03/04/2026

Priolo, Siracusa, ore 15. 50, nel pieno pomeriggio. UN CRIMINALE trascina per chilometri un cane legato alla sua auto con una grossa catena. Nonostante sia stato avvistato da un cittadino, che si mette al suo ineguemento, tentando di fermalo, il delinquente accelera e prosegue la corsa per altri 500 metri. Poi si ferma, stacca la catena dalla sua auto e avvolge il cane esanime dentro degli stracci e lo getta in campagna, dandosi alla fuga.

Il responsabile di questo efferato delitto è stato identificato, messo in stato di fermo dai Carabinieri e denunciato sia dalla delegata della sezione provinciale di Siracusa dell’associazione OIPA sia dalla sede nazionale, che si costituirà anche parte civile nel processo contro l’aguzzino.Sul luogo del fatto Sono intervenuti i volontari dell’OIPA, che hanno tentato di salvare in ogni modo il cane agonizzante. Questa la nota divulgata dall’OIPA (Organizzazione internazionale protezione animali) su questa orripilante vicenda…

Accorsi sul posto, i volontari dell’Oipa di Siracusa hanno portato subito il povero cane agonizzante all’ambulatorio veterinario del dott. Daniele Zappulla, già collaboratore dell’associazione. Il referto descrive la sofferenza atroce che ha subìto l’animale prima di morire, dopo due ore dall’arrivo in ambulatorio zampe e mandibola fratturate, lesioni interne ed esterne, ossa abrase.

“È stato il peggior giorno di lavoro della mia vita, non ho mai visto e non ho mai assistito in tanti anni ad una crudeltà tale”, ha affermato il veterinario. Matteo, così si chiamava, arrivato dunque in clinica in condizioni estremamente critiche, tachicardico e con gravi perdite ematiche, non è riuscito a superare lo shock e il terribile dolore A nulla sono serviti tutti i tentavi di salvargli la vita.

“Una sofferenza inaudita subita da un essere senziente che non si può accettare e che chiede giustizia”, dichiara Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa Italia. «Contro il responsabile di un atto inqualificabile e dalla violenza inaudita, il nostro Ufficio legale sta predisponendo una denuncia, anche al fine di costituirsi come parte civile nel procedimento penale e si riserva di chiedere anche al Sindaco di Priolo d’intervenire con un’ordinanza che vieti al proprietario della povera vittima di detenere animali».

L’Oipa ricorda che l’uccisione di animali è reato art. 544 bis del Codice penale, che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni”.

“Si tratta di pene troppo lievi, lo ripetiamo da tempo”, commenta il presidente Comparotto. “Occorre una tutela più incisiva per gli animali, che ancora non ricevono una copertura legislativa diretta non essendo loro riconosciuta soggettività giuridica. Auspichiamo un inasprimento per le

pene riguardanti il maltrattamento e l’uccisione di animali, anzitutto per l’esigenza di una loro piena tutela, ma anche perché studi scientifici attestano la correlazione tra la crudeltà sugli animali e la più generale pericolosità sociale di chi la commette”.

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