Di Marco Mascioli
Il Friuli Venezia Giulia, con il tarvisiano in particolare, è definita. Moltissimi erano abituati a fare rifornimento di carburante, sigarette e anche alimentari andando oltre confine. Per alcuni si tratta solamente di attraversare una strada, per altri di una gita fuori porta. Il Corona Virus ha fatto chiudere le frontiere con della nostra regione, sia verso l’Austria, sia la Slovenia.
Escludendo chi lavora all’estero con regolare contratto e i trasportatori di merci, non è possibile andare in Slovenia dall’Italia e per andare in Austria è richiesto un certificato dal quale risulti effettuato il test Covid-19 con esito negativo, rilasciato non più di quattro giorni prima. Quindi praticamente la frontiera è chiusa.

Il trattato di Schengen è stato sospeso e l’Austria è raggiungibile solo da Tarvisio, dopo aver sospeso tutti i collegamenti aerei e ferroviari, dai primi di marzo 2020, oltre ad aver introdotto controlli sanitari creando code anche di 90 chilometri, hanno chiuso tutte le altre frontiere con sbarramenti in cemento. Gli austriaci, le persone con residenza in Austria, che vogliono rientrare, devono sottoporsi a quarantena “volontaria” di 14 giorni a casa. In teoria possono entrare in Austria anche coloro che devono attraversarla per raggiungere un altro Paese, sempre che siano sicuri di poter uscire dai confini, impegnandosi a non fare soste in Austria. Per gli austriaci però sin da metà aprile sono state gradualmente aperte le aziende di commercio e di servizi, le attività di ristorazione dal 15 maggio e le strutture ricettive dal 29 maggio.

Situazione pressoché identica in Slovenia con valichi di seconda e terza categoria chiusi e unici posti di frontiera aperti a Gorizia e Trieste. Regolarizzato il traffico merci con Tir e mezzi pesanti sia con destinazione interna, sia in transito. Rimane comunque impossibile andare oltre confine se non per lavoro o per raggiungere altri Paesi. Dal primo maggio però loro hanno allentato le cinghie per i residenti. Dati statistici molti incoraggianti, fra calo dei contagi e decessi in frenata, hanno consentito l’emanazione di un decreto con cui hanno eliminato alcune misure restrittive: sono autorizzati sport senza pubblico, lavori di manutenzione e stagionali su terreni privati al di fuori del comune di residenza e la riapertura di molte attività.

Dal 18 maggio in Slovenia saranno riaperti gli asili, le scuole primarie per la prima triade di alunni e le scuole superiori per l’ultimo anno, se le condizioni di salute saranno adeguate. Quindi gli studenti delle scuole elementari e di terza media torneranno a scuola. Apriranno anche le scuole elementari con un programma su misura. Potranno ricominciare anche le scuole di musica e tutte le istituzioni di cura che al momento sono chiuse. Lezioni in aula per coloro che sono iscritti all’ultimo anno delle università. Tutti gli altri studenti completeranno la loro formazione a distanza. In Slovenia i bar, i ristoranti, barbieri, parrucchieri e negozi di abbigliamento e altre attività commerciali inferiori ai 400 metri quadri hanno già potuto riaprire.
Se volessimo cercare un lato positivo in questa pandemia, potremmo ricordare che in Friuli Venezia Giulia, con la tessera del carburante, oggi benzina e gasolio costano meno di quanto pagavamo due mesi fa in Slovenia e in Austria. Certo ora non ci possiamo ancora andare, ma il prezzo è crollato anche da loro!






