25/03/2026

Per la prima volta si applica nel territorio provinciale di Udine la normativa antimafia in materia di prevenzione patrimoniale, andando a colpire direttamente i beni mobili ed immobili di chi ostenta uno stile di vita non compatibile con il reddito dichiarato. I primi a cadere nella rete delle indagini, avviate un anno e mezzo fa su progetto del Procuratore Aggiunto Raffele Tito e condotte da una task force mista di finanzieri e carabinieri di Udine , sono stati cinque soggetti di etnia Rom, residenti in provincia di Udine e ritenuti di spiccata ed attuale pericolosità sociale, per un’attività continuata di truffa, estorsione, falso,  furto, rapina, ricettazione e riciclaggio. Nei loro confronti non sono state elevate misure cautelari personali ma sono stati attenzionati e soprattutto si è proceduto al sequestro di beni, su decreto del Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Udine

Volevamo colpirli al cuore dei loro interessi, evitandomisure cautelari personali che li portassero prima in carcere, poi ai domiciliari ed infine nuovamente liberi dopo un eventuale patteggiamento, liberi soprattutto di continaure a poter disporre di patrimoni illecitamente accumulati. E’ quello che tra l’altroi ha detto il Procuratore Capo di Udine Antonio De Nicolo, ai giornalisti nella conferenza stampa alla quale erano presenti anche il Maggiore Alberto Gravà e il Tenente Colonnello Massimo Cucchini dei Carabinieri di Udine e i Colonnelli Stefano Commentucci e Salvatore Salvo della Guardia di Finanza.Il Procuratore De Nicolo ha sottolineato che fin dal suo insediamento, l’obiettivo che si è posto è stato quello di disporre direttive per l’individuazione di patrimoni illeciti.
Questa prima operazione – ha tenuto a precisare il Procuratore – è solo l’inizio di una attività investigativa che punta a far emergere arricchimenti illeciti in ogni direzione, non solamente nell’ambiente dei Rom.
Le indagini sui cinque personaggi di etnia Rom hanno portato al sequestro di un cospicuo patrimonio che solidi elementi investigativi hanno consentito di ritenere illecitamente accumulato: tra i beni posti sotto sequestro, 7 autovetture per un valore complessivo stimato in 500 mila euro.
Se i soggetti attenzionati non sapranno dimostrare attraverso i difensori la liceità di questi patrimoni, il sequestro dei beni si trasformerà in confisca.

nell’audio l’intervento del Procuratore Capo Antonio De Nicolo.

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