Di Marco Mascioli
Il Medio Friuli è l’area geografica, alla quale l’àmbito distrettuale di Codroipo fa riferimento per la gestione associata dei Servizi Sociali, coincide con quella del Distretto Sanitario di Codroipo ed è delimitata dai territori di undici Comuni: Basiliano, Bertiolo, Camino al Tagliamento, Castions di Strada, Codroipo, Lestizza, Mereto di Tomba, Mortegliano, Sedegliano, Talmassons, Varmo. Le attività del Servizio Sociale dei Comuni vengono raccolte in tre macro-aree: minori e famiglie; adulti (comprensiva di povertà, immigrazione, disabilità e salute mentale); anziani.

Per ogni area è preposto un responsabile che risponde direttamente al responsabile dell’àmbito in merito ai risultati conseguiti nel proprio settore di competenza rispetto agli obiettivi assegnati. Ogni Area ha funzioni definite, personale dedicato e diversificato in funzione del profilo professionale.
Normalmente i presidi territoriali sono la principale porta di accesso per le persone ai servizi sociali e socio-assistenziali dell’àmbito di Codroipo, presenti in tutti gli 11 comuni, rispondono all’esigenza di prossimità dei cittadini e all’integrazione con la rete dei servizi offerti dalle altre istituzioni e dal terzo settore. Nei presidi le persone possono trovare accoglienza e ascolto, ricevere informazioni e sostegno da parte degli operatori presenti.

Data l’impossibilità o la difficoltà di raggiungere gli uffici a causa delle limitazioni anti-contagio, in questo periodo quasi tutto si può fare attraverso i mezzi di comunicazione come il telefono, e-mail o social network.
L’assistente si attiva per cercare insieme al cittadino e alla sua famiglia una soluzione, indicando le opportunità e le offerte presenti nel territorio, nonché le procedure per accedervi. Attraverso la “presa in carico” della persona da parte degli assistenti sociali dei presidi territoriali, si giunge poi all’elaborazione condivisa di un Progetto Assistenziale Individualizzato (PAI), finalizzato ad accompagnare e sostenere il cittadino nel perseguimento degli obiettivi, attivando tutti gli interventi utili e verificandone nel tempo il buon andamento.
Ci sono anche problemi che normalmente si possono gestire, autonomamente, con la pazienza, la sopportazione, magari la forza scaturita dalle necessità, dai vincoli, ma in questo periodo di pandemia, rinchiusi in casa senza possibilità di scampo, senza alternative, ci sono diversi casi in cui, soprattutto per le donne, cresce il pericolo di subire violenze e maltrattamenti tra le mura domestiche.
La situazione che si è creata in seguito alle misure adottate per contenere la diffusione del coronavirus è critica anche in Friuli Venezia Giulia, come in Italia e in tanti altri Paesi del mondo.
In questo momento potrebbe verificarsi una situazione paradossale: da un lato, la necessità di dire alle donne vittime di violenza di allontanarsi da casa, ma dall’altro il divieto di uscire di casa per il Coronavirus.
Non sei sola – La violenza non è mai normale, è il progetto che l’Azienda di Servizi alla Persona Daniele Moro di Codroipo, in collaborazione con Voce Donna – Centro Antiviolenza Onlus, messo in atto per fornire un supporto immediato tramite telefono a chi ne avesse bisogno. I recapiti a disposizione delle donne sono due: la mattina, dal lunedì al venerdì 331.3953726, mentre per le emergenze il numero 349.1362784 a disposizione tutti i giorni della settimana, sabato e domenica compresi, dalle 08 alle 20.

In ogni caso risponde il personale specializzato dell’associazione Voce Donna Onlus di Pordenone che saprà dare indicazioni e si coordinerà con gli operatori del territorio competente, grazie all’esperienza di più di vent’anni d’operatività.
Per le donne che non sono certe di subire violenze e, come spesso accade, ritengono la loro situazione nella norma, (mi picchia solo quando lo faccio arrabbiare, però alle volte è gentile e premuroso, è colpa mia perché ho sbagliato… e altri pensieri simili) c’è la possibilità di compilare un questionario che aiuta a capire se nella relazione con il partner, o con un ex partner, ci sono segnali di rischio di violenza o se si tratta di semplici litigi. Il questionario è anonimo, ma è essenziale rispondere a ogni domanda e in base alle sue risposte sarà calcolato un ‘profilo di rischio di violenza’e verranno dati alcuni consigli e indicazioni su cosa è opportuno fare. Molto importante rispondere anche se si pensa di non subire violenze gravi.
Il questionario anonimo è stato realizzato dal dipartimento di psicologia dell’università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con il contributo dell’associazione Differenza Donna, Onlus e si trova a questo indirizzo http://www.surveygizmo.co.uk/s3/2181173/ISA-online . La maggioranza delle donne che subiscono violenza e corrono gravi rischi per la propria incolumità, non se ne rendono conto, ovvero non conosco alternative alla loro situazione. Eseguire il test tramite il questionario anonimo può essere l’occasione per rendersi conto della realtà che, attraverso un punto di vista esterno ed esperto.
Marco Mascioli














