostituisca allo scontro , dove il dialogo pravalga sulle guerre, per far scrivere nuove pagine di storia, ha aggiunto il sindaco di Gorizia, Ziberna, a comunità che prima si voltavano le spalle. La Capitale della Cultura Europea del 2025 è transfrontaliera, con due città prima rese antagoniste e distanti da sistemi politici contrapposti, ma al tempo stesso attraversate da un confine localmente permeabile, Due città che ora, insieme, sono Capitale della cultura e laboratorio per l’Europa, con tanti progetti comuni a cui l’Europa guarda. Dall’impegnativa opera di ingegneria finanziaria – ha sottolineato l direttrice del GECT GO, Romina Kocina – che ha consentito la valorizzazione della piazza Transalpina, per metà slovena e per metà italiana ai 56 small project transfrontalieri inseriti nell’Interregg italia-Slovenia, gestiti dal GECT GO, formato dai comuni di Gorizia, Nova Gorica e S.Peter Vertoiba così come tante altre iniziative che lasceranno il segno anche in futuro di questa inedita capitale della cultura. Ed è la speranza espressa anche dall’assessore regionale Barbara Zilli che ha parlato di capitale come sutura delle ferite di questo territorio, da rilanciare nella cooperazione e nell’accoglienza con l’obiettivo anche di offrire opportunità, riscatto lavorativo e formazione ai giovani che da queste terre si sono allontanati o che intendono fare la loro giusta esperienza all’estero e dove chi queste terre le abita rafforzi le relazioni. nel segno di una identità comune.

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