UDINE – Ripensare la città a misura di bambine e bambini, restituendo loro spazi sicuri dove incontrarsi, giocare e crescere in autonomia. È questo l’obiettivo di “Il gioco scende in strada”, il nuovo progetto del Comune di Udine finanziato a livello nazionale dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Udine è uno degli 8 comuni del Nord Italia (su 200 città totali) ad aver vinto questo speciale avviso pubblico. Le attività sul territorio prendono il via ufficialmente questa settimana e proseguiranno attraverso un percorso a lungo termine della durata di 24 mesi.
L’iniziativa interesserà in particolare le cosiddette “aree soglia” – ovvero i settori di strada pubblica tra la scuola e il resto della città – antistanti due istituti scolastici situati in quartieri periferici:
- La scuola secondaria di primo grado G.B. Tiepolo (via del Pioppo, quartiere Villaggio del Sole).
- La scuola secondaria di primo grado G. Marconi (quartiere Paderno).
GLI ALLARMANTI DATI SULLA SOCIALITÀ GIOVANILE
L’intervento risponde a un’esigenza sociale urgente, supportata da recenti studi nazionali sul disagio giovanile e sull’isolamento digitale:
- Meno relazioni dal vivo: In Italia, nella fascia d’età tra gli 11 e i 17 anni, la quota di ragazzi che incontra gli amici ogni giorno nel tempo libero è crollata dal 70% circa del 2005 a meno del 30% nel 2023 (Dati OpenPolis).
- Abuso di tecnologia: Il 32,6% dei bambini italiani tra i 6 e i 10 anni utilizza lo smartphone tutti i giorni (Dati Save The Children).
Al centro dell’intervento c’è allora il valore del gioco libero, analogico e all’aria aperta (musica, disegno, pittura, movimento, circo e giochi da tavolo), per dare un senso diverso allo spazio pubblico senza il filtro degli schermi.
LE DUE DIRETTRICI PRINCIPALI DEL PROGETTO
Il percorso di rigenerazione urbana e sociale si svilupperà seguendo due binari paralleli:
- Ascolto e Co-progettazione (6-16 anni): I ragazzi saranno i veri protagonisti della costruzione delle attività. Attraverso realtà già attive come il Punto Luce alla scuola Tiepolo e il CCRR (Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze), bambini e adolescenti assumeranno un ruolo attivo nella trasformazione degli spazi.
- Animazione estiva regolare: Le aree stradali si attiveranno stabilmente nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Per ciascuna area sono previsti almeno 8 incontri all’anno, per un totale di 16 appuntamenti nel biennio e almeno 32 interventi complessivi sul territorio. Le attività saranno realizzate in rete con le associazioni partner Coccinelle Rosa, Kaleidoscienza, Underart e GetUp.

MURALES E CURA DEI QUARTIERI CON L’ETS ITACA
Un ulteriore tassello del progetto sarà curato dall’ETS ITACA, che si occuperà della rigenerazione “leggera” degli spazi esterni delle scuole. Verranno realizzati dei murales che coinvolgeranno direttamente la fascia d’età 11-14 anni sia nella fase di ideazione grafica che in quella di pittura, promuovendo nei più giovani il concetto del “prendersi cura” dei propri spazi e della comunità.
I COMMENTI DELLA GIUNTA COMUNALE
L’assessore alla cultura e istruzione, Federico Pirone, ha sottolineato la visione dell’amministrazione:
«In un momento storico in cui i bambini, soprattutto a causa dell’abuso precoce degli smartphone, giocano meno, scegliamo di mettere al centro i più giovani. Pensiamo che il gioco spontaneo sia il modo migliore per costruire relazioni e autonomia, dando un senso diverso allo spazio pubblico. Siamo orgogliosi di presentare questa iniziativa come un tassello importante della città che abbiamo in mente: aperta, dialogante e sostenibile».
L’assessore alla mobilità, Ivano Marchiol, ha invece posto l’accento sulla sicurezza stradale:
«La strada deve tornare a essere un luogo di vita e di incontro. Con questo progetto dimostriamo che non servono sempre grandi stravolgimenti infrastrutturali per cambiare il volto di un quartiere: a volte basta ripensare l’uso della strada, sottrarla alla logica del solo passaggio automobilistico e restituirla alla socialità. Creare spazi sicuri davanti alle scuole significa piantare un seme per una Udine più vivibile».






