Il vicesindaco difende il nuovo piano di gestione: “Proteggiamo gli imprenditori ed evitiamo lo snaturamento della città. Percorso nato dal confronto”.
UDINE – Non si placa il dibattito sul nuovo piano di gestione e tutela del centro storico. Dopo le riserve espresse da Confcommercio, interviene il vicesindaco Alessandro Venanzi per chiarire le finalità di un provvedimento che definisce “equilibrato e necessario” per garantire decoro, sicurezza e vitalità economica.
🛡️ Protezione contro lo “Switch” commerciale
L’obiettivo primario dell’Amministrazione è salvaguardare l’identità del tessuto urbano, evitando che la chiusura dei negozi di vicinato si traduca automaticamente in una proliferazione incontrollata di attività di somministrazione.
- Tutela degli esistenti: Il piano vuole proteggere chi già opera in un contesto difficile segnato da inflazione e costi post-pandemici.
- Identità urbana: Evitare dinamiche distorsive che rischiano di impoverire il centro e snaturarne la vocazione artigianale e commerciale.
⚖️ Il nodo normativo: Bolkestein e confini
Venanzi risponde anche alle critiche sull’area di applicazione del regolamento, richiamando i vincoli della normativa europea:
“Il regolamento rispetta i limiti della direttiva Bolkestein. Non è stato possibile estendere ulteriormente l’area per i vincoli UE, ma restringerla troppo ne avrebbe compromesso l’efficacia. Abbiamo seguito modelli già vincenti in città come Parma, Firenze, Padova e Pordenone.”
🤝 Un appello alla collaborazione
Il vicesindaco esprime rammarico per le riserve di Confcommercio, ricordando i numerosi tavoli di confronto informali avviati già lo scorso anno.
I punti chiave della replica:
- Percorso Coerente: Il lavoro è stato costruito nel tempo e non è un’imposizione improvvisa.
- Oltre la contrapposizione: L’invito è a superare le logiche di scontro permanente, citando come esempio positivo la convergenza politica sulla recente legge regionale del commercio.
- Obiettivo Comune: Rafforzare il sistema economico locale garantendo, al contempo, vivibilità e qualità urbana per i cittadini.
📍 In sintesi: i modelli di riferimento
Il piano di Udine si ispira a strategie urbane già adottate con successo in altri capoluoghi:
- Parma e Padova: Per l’equilibrio tra commercio e somministrazione.
- Firenze: Per la tutela del decoro nelle aree di pregio storico.
- Pordenone: Per l’integrazione tra politiche locali e normative nazionali.





