23/05/2026

È “Potere” la parola-chiave della 19esima edizione del festival vicino/lontano, in programma a Udine da mercoledì  3 a domenica 7 maggio, con eventi di anteprima già dal fine settimana precedente.

Ottanta gli appuntamenti in programma, tra confronti, incontri, concerti, mostre, spettacoli e proiezioni, che  coinvolgeranno 200 personalità dal mondo delle scienze, della letteratura, dell’arte, dello spettacolo e  dell’informazione. 

 Fra gli ospiti dell’edizione 2023 di vicino/lontano: Gaël Giraud, Vera Politkovskaja, Lucio Caracciolo, Miguel  Benasayag, Francesca Mannocchi,  David Reynolds, Farian Sabahi, Ivan Dimitrijević, Fariborz Kamkari, Franco  “Bifo” Berardi, Fabrizio Gatti, Annarosa Buttarelli, Guido Crainz, Fabio Chiusi, Floriana Bulfon, Raffaele Simone,  Federico Cabitza, Stefan Boskovic, Iulian Ciocan, Luciana Borsatti, Marino Sinibaldi, Guido Barbujani, Elettra  Stamboulis, Francesco Vignarca, Alberto Negri, Gabriella Caramore, Giovanni Boniolo, Valerio Pellizzari, Carlo  Galli, Wissal Houbabi, Gilberto Corbellini, Alberto Cairo, Pier Aldo Rovatti, Stefano Massini.

IL PREMIO TERZANI

La serata per la premiazione del vincitore del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani sarà, come ogni  anno, il momento centrale del festival. Sempre molto attesa dal pubblico, è in programma sabato 6 al Teatro  Nuovo Giovanni da Udine. Il vincitore 2023 verrà annunciato da Angela Terzani, presidente della Giuria del  Premio, mercoledì 12 aprile. Cal Flyn per Isole dell’abbandono. Vita nel paesaggio post-umano (Atlantide), Paolo  Giordano per Tasmania (Einaudi), Pierre Sautreuil per Le guerre perdute di Jurij Beljaev (Einaudi), Mikhail  Shishkin per Russki Mir: guerra o pace? (21lettere) e Zerocalcare per No Sleep Till Shengal (Bao Publishing) sono  i cinque finalisti della diciannovesima edizione.

POTERE. LA PAROLA-CHIAVE 2023

L’aggressione dell’Ucraina ci ha mostrato il volto più arretrato, violento e barbarico del potere, che la parte di  mondo che chiamiamo Occidente aveva da tempo rimosso. Ma nel frattempo forme meno evidenti di soft power si  erano già insinuate progressivamente nelle pieghe della rivoluzione tecnologica, tanto da rendere quasi  impossibile individuare chi e come condiziona e determina i grandi eventi del mondo e della storia, con ricadute  significative nelle nostre vite.

 Così, in un’epoca che ormai molti osservatori definiscono “post-globale”, ci accorgiamo che gli scenari del potere  hanno subìto una profonda metamorfosi, mutando modalità, forme, dinamiche, luoghi, soggetti. Quale ruolo  effettivo hanno avuto le nuove tecnologie informatiche nel trasformare questo quadro? Attraverso quali passaggi?  Con quali attori? Per quali interessi? Con quali rischi per le democrazie liberali che si fondano sulla visibilità, sulla  trasparenza e sulla controllabilità del potere?

Mentre vanno affermandosi nel mondo leadership “carismatiche” e “seduttive”, come esercitare un efficace  controllo democratico, evitando il rischio di derive autoritarie? È sufficiente la diffusione dell’istruzione, del  pensiero scientifico e dei “saperi esperti”, a fronteggiare i tradizionali poteri politici ed economico-finanziari,  mentre i nuovi giganti del web, padroni delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale, in un intreccio non sempre  decifrabile tra stato e mercato, economia e politica, stanno costruendo (quanto arbitrariamente?) il mondo che  verrà?

Come attivare gli anticorpi del potere democratico per sconfiggere i poteri illegali delle mafie e delle diverse  organizzazioni criminali?

Anche nella vita quotidiana sono logiche di potere quelle che governano le nostre relazioni di prossimità: nella  coppia, in famiglia, sul lavoro, nei rapporti sociali e inter-generazionali. Quando queste dinamiche rischiano di  diventare patologiche? Come evitarlo?

Eppure ci sono persone, troppe, che rimangono escluse perfino da ogni logica di potere. Sono i senza-potere: i  disoccupati, spesso i giovani, ma soprattutto i migranti, i marginali, gli ultimi, gli invisibili… Come dar loro voce in  una società che voglia essere più giusta e solidale?

La parola “potere” è anche un verbo: fonda una speranza nella possibilità di scegliere: è ormai a tutti evidente  che la scelta più urgente e più impegnativa che dobbiamo oggi compiere è uscire dall’indifferenza e dall’impotenza  riguardo l’ineludibile questione dell’emergenza ecologica. Come gestire le risorse ambientali, come compiere una  transizione ecologica verso un mondo migliore, più rispettoso degli ecosistemi naturali, da cui dipende la vita degli  esseri umani sul pianeta, in funzione di una società globale meno diseguale, più giusta? 

I LUOGHI DEL FESTIVAL

Il festival occuperà anche quest’anno il cuore della città di Udine e alcuni dei suoi edifici storici – la chiesa di San  Francesco, la Loggia del Lionello, il Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco, l’Oratorio del Cristo, Palazzo Morpurgo  – tutti messi come sempre a disposizione dal Comune di Udine. Per quanto riguarda gli spazi, quest’anno c’è una  importante novità: parte del programma 2023 verrà ospitato nella medievale Torre di Santa Maria, recentemente  interessata da un ambizioso progetto di ristrutturazione finanziato da Confindustria Udine che l’ha ora restituita  alla città. Non mancheranno gli appuntamenti nelle librerie della città, che ogni anno supportano il festival  ospitando molti eventi e curando anche un bookshop dedicato, gestito a cura delle Librerie Einaudi, Moderna e  Tarantola.

IL COMITATO SCIENTIFICO DEL FESTIVAL

Il programma di vicino/lontano 2023 ha la supervisione scientifica dell’antropologo Nicola Gasbarro, presidente del  comitato scientifico di vicino/lontano, di cui fanno parte: Stefano Allievi, Lucio Caracciolo, Sergia Adamo,  Massimiliano Panarari, Fabio Chiusi, Beatrice Bonato, Michele Morgante, Antonio Massarutto, Guido Crainz, Pier  Aldo Rovatti, Giovanni Leghissa, Guglielmo Cevolin, Giancarlo Bosetti e Norma Zamparo. Quasi tutti, anche  quest’anno, coinvolti di persona negli eventi del festival. 

Si conferma anche per questa edizione la curatela a tre del programma, con Paola Colombo e Franca Rigoni  nuovamente affiancate da Àlen Loreti, biografo ufficiale di Tiziano Terzani, oltre che curatore dei due volumi dei  ‘Meridiani’ Mondadori dedicati alle sue opere.

IL CONCORSO SCUOLE TIZIANO TERZANI

Dopo il difficile momento vissuto dalla scuola durante la pandemia, è tornato a essere centrale nel festival il  coinvolgimento delle giovani generazioni, grazie al Concorso Scuole Tiziano Terzani, che si realizza con il  patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale e che ha registrato una massiccia adesione da parte delle scuole  dell’intera regione. Centinaia i progetti presentati. I vincitori saranno comunicati a breve dalla giuria del Concorso  – di cui è responsabile, per vicino/lontano, la professoressa Doris Cutrino – e saranno premiati da Folco Terzani  sabato 6 maggio, la mattina, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Oltre un migliaio di ragazzi hanno poi  partecipato nel corso di tutto l’anno scolastico al progetto Il piacere della legalità? Mondi a confronto, promosso  dalla rete degli istituti superiori di Udine e coordinato da Liliana Mauro e Chiara Tempo. I risultati dell’articolato  percorso formativo verranno presentati ancora una volta all’interno del festival, che è partner del progetto, come  sempre nella mattinata del venerdì, il 5 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

LE ANTEPRIME

 Apre il calendario di vicino/lontano 2023 l’inaugurazione (venerdì 28 alle 18.30) di “Time after time”, mostra  personale dell’artista milanese Marco Petrus, che sarà visitabile fino al 30 luglio presso la Stamperia d’arte  Albicocco, storico partner del festival. 

La corte di Villa Masotti, a Pozzuolo del Friuli, sarà sede (sabato 28 aprile alle 20.45) della serata del MANE  Award, prima edizione del Premio Claudia Grimaz, istituito dal circolo culturale il Mulino a Nordest in  collaborazione con Colonos e vicino/lontano, mentre martedì 2 maggio, alle 17, aprirà al piano nobile di Palazzo  Morpurgo a Udine la mostra fotografica “Popoli in movimento” di Francesco Malavolta, che la presenterà al  pubblico in un incontro con proiezione, in programma sabato alle 10 nella Torre di Santa Maria. La mostra, che si  realizza in collaborazione con il GIT di Banca Etica, prevede due visite guidate dall’autore (sabato pomeriggio alle  15 e domenica mattina alle 11).

 Sempre il 2 maggio, alle 18.30 si inaugura al MAKE Spazio espositivo la mostra fotografica, a cura di Michele  Guerra, “Mariupol Diary” del fotografo ucraino Evgeny Sosnovsky, esposta per la prima volta in Italia grazie alla  collaborazione di vicino/lontano con Arci-Nuovi Orizzonti e MAKE. 

Alle 19.30, allo Spazio 35, vernissage della mostra “Il mio sguardo”, un progetto di sensibilizzazione contro la  violenza sulle donne dell’artista padovana Augusta Parizzi, in collaborazione con l’associazione IoTuNoiVoi Donne  Insieme di Udine. 

Alle 20, al Visionario, in collaborazione con Medici Senza Frontiere e CEC Centro Espressioni Cinematografiche, è  in programma la proiezione di “Trieste è bella di notte”, film di Matteo Calore, Stefano Collizzolli e Andrea Segre,  che affronta il tema delle riammissioni informali lungo il confine tra Italia e Slovenia.

GLI SPETTACOLI E I CONCERTI

“Alessandro. Un canto per la vita e le opere di Alessandro Leogrande” è il titolo dello spettacolo di Gianluigi Gherzi  e Fabrizio Saccomanno che CSS Teatro Stabile d’innovazione del Friuli Venezia Giulia e vicino/lontano propongono  insieme (mercoledì 3 maggio alle 21) al Teatro San Giorgio per ricordare un grande intellettuale prematuramente  scomparso. Leogrande fu candidato con il suo La frontiera al Premio Terzani 2018. 

L’azione performativa “Crossing Lines”, con Roberto Cocconi e i danzatori della Compagnia Arearea, sarà  l’occasione per presentare il progetto“GO Towards” (giovedì 4 maggio alle 18).

 A grande richiesta, da vicino/lontano 2022 verrà riproposto il toccante e più che mai necessario appello per la  pace, in Israele e altrove, di “Due padri”, lettura scenica a cura di Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana, dal  libro vincitore del Premio Terzani 2022, Apeirogon di Colum McCann (giovedì 4 alle 21). 

In occasione della premiazione del Concorso Scuole Tiziano Terzani e in replica per il pubblico del festival  all’Oratorio del Cristo (domenica 7 alle 18), gli allievi del primo anno di corso della Civica Accademia d’arte  drammatica Nico Pepe proporranno lo spettacolo, per la regia di Claudio de Maglio, “La primula e il temporale”,  ispirato al corto pasoliniano “Cosa sono le nuvole”. 

Aprirà il programma della giornata di domenica il tradizionale concerto mattutino della Nuova Orchestra da  Camera Ferruccio Busoni, con un programma mozartiano eseguito con la partecipazione della talentuosa pianista  sedicenne Claudia Vento. 

A chiudere il festival 2023 (domenica 7 alle 21) sarà lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini, trionfatore ai  Tony Awards 2022, che racconterà al pubblico di vicino/lontano in una lettura scenica con musica il suo ultimo,  attualissimo lavoro, Manhattan Project, ballata “fluviale” che ripercorre il progetto americano di costruzione della  bomba atomica, a opera degli scienziati ebrei espatriati dall’Europa nazista, con conseguenze globali.

INCONTRI E CONFRONTI

 Vicino/lontano 2023 si aprirà (mercoledì 3 alle 19.30) con un dibattito dedicato alla “metamorfosi dei poteri” che  vedrà l’intervento dell’economista e matematico gesuita Gaël Giraud, della sociologa Mariarosa Ferrarese e del  filosofo Giovanni Leghissa, sollecitati dall’antropologo Nicola Gasbarro a rispondere a una domanda cruciale: dove  si nascondono i nuovi poteri che ancora dobbiamo imparare a riconoscere mentre un’economia senza etica,  concentrata nelle mani di pochi, produce sempre più diseguaglianze e ci porta al disastro ambientale?

 Il festival 2023 affronterà poi questioni eminentemente geopolitiche: la deglobalizzazione, con il direttore di  LiMes Lucio Caracciolo; il silenzio calato sull’Afghanistan con il fisioterapista Alberto Cairo che si occupa di  riabilitazione delle vittime di guerra in Afghanistan dal 1990, del dottore di ricerca Fabrizio Foschini e del  giornalista Valerio Pellizzari; la rivoluzione delle donne in Iran con i giornalisti Luciana Borsatti e Alberto Negri, il  regista e scrittore Fariborz Kamkari, la scrittrice e storica Farian Sabahi e l’artista attivista Gianluca Costantini. 

Di potere e sovranità nel tempo dei rischi globali parleranno il politologo Marco Galli e il giornalista e scrittore  Marco Pacini, ideatore del festival, che con l’insigne linguista Raffaele Simone e la semiologa Annamaria Lorusso  affronterà il tema della seduzione del linguaggio. 

Del potere perduto dei giovani discuteranno i sociologi Stefano Allievi e Maurizio Merico, la demografa Mariagrazia  Tanturri, la presidente di LegaCoop FVG Michela Vogrig e la poetessa, artista e performer Wissal Houbabi;  dell’uso strumentale della storia da parte del potere parleranno lo storico Guido Crainz, la giornalista e scrittrice  Francesca Mannocchi e il giornalista e critico letterario, direttore del Centro del libro e della lettura Marino  Sinibaldi, mentre lo storico Andrea Zannini  analizzerà il controverso caso delle foibe.

 Di come dare forza al pensiero alternativo, messo all’angolo da chi sta al potere, parleranno il teorico della comunicazione Franco “Bifo” Berardi, la giornalista Annalisa Camilli, l’attivista di Ultima Generazione Simone Ficicchia e l’ex sindacalista Valter Molinaro; del potere reale dell’intelligenza artificiale – tema di cruciale rilevanza  e attualità – discuteranno lo scienziato Federico Cabitza, la filosofa della scienza Teresa Numerico e il ricercatore  e saggista  Fabio Chiusi; dell’internazionale del malaffare la giornalista Floriana Bulfon, dell’arte come  contropotere la scrittrice e curatrice Elettra Stamboulis; delle istanze del pacifismo, in un clima avvelenato dalla  necessità di armare la resistenza ucraina i giornalisti Matteo Pucciarelli e Roberta Giani, direttrice de il Piccolo, e il  coordinatore della Rete Disarmo Francesco Vignarca.

 Come le guerre hanno trasformato l’Europa, dalla prima guerra mondiale all’Ucraina, sarà il tema della lectio  dello storico inglese David Reynolds (in collaborazione con Friuli Storia), mentre il ricercatore Federico Venturini e  la giornalista e attivista curda Havin Guneser parleranno del movimento di liberazione curdo e del relativo  progetto di confederalismo democratico (in collaborazione con UdineperNûdem). 

Vera Politkovskaja, giornalista e documentarista, figlia di Anna Politkovskaja (Premio Terzani 2007, alla memoria)  racconterà la vita e la passione per la verità di sua madre, in dialogo con il giornalista Andra Filippi, membro della  giuria del Premio Terzani. E un vincitore del Premio Terzani, Fabrizio Gatti (per “Bilal” nel 2008) tornerà al festival  per presentare il suo nuovo lavoro, “Nato sul confine”, in dialogo con la giornalista Anna Dazzan e accompagnato  dalle letture di Manuel Buttus e Roberta Colacino.

La presidente della giuria del Premio Angela Terzani presenterà in dialogo con Àlen Loreti il suo diario di vita con  Tiziano Terzani “L’età dell’entusiasmo”. “Non uccidere. Per una cultura della pace” è il titolo del libro postumo di  Pierluigi Di Piazza che verrà presentato in anteprima al festival, a un anno dalla sua morte, dal fratello Vito Di  Piazza e dalla docente e scrittrice, oltre che autrice radiofonica Gabriella Caramore, con la moderazione del  direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini. 

Del potere esercitato in nome di Dio nei regimi teocratici discuteranno la filosofa Annarosa Buttarelli e il docente  di filosofia politica alla Gregoriana Rocco d’Ambrosio, moderati dall’antropologo Nicola Gasbarro. La cancel culture  e il suo tentativo di rileggere, riscrivere e manipolare i fatti, sarà il tema dell’incontro che vedrà coinvolti lo  scrittore Christian Raimo e la docente di Letterature comparate e teorica della letteratura Sergia Adamo. 

Il senso della pena sarà il tema della conversazione tra la direttrice generale per l’Esecuzione penale esterna e di  messa alla prova del Ministero della Giustizia Lucia Castellano e la giornalista Luana De Francisco (in  collaborazione con il progetto “Il piacere della legalità?”); del diritto naturale di ogni individuo all’abitare  parleranno l’antropologo Andrea Staid e il presidente dell’Ordine degli architetti di Udine e provincia Paolo Bon,  mentre il nichilismo del potere nella cultura russa sarà il tema del dialogo tra i filosofi Jvan Dimitrijević, docente  all’Università di Varsavia, e Beatrice Bonato, presidente della Sezione FVG della Società Filosofica Italiana, che  insieme ai filosofi Caterina Diotto, Raoul Kirchmayr e Manlio Iofrida presenterà il quaderno “Edizione 2022. La  filosofia e la crisi ecologica”, che raccoglie il lavoro di riflessione di un anno della Sezione.

 “Il soggetto e l’altro. Quando evapora il nome del padre” è il titolo del seminario della Scuola lacaniana di psicoanalisi-Udine che coinvolgerà gli psicologi e psicoterapeuti Gelindo Castellarin, Laura Martini e Laura Storti. Delle molteplici imprese di Elon Musk e della sua convinzione di poter salvare il mondo, discuteranno Fabio Chiusi, autore del saggio “L’uomo che vuole risolvere il futuro”, e lo scrittore e giornalista scientifico Roberto Manzocco, mentre libertà e sorveglianza saranno il tema della lezione del filosofo Pier Aldo Rovatti.

 Sollecitato dal ricercatore dell’Università di Udine Gabriele Giacomini, parlerà delle diseguaglianze nell’accesso  alle cure mediche il filosofo della scienza Giovanni Boniolo, impegnato poi anche in un confronto incentrato su  scienza, potere e democrazia con i genetisti Guido Barbujani e Michele Morgante e l’epistemologo Gilberto  Corbellini. 

Potere e sovranità nell’età neoliberale sarà il tema della lezione del filosofo Giovanni Leghissa, il potere simbolico  quello della lezione dell’antropologo culturale Tiziano Possamai, mentre la giornalista Fabiana Martini, l’economista  Roberta Nunin e la docente di Letterature comparate e teorica della letteratura Sergia Adamo animeranno un  focus dedicato alle donne al governo e al loro diverso modo di esercitare la responsabilità. 

La lectio magistralis del giornalista e opinionista Beppe Severgnini precederà la cerimonia di Graduation  dell’Executive Master in Business Administration dell’Università di Udine (venerdì sera al Teatro Nuovo Giovanni  da Udine).

Ancora al festival la presentazione – in anteprima nazionale e in collaborazione con Bottega Errante per il  progetto “Voci a Est” – dei romanzi “Il ministro” di Stefan Bošković, che dialogherà con il giornalista Oscar  d’Agostino, e “Prima che Brežnev morisse” di Iulian Ciocan, che dialogherà con lo storico Andrea Zannini. 

Sempre in anteprima verranno presentati  “Z. La guerra del soldato Kostantin”, un diario romanzato basato su un  documento reale perso da un soldato russo di cui si conosce solo il nome, e – per Filosofia in Città 2023 e a cura  della Sezione FVG della Società  Filosofica Italiana –  il n 397 di aut aut “L’uomo è antiquato?”, con il direttore di  aut aut, il filosofo Pier Aldo Rovatti, la docente di Estetica e letteratura tedesca Micaela Latini, il redattore di aut  aut Alessandro Di Grazia e la presidente della SFI-FVG Beatrice Bonato. 

Completano il programma un incontro, a cura dell’ARLeF, sulla letteratura in lingua minoritaria a partire dall’opera  che ha forse cambiato per sempre la letteratura sarda: S’intelligèntzia de Elias di Giuseppe Corongiu, che  dialogherà con lo scrittore friulano Gianluca Franco, mentre l’attore Paolo Mutti ne leggerà alcuni brani tradotti in  friulano; sempre a cura dell’ARLeF il focus dedicato all’ebraico moderno e alla straordinaria vitalità di una lingua  millenaria con la docente di lingua e letteratura ebraica Anna Linda Callow e il Rabbino Capo della comunità  ebraica di Trieste Eliahu Alexander Meloni, moderati dal direttore dell’ARLeF William Cisilino. 

L’esperienza del gioco e della pratica artistica nel contesto della salute mentale saranno al centro dell’incontro che  vedrà coinvolti l’artista e fotografa Giulia Iacolutti, l’educatore e insegnante Igor Peres e l’antropologo culturale  Tiziano Possamai, mentre il documentario “AMI suono dunque sono” di Elia Ferandino racconterà la felice realtà di  inclusione musicale realizzata da un progetto della scuola di musica Ritmea di Udine. 

Massimo Zamboni porterà al festival il suo “Bestriario selvatico”, in dialogo con il curatore di vicino/lontano mont  Claudio Pellizzari. Le librerie della città ospiteranno le presentazioni degli ultimi lavori di Laila Wadia, Geia Laconi,  Edoardo Greblo, Gianluca Costantini (con Elettra Stamboulis), Luciana Borsatti e Farian Sabahi (queste ultime in  dialogo con Rita Maffei), Stefano Allievi, Annarita Briganti, Luigi Sepe, Fariborz Kamkari (con Fabiana Dallavalle),  Raffaele Simone (con Marco Pacini).

Il percorso di riflessione del festival si chiuderà (domenica 7, alle 18) con una nota di speranza, portata da Miguel  Benasayag, psicoanalista e filosofo franco-argentino che nell’intervista della filosofa Beatrice Bonato proporrà  un’analisi dei rapporti tra vita e potere volta a far emergere i modi in cui i viventi, seppure sempre più catturati  nelle maglie di una governance pervasiva, possano almeno in parte, e “malgrado tutto”, sottrarvisi.

COME PARTECIPARE

La partecipazione a tutti gli eventi del festival sarà libera e gratuita, fino a esaurimento dei posti disponibili, salvo  dove diversamente indicato in programma.

INFOPOINT

A partire da mercoledì 26 aprile sarà attivo in Largo Ospedale Vecchio l’infopoint del festival dove si potrà ritirare  il materiale informativo e/o diventare “Amici di vicino/lontano”, sostenendo la 19esima edizione del festival e  garantendosi la priorità di accesso alla chiesa di San Francesco per tutta la durata del festival oltre che per  ritirare i biglietti gratuiti per la serata del Premio Terzani.

BOOKSHOP

Le pubblicazioni degli ospiti di vicino/lontano saranno in vendita nello spazio bookshop di Largo Ospedale Vecchio,  a cura delle Librerie Einaudi, Moderna e Tarantola. Dal 3 maggio.

BIGLIETTI PER IL PREMIO TERZANI

I biglietti numerati per la serata di sabato 6 maggio si potranno ritirare, gratuitamente, per un massimo di 2 a  persona, presso la biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine negli orari di apertura (16-19), a partire da  mercoledì 3 maggio.

Dalle 16 del 3 maggio i biglietti saranno acquistabili gratuitamente anche sul circuito Vivaticket.

Gli “Amici di vicino/lontano” 2022 avranno la possibilità di ritirare i biglietti in anticipo, a partire dalle ore 16 di  martedì 2 maggio sempre presso la biglietteria del teatro.

ADESIONI

Vicino/lontano come sempre chiede #VeritàeGiustiziaperGiulioRegeni. Presso l’infopoint di vicino/lontano si  potranno trovare i braccialetti e le spille gialle a offerta libera per aiutare la famiglia a sostenere i costi delle  spese legali.

 I SOSTENITORI DEL FESTIVAL                                

Vicino/lontano 2023 si realizza grazie al fondamentale sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della  Fondazione Friuli, con il contributo del Comune di Udine e con il supporto degli sponsor Amga Energia & Servizi,  Banca di Udine Credito Cooperativo, Coop Alleanza 3.0,  LegaCoop Friuli Venezia Giulia, Farmacia Antonio Colutta,  Confartigianato, Studio associato Romanelli & Partners, Fi.Mar.Lab Alta Formazione On Demand, e del mecenate  Ilcam, che ha aderito alle agevolazioni fiscali previste dall’art bonus regionale.  Il festival gode del patrocinio di Confcommercio, oltre che del supporto di numerosi sponsor tecnici, espressione dell’imprenditoria del territorio. È  però doveroso ricordare ed esprimere un ringraziamento per il sostegno del pubblico del festival, che nel riparto  dei fondi del 2 per mille a favore delle associazioni culturali ha portato vicino/lontano al 3ᵒ posto in regione tra i  beneficiari (84esimo a livello nazionale). È infine particolarmente gratificante per gli organizzatori poter contare  sulla media partnership di Rai Radio3 e della sede Rai Friuli Venezia Giulia, con collegamenti in diretta dal festival  nel corso delle cinque giornate.

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