23/05/2026

La diciottesima edizione del Premio Friuli, che viene conferito annualmente a persone di origine friulana che con le loro competenze ed impegno nei campi scentifico, culturale, economico imprenditoriale e sportivo contribuiscono a mantenere alto il nome del friuli, è stata declinata interamente al femminile. Tradizionalmente organizzato nell’abbazia di Rosazzo dalla sezione udinese dell’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia, in contemporanea con il ventesimo incontro interprovinciale dell’associazione, la cerimonia del premio è stata preceduta dalla Santa Messa officiata da Don Pasquale Didonna, Cappellano Capo della Marina Militare e socio onorario UNCI che, nell’omelia, ha riflettuto sul significato del comandamento dell’amore e sulla sua

apparente contraddizione; come si può comandare l’amore e come si possono accettare le parole di Gesù quand’egli, rivolgendosi agli apostoli, afferma che solo se osserveranno i suoi comandamenti rimarranno nel suo amore, come lui ha osservato i comandamenti del padre? Didonna ha richiamato antichi trattati di alleanza della tradizione medio orientale assira e ittita che hanno tramandato nei Vangeli questo linguaggio “affettivo-giuridico”, per sancire che in amore ed amicizia ci sono regole e comportamenti da rispettare. Riferendosi, inoltre, al XV Capitolo di San Giovanni e alla sostituzione per elezione di San Mattia al posto del traditore Giuda, così da far tornare in numero di 12 gli Apostoli, Didonna ha riflettuto sullo spessore dell’atto elettivo, della preparazione di fondo che questo atto richiede sia da parte di chi elegge che di chi viene scelto ad assumere un determinato compito. Ruolo di Apostolo che Mattia era preparato a ricoprire. La Santa messa è stata arrricchita dalle note musicali e vocali del coro Don Alcide Venuti di Manzinello, diretto da Sarah Della Rovere.

Dopo la messa la cerimonia ufficiale in Abbazia, con l’Inno nazionale nel chiostro dell’abbazia di Rosazzo, eseguito dal coro Don Alcide Venuti di Manzinello a precedere la cerimonia di consegna dei premi realizzati alla Ottaviani Argentieri di Recanati tramite l’oreficeria Romagna di Udine. Dopo i saluti e l’introduzione dal grand ufficiale Carlo Del Vecchio, presidente dell’UNCI di Udine e del commendator Mariangela Fantin, il presidente del Consiglio regionale Pier Mauro Zanin ha preso la parola per sottolineare l’eticità del premio e l’importanza di averlo assegnato quest’anno a due donne che testimoniano all’estero quello che il Friuli dovrà essere in futuro. Due donne impegnate in centri decisionali che sono chiamati ad affrontare le vere crisi

del futuro, come quella del cambiamento climatico, che richiederà responsabilità, studio e azione collettive per non far ricadere sulle spalle delle generazioni future gli effetti di cambiamenti che sono già in atto. Hanno portato il loro saluti il sindaco di Udine, Piero Fontanini, l’onorevole Ivano

Strizzolo, il tenente Stefano Gagliardi dell’Ottavo Reggimento Alpini, a nome del suo comandante, il consigliere regionale Franco Iacop e il vice sindaco di Manzano Lorenzo Alessio, portando i saluti del sindaco Piero Furlani. Presenti in sala tra le autorità anche il sindaco di San Giovanni al Natisone Mariano Zuferli e il vice presidente nazionale del Centro Sportivo Educativo Nazionale Giuliano Clinori.

Le due premiate

Martina Dorigo, classe 87, nata a Palmanova. Inizia con il liceo linguistico Caterina Percoto di Udine, perfezionandosi negli Stati Uniti e, con Erasmus, all’Istituto di studi politici Robert Shuman a Strasburgo. Nel 2010 la laurea in scienze politiche all’università Luis Guido Carli di Roma, poi arricchita da un master in relazioni internazionali. E, nel frattempo, appena ventitreenne, concretizza l’esperienza a Washington, prima come assistente di ricerca all’Hudson Institute e poi con il prestigioso incarico di ricercatrice ospite alla George Washington University. Successivamente Martina affina le sue competenze in sicurezza e agricoltura sostenibile, fabbisogni post-catastrofe e codice umanitario, cambiamenti climatici, energia e gestione delle risorse naturali in università e organismi nell’ambito del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo.

Oggi Martina Dorigo lavora a Washington come analista di programma per l’Adaption Fund della Banca Mondiale, responsabile della revisione tecnica di progetti e programmi sull’adattamento al cambiamento climatico. Ha al suo attivo diverse missioni di monitoriaggio svolte in Egitto, Georgia, Turkmenistan, Colombia, Ruanda, isole Cook, Samoa, Messico e Barbados. Martina Dorigo ha ricevuto il Premio Friuli dalle mani del vicesindaco di Manzano, Lorenzo Alessio,dall’onorevole Strizzolo e la medaglia della regione dal presidente del Consiglio regionale Zanin.

Marianna Tonutti, classe 1979, di Udine, inizia gli studi presso il liceo scientifico Percoto di Udine, che poi prosegue laurendosi in relazioni pubbliche all’Università di Udine e perfezionandosi ulteriormente presso l’Università di Leicester nel Regno Unito con un master in sviluppo internazionale nelle zone di conflitto. Nel 2006 riceve l’incarico di osservatrice elettorale per conto dell’Unione Europea in Mauritania e in Venezuela e nel 2007 si occupa di cooperazione internazionale presso l’Ambasciata d’Italia a Baghdad, in particolare occupandosi del Fondo per la ricostruzione e lo sviluppo dell’Iraq co-amministrato dalle Nazioni Unite e Banca Mondiale. Dal gennaio 2013 per oltre anno fa parte della missione europea a supporto della polizia e delle istituzioni giuridiche afghane a Kabul. Dall’ottobre 2014 al luglio 2016 riveste il ruolo di program manager nella missione dell’Unione Europea a supporto della polizia e allo stato di diritto palestinese a Ramallah in Palestina. Dal gennaio 2017 ad oggi riveste il compito di consigliera per la stabilizzazione in ambito NATO, presso il comando strategico Shape a Mons in Belgio. In particolare si occupa di facilitare la comunicazione, sviluppando partnership strategiche con le organizzazioni internazionali, non governative, settore privato e accademico. Nel corso della sua carriera ha lavorato in Palestina, Afghanistan, Iraq, Mauritania, Messico e Venezuela per il Ministero degli Affari Esteri italiano e per l’Unione Europea. Per la sua attività nell’ambito di diritti umani e protezione dei civili ha ottenuto recentemente il premio internazionale Serge Lazaref.

Marianna Tonutti ha ricevuto il premio Friuli dalle mani del sindaco di Udine Piero Fontanini e la medaglia della regione dal presidente del consiglio Zanin.

La cerimonia del premio Friuli si è conclusa con la consegna dell’attestato di merito al cavalier Roberto Franz , dei diplomi di socio ordinario a Loris Michelut, Maurizio Milanese e Rino Petrig e di un attestato a Jessica Giorgiutti, consegnato dalla delegata donne UNCI Edda Floreani.

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