26/03/2026

“La manifestazione di Coldiretti ci ricorda l’importante patrimonio agroalimentare che abbiamo e l’impegno che ci viene chiesto, a livello europeo, per una regolamentazione che stabilisca l’obbligo di chiarire la provenienza per i prodotti trasformati e in particolare per il latte UHT e, dall’altro, a livello nazionale per intervenire sui problemi burocratici e su una filiera il cui prezzo da allevatore e produttore a prodotto finale che arriva al consumatore è troppo diverso e distorto”.

Lo ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani a margine della manifestazione di Coldiretti organizzata nell’ambito del tour 2016 “Le Ra/egioni del cuore” e che ha portato in piazza, a Udine , centinaia di allevatori con trattori e mucche.

Di fronte ad una crisi senza precedenti, il presidente della Coldiretti del Fvg Dario Ermacora ha denunciato come il FVG sia la porta d’ingresso in Italia di “centinaia di milioni di chili di latte stranieri, anche come trasformati e semilavorati industriali, che vengono spacciati con l’inganno come made in Italy”.

Ermacora ha risposto anche in merito alla necessità di sburocratizzare il settore vinicolo. “Si sta lavorando ad esempio al ‘Libro unico dei controlli’ per evitare sovrapposizioni”, ha ricordato.

Nel corso dell’incontro non si è parlato soltanto della crisi del latte, ma di tutte le filiere agroalimentari – dalla carne ai formaggi, dai seminativi all’ortofrutta, dall’olio di oliva, minacciato dalle importazioni dalla Tunisia, al vino – e sono stati toccati i temi dell’accesso al credito e della copertura assicurativa delle aziende. E’ stata fotografata la difficile situazione della fattoria Italia e sono stati smascherati gli inganni di cagliate (per lo più dalla Lituania) e polveri che passano i confini per diventare mozzarelle e formaggi italiani.

“L’Europa resta ancora divisa tra produttori e consumatori e questo è uno dei motivi per cui, ad esempio, non siamo riusciti ancora a ottenere la protezione del ‘made in Italy’: da soli non si va da nessuna parte, occorre creare un sistema di alleanze virtuose, anche con Paesi come la Francia che condividono medesimi interessi, e che ci consentano di dire la nostra”.

Lo ha affermato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, nel corso dell’intervista moderata da Roberto Weber assieme a Roberto Moncalvo, presidente nazionale di Coldiretti,

Tracciabilità e obbligo di provenienza dei prodotti – e, ad esempio, la “pioneristica” scelta del FVG di essere regione OGM-free -; parità di applicazione delle regole – “in Italia – ha ricordato Serracchiani – dalla vite fino all’imbottigliamento ci sono 17 controlli, in Francia solo tre”; la correzione delle distorsioni della filiera tra produttori e consumatori e, infine, gli interventi a sostegno delle imprese agricole messi in campo dall’amministrazione regionale sono stati i principali temi affrontati nel corso del dibattito.

La Regione Friuli Venezia Giulia, ha ricordato Serracchiani, “ha fatto una scelta di campo destinando 160 milioni di euro al fondo di rotazione che riguarda interventi sia per il consolidamento e la ristrutturazione delle aziende sia, in particolare, per l’innovazione”.

E poi ha messo in guardia dal continuare a costruire “contenitori senza contenuti”. “Sono stati creati consorzi e società e dentro non c’era niente, solo poltrone. Non sono serviti a nessuno”, ha sottolineato Serracchiani.

Presente anche l’assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli, al dibattito condotto dal presidente nazionale Roberto Moncalvo e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, sono intervenuti, tra gli altri, l’intera giunta dell’associazione, tre giovani imprenditori friulani e il presidente della Coldiretti del Fvg Dario Ermacora.

FOTO DI COPERTINA ANSA

Share Button

Comments are closed.