03/02/2023

Sarà interamente dedicato al Progressive italiano e vedrà alternarsi sul palco del Castello di San Giusto, dal 5 al 9 agosto, formazioni storiche e gruppi del New Progressive contemporaneo il Trieste Rock Summer Festival 2021. La filosofia alla base del tradizionale e atteso evento musicale estivo, è quella di celebrare la musica rock e progressive con un ciclo di concerti di grande qualità e artisti storici.
Entrando nel dettaglio del programma, i Metamorfosi presenteranno un trittico dedicato al Sommo poeta in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante; gli Osanna saranno in concerto per celebrare il 50esimo anniversario della fondazione del gruppo assieme a Gianni Leone del Balletto di bronzo; de Le Orme, capeggiate dallo storico batterista Michi dei Rossi, a Trieste avremo la possibilità di vedere uno degli ultimi tour”.
Per la prima volta quest’anno saranno al Festival gli Area Open Project di Patrizio Fariselli.
I Passover presenteranno il loro nuovo disco “What do you want?”, che esce proprio in contemporanea con il festival per l’etichetta Ma.Ra.Cash.
Apriranno il festival giovedì 5 agosto i Metamorfosi nel 700° anniversario della morte di Dante e PassOver.
Il gruppo Metamorfosi nasce sul finire degli anni Sessanta, quando alla band I Frammenti si unisce il cantante e flautista siciliano Davide Spitaleri. È il secondo disco, Inferno, che li impone all’attenzione degli appassionati consacrandoli allo stato di cult band. Uscito all’inizio del 1973 è un concept album ispirato alla Divina Commedia di Dante. Alla fine del 1973, dopo un’intensa attività concertistica il gruppo si scioglie. Negli anni ’90 il tastierista e il cantante tornano assieme con una nuova sezione ritmica, formata da Fabio Moresco alla batteria e Leonardo Gallucci al basso e chitarra acustica, e dopo vari concerti, nel 2004 il terzo album viene finalmente completato e pubblicato. Si intitola Paradiso, ed è la naturale prosecuzione del precedente. Nel 2014 esce infine l’album Purgatorio, che completa la trilogia.
I “Passover” sono una band di Trieste che mescola la musica tradizionale ebraica con il rock progressive anni ’70. Il gruppo vanta una storia molto lunga iniziata più di 15 anni fa con una serie di concerti che lo ha visti protagonista in molte parti del mondo. Le canzoni vengono eseguite in Ebraico, Yiddish, ladino, inglese e Italiano.
Venerdì 6 agosto saranno di scena Le Orme e Sezione frenante.
Le Orme sono state, e lo sono tuttora, uno dei gruppi rock più importanti della scena musicale italiana. Nascono nel 1966 a Marghera, ma è nel 1968 che arrivano al primo successo discografico (“Senti l’estate che torna”), dopo l’ingresso di Michi Dei Rossi e successivamente di Tony Pagliuca, provenienti dal disciolto gruppo degli Hopopi. Della loro lunga e prolifica carriera si segnalano due dischi d’oro, un premio della critica discografica, un tour in Inghilterra, la collaborazione con Peter Hammill, le registrazioni a Londra, Parigi e Los Angeles e la realizzazione del primo disco live italiano. La loro discografia si compone di 16 dischi, diversi singoli più una serie infinita di compilation che hanno permesso alla band di rimanere nelle vette delle classifiche per molti anni.
Per la Progressive Rock Band “Sezione Frenante” sarà un gradito ritorno dopo la presenza al festival del 2019. Nata nella prima metà degli anni ’70, dopo aver spalleggiato musicisti e gruppi illustri quali Le Orme, Biglietto per l’Inferno, Ibis, Perigeo, Tito Schipa Junior, la band si scinde e i componenti intraprendono strade differenti; è necessario attendere il nuovo millennio per vedere il gruppo compiere i primi tentativi di riunione. Nel 2006 inizia il nuovo sodalizio. Lentamente prende vita l’idea di completare il materiale composto molti anni prima. Nasce così “Metafora di un viaggio”, concept album ispirato al poetico viaggio di Dante Alighieri, pubblicato nel 2014 da Ma.Ra.Cash Records e di cui nel 2016 viene pubblicata la ristampa “Metafora di un Viaggio Revisited” con l’aggiunta di tre brani inediti. L’ultimo album è “Nuove Dimensioni”, un concept di otto tracce che indaga sulle origini dell’universo, sulle profondità dello spazio, sulla natura del tempo, sul fato dei buchi neri.
Sabato 7 agosto sarà la volta degli Osanna nel loro 50° anniversario di fondazione che si esibiranno assieme a Gianni Leone del Balletto di Bronzo e di Altare Thotemico.
Gli Osanna nel 2021 celebreranno 50 anni di carriera con tre pubblicazioni: il nuovo album “Il Diedro del Mediterraneo”, il libro “Sulle note di un veliero” scritto da Franco Vassia (uscite previste a luglio 2021) e il film documentario “Osannaples”, selezionato e proiettato in streaming a febbraio 2021 – con notevole successo di critica e di pubblico – alla settima edizione del Seeyousound International Film Music Festival di Torino.
Gruppo con all’attivo 2 album per l’etichetta Ma.Ra.Cash Records (“Altare Thotemico”, 2009 e “Sogno Errando”, 2013), Altare Thotemico giunge oggi al terzo disco. Il leader e fondatore è Gianni Venturi, poeta e ricercatore vocale. La band nel tempo ha cambiato formazione mantenendo però lo stesso spirito di ricerca (assolutamente e politicamente scorretto). Da un jazz rock progressivo si è passati a una sorta di progressive tribale e psichedelico, che strizza l’occhio al passato (i rimandi alle band storiche sono percettibili a ogni ascolto), indossando nuove vesti. “Selfie ergo sum”, il loro nuovo lavoro, punta il dito sul dramma del cambiamento climatico, sul razzismo dilagante, sulla fine dell’empatia e sulla ‘società dell’apparire’.
Infine domenica 8 agosto a chiudere la rassegna saranno Area Open Project e Quanah Parker.
L’album “Live In Japan” (uscito il 24 ottobre 2020 per la Warner) segna il grande ritorno di uno dei progetti musicali italiani più trasversali che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo, fondendo jazz e musica mediterranea con la musica contemporanea ed elettronica, abolendo le differenze fra musica e vita, traendo spunto direttamente dalla realtà, dalla strada. Gli AREA International POPular Group, sotto la guida di uno dei fondatori, il pianista e compositore Patrizio Fariselli, anche oggi sono una formazione aperta, come lo sono sempre stati. Dal vivo il progetto associa l’altissimo livello tecnico con improvvisazioni radicali a un’energia dirompente con cui presenta gli immancabili classici del gruppo storico: Cometa rossa, Luglio agosto settembre nero, L’elefante bianco, Gerontocrazia, Il bandito del deserto, La Mela d’Odessa, Gioia & Rivoluzione. Oltre alle nuove composizioni, il repertorio è un viaggio nel mondo del Jazz che ha da sempre contraddistinto il gruppo, muovendosi con naturalezza tra sonorità elettroniche, world ed etniche (con brani antichissimi, le cui notazioni risalgono a migliaia di anni fa) reinterpretate con lo stile sperimentale tipico del background AREA, che conducono il pubblico in un viaggio nel tempo, tra atmosfere affascinanti e coinvolgenti, dove l’esotismo incontra l’inaudito.
I Quanah Parker hanno raccolto gli unanimi consensi della critica specializzata e il loro CD Suite degli Animali Fantastici è stato eletto 4° miglior album Prog del 2015 dal programma radiofonico statunitense “Somewhere Between Sunrise & Sunset”.
Già attivi nel 1981-1985 e rifondati nel 2005 dal loro tastierista/compositore Riccardo Scivales insieme al chitarrista Giovanni Pirrotta e al batterista Paolo Ongaro, i Quanah Parker propongono composizioni originali e fino al 2011 hanno suonato anche cover di Yes, Jethro Tull, Rick Wakeman, Genesis e Beatles.
I concerti del 5 e 7 agosto saranno a ingresso gratuito, quelli del 6 e 8 agosto invece a pagamento con biglietti disponibili al costo di 15 euro più diritti di prevendita. Anche per accedere ai concerti gratuiti sarà necessario prenotare tramite Ticket Point – sul sito https://biglietteria.ticketpoint-trieste.it/ e nella sede di Corso Italia, 6 o telefonando allo 040 349 8276 – e sul circuito Viva ticket per i tagliandi rimanenti la biglietteria del castello sarà aperta dalle 20; l’inizio tassativo dei concerti dei gruppi spalla è fissato alle ore 20.45.

I numeri del Trieste Rock Summer Festival
Sono state oltre 200.000 le persone che nel corso di questi anni hanno assistito complessivamente al festival, tanto da essere definito dalla rivista Jam la “capitale” italiana del Rock progressive. Un successo che si conferma di anno in anno che ha visto arrivare a Trieste artisti del nome di Rick Wakeman, Steve Hackett, Focus, Grand Mother of Inventions, PFM, Creedence Clearwater Revived, Carl Palmer in ELP tribute with Fog, Animals, Ian Paice, Banco del Mutuo Soccorso, Alan Parson, New Trolls, Delirium, Clive Bunker, Glenn Hughes, Osanna, Ray Wilson, Gong, Claudio Simonetti&Daemonia, Van Der Graaf Generator, Caravan, Omaggio a Battisti, Saint Just con Jenny e Alan Sorrenti, Elio e gli ossi Duri, The Enema Bandits play the music of Frank Zappa, Universal Band, Steve Rothery plays Marillion, Ian Paice e Purple Night e PinkOver.
Il festival gode della co-organizzazione del Comune di Trieste nell’ambito della rassegna Trieste Estate ed è promosso dall’Associazione Musica Libera.

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