di GFB
Giro di vite sulla sicurezza (si spera serio e permanente) da parte del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza dopo Il gravissimo fatto di violenza accaduto a udine, in cui una delle consuete risse che scoppiano in pieno centro, questa volta è drammaticamente sfociata in un omicidio, per il quale attendiamo che sia fatta giustizia piena sul reponsabile, possibilmente non considerando come attenuante l’alcool che ha mosso il pugno assassino ma piuttosto come aggravante. Ricordiamo che a cadere sul selciato battendo la testa con lesioni apparse subito molto serie dopo essere stato colpito da un violento pugno è stato il cittadino udinese Shimpei Tominaga, 56enne imprenditore giapponese, con moglie e figlio. Ha pagato caro Il tentativo di separare 5 giovani litiganti, che per questo lo hanno aggredito, ed è morto in ospedale dopo alcune ore di agonia.
In una nota diramata dall’amminitrazione comunale di Udine, in cui, tra l’altro si ammette l’insufficienza dei provvedimenti di sicurezza fin qui intrapresi, si da conto dei provvedimenti presi in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la sicurezza. Alla riunione coonvocata dal Prefetto domenico Lione erano presenti Il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, accompagnato dal vicesindaco Alessandro Venanzi, dall’Assessore alla Polizia Locale e Sicurezza partecipata Rosi Toffano, dall’Assessore alla Salute ed Equità sociale Stefano Gasparin e dal comandante della Polizia Locale Eros Del Longo.
Nel corso della riunione i rappresentanti istituzionali e delle forze di polizia hanno descritto i provvedimenti e i numeri relativi all’attività svolta fino ad ora, finalizzata alla gestione dell’ordine pubblico in città. È stato però deciso di compiere un’ulteriore sforzo congiunto per diminuire le occasioni di rischio e di pericolosità, in particolare durante i weekend.
Da parte della Prefettura è stato deciso di collocare una pattuglia dell’esercito in centro storico oltre all’aumento delle cosiddette pattuglie appiedate interforze, già presenti in città durante la settimana e nel fine settimana, che si occuperanno di un presidio puntuale delle vie cittadine. Il comune da parte sua provvederà a emanare un’ordinanza che limita il consumo di bevande alcoliche in città con un’attenzione particolare alla zona limitrofa alla Stazione.
In particolare l’ordinanza, che verrà protocollata domani a firma del sindaco Alberto Felice De Toni, avrà una durata di 30 giorni rinnovabile per altri 30 e prevede il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche in locali ed esercizi commerciali ed artigianali dalle 21 alle 06 della mattina del giorno successivo.
Il divieto verrà anticipato alle 18 per le vie facenti parte del cosiddetto Quartiere delle Magnolie.
Inoltre è stato deciso di vietare la somministrazione di bevande alcoliche a partire dall’una di notte su tutto il territorio comunale.
“Una stretta necessaria dopo gli ultimi episodi di violenza” ha affermato il Sindaco Alberto Felice De Toni. “Il nostro auspicio era che l’aumento dei controlli e del presidio della città messo in campo dalle forze dell’ordine, in sinergia con quanto fatto dall’amministrazione comunale – con i nuovi vigili di quartiere, le pattuglie interforze, la presenza di guardie giurate sul territorio e sui bus – fossero provvedimenti sufficienti. Purtroppo abbiamo visto che non basta. È volontà dell’amministrazione comunale intervenire con fermezza e continuità sui fenomeni negativi che possono scaturire anche dall’abuso delle bevande alcoliche e superalcoliche, assicurando sicurezza oltre che civile e pacifica convivenza ai cittadini udinesi. Per questo abbiamo valutato una stretta sulla vendita e sulla somministrazione degli alcolici, con una particolare attenzione al Quartiere delle Magnolie. Tutto questo si inserisce all’interno di un quadro di collaborazione e condivisione con tutte le forze dell’ordine e in particolare con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza e va nella direzione di rispondere il più efficacemente possibile alle esigenze dei nostri cittadini, che chiedono di poter lavorare, vivere e divertirsi in una città più sicura”.







