23/05/2026

Stamane nel quartiere Prati a Roma, in pieno centro, un vicebrigadiere trentacinquenne dei Carabinieri è stato ammazzato a coltellate da uno dei due borseggiaori che stava cercando di fermare, insieme ad un collega, a seguito di un tentativo di rapina. Poco interessa nazionalità, etnia, provenienza, di questo criminale…ci interessa di più la pena che verrà comminata, che per noi dovrebbe essere l’ergastolo, una pena senza attenuanti per aver spazzato via una vita, arrecando anche la massima onta alla divisa. Non ci interessa il delinquente, di cui andrebbe cancellata la memoria per sempre, ci interessano i magistrati e le loro elucubrazioni sulla “proporzionalità della pena” che molto spesso si dilettano ad applicare non solamente sulla base della gravità del reato ma di orientamenti ideologici, frapponendosi a chi, invece, nelle istitutizioni è chiamato politicamente a decidere per il bene della collettività. Vedremo se il deliquente che ha ammazzato il giovane carabiniere, viene fatto passare per un poveretto emarginato che merita comprensione e quindi i comodi domiciliari o l’uscita di galera dopo pochi anni per buona condotta, oppure destinatario di una pena esemplare che lo inchiodi per sempre tra i rifiuti pericolosi della società. Intanto…prendiamolo, questo delinquente…e possibilmente, subito.

GFB

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