Una strada unica che idealmente collega la costa con l’area montana del Friuli Venezia Giulia, passando per i vigneti e le colline dell’entroterra regionale, e mette in rete le risorse vitivinicole e agroalimentari del territorio assieme a quelle culturali e ambientali con lo scopo di costruire un prodotto trasversale e integrato per valorizzare il turismo enogastronomico e renderlo più fruibile per i turisti.
E’ questo in sintesi il significato e l’obiettivo del progetto “La Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia”(Svs), presentato a Udine dal vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, accanto al consigliere regionale Vittorino Boem e al direttore generale di PromoTurismoFVG, Marco Tullio Petrangelo.
“Un progetto di ampio respiro – ha dichiarato Bolzonello – che si è costruito grazie anche al tavolo di lavoro di cui fanno parte i principali attori del mondo enogastronomico regionale”.
Il risultato a cui si è arrivati è frutto, come è stato messo in luce, anche dell’esperienza e del lavoro effettuato nella gestione delle precedenti Strade dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia, delle cui competenze PromoTurismoFVG potrà ancora avvalersi.
Il budget del 2016 è stato di 120.000 euro e verrà incrementato a 300.000 euro nel 2017: “potrà crescere ancora – ha riferito Bolzonello – se i risultati di quest’anno saranno positivi come noi auspichiamo”.
Bolzonello ha poi ricordato come il progetto sia nato con la legge regionale 22/2015 e sia orientato a sviluppare in modo coordinato, competitivo e non frammentario il turismo regionale legato al mondo del vino e dell’agroalimentare.
“Una visione condivisa a una regia unica e forte come PromoTurismo FVG, garantirà canali di promozione ampi ed efficaci”, ha aggiunto Bolzonello.
Petrangelo ha ricordato alcuni elementi dell’iniziativa fra cui la possibilità di offrire piccole degustazioni di prodotti tipici locali associate ai vini all’interno delle strutture che aderiscono all’iniziativa: “il Friuli Venezia Giulia – ha evidenziato – è la prima regione in Italia a regolare la somministrazione di produzioni agroalimentari tradizionali e produzioni tipiche e di qualità non cucinate unitamente all’assaggio del vino durante le visite in cantina”.
Ad oggi si registrano 163 adesioni. Possono aderire al progetto aziende vitivinicole, agroalimentari, ristoranti, trattorie e agriturismi e dal 2018 anche botteghe del gusto, bar e altri esercizi simili imprese dell’artigianato artistico profilato su strumenti legati al mondo rurale e dell’enogastronomia, musei della vite e del vino, ecomusei e strutture inerenti le tradizioni locali legate ai prodotti enogastronomici ed artigianali, l’ambiente e la cultura e infrastrutture di
interesse artistico e culturale o parchi, imprese di servizi (agenzie di viaggio, tour operator, imprese di noleggio trasporti, cooperative di guide turistiche) e figure professionali e animatori legati al turismo enogastronomico, alla cultura e alle tradizioni locali.