di Gianfranco Biondi
Il modo sbrigativo per allentare le polemiche nate intorno all’infausta sortita di Fedez sul palco del concertone di primo maggio è quello di definirla legittima per un artista, cui compete anche il ruolo di denuncia, al fine di attrarre l’interesse generale su temi delicati e divisivi o controversi che, in qualche modo, il legislatore cerca di dirimere. Al centro delle accuse i brutti e cattivi leghisti che cercerebbero di osteggiare il DDl Zan sull’estensione dei reati di discriminazione, con l’obiettivo di perseguire e punire chi istighi a commettere o commette atti di discriminazione o violenti per motivi “fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identita di genere e sulla disabilità. Dal palco Fedez ha lamentato di aver subito un tentativo di censura della RAI, rendendo nota (illegalmente) una porzione di audio registrato di una telefonata “privata” con un dirigente della tv di Stato. A un reato per il quale dovrebbe pagare le conseguenze, Fedez ha aggiunto la “furbata” di centrare strumentalmente il suo intervento pubblico anche su questo aspetto, in quanto funzionale a raccogliere facili consensi. Ma tornando al nocciolo della questione…il signor Fedez si è letto il DDl Zan? ha capito che i pericolosi elementi di genericità e contradditorietà che contiene potrebbero dar libera interpretazione ai giudici su basi personali ed ideologiche? e questo senza voler mettere nel minimo dubbio i condivisibilissimi obiettivi finali del disegno di legge, che sono quelli del rispetto e della tutela dei diritti di chiunque. Se l’idea poteva essere quella di convogliare attenzione verso queste criticità Fedez avrebbe agito bene ma così non ha fatto. E’ stato ulteriormente divisivo ed istigatore, richiamando censure inesistenti ( tant’è vero che sul palco ci è salito egualmente e ha detto quel c…zo che voleva), santificando il DDl Zan senza entrare nel merito e accusando di ideologia contraria ai diritti coloro che cercano solamente di limitare i danni di un disegno di legge che necessita di maggior garantismo sulla sua potenziale pericolosità. Sulla levata di scudi della comunità LGBTQ+ in difesa di Fedez, desidero solo riportare la saggia posizione espressa in un intervista a Famiglia Cristiana da Platinette, al secolo Mauro Coruzzi, in cui sottoliena che il ddl Zan tenta di imporre con l’arroganza a tutti ciò che è ovvio e che tutte le persone ragionevoli e razionali sanno, cioè che non devono esserci dicriminazioni o aggressioni di nessun tipo sulla base dell’orientamento sessuale. Va precisato che Platinette non è molto simpatica a molti esponenti della comunità LGBTQ+ perchè non si allinea al “pensiero unico” di questa comunità, volendo continuare ad esprimersi liberamente con la propria testa. Sulla questione Fedez,sempre Platinette, ha anche probababilmente centrato il vero motivo che muove questo individuo, che è quello si restare sempre al centro dell’attenzione e, in questo senso, il livello di questa nuova performance andrebbe appaiato a quello di una precedente sua tragica esibizione in un supermercato, in occasione di un compleanno, dove prese a calci i prodotti alimentarintari. Salvo poi fare donazioni per pulirsi la sua in-coscienza. Il tragico assoluto di tutto è il bagaglio di follower che questi personaggi continuano a prendere in giro, tra uno smalto per unghie e goffe sparate da palcoscenico.













