14/09/2026

Il vicesindaco difende il nuovo piano di gestione: “Proteggiamo gli imprenditori ed evitiamo lo snaturamento della città. Percorso nato dal confronto”.

UDINE – Non si placa il dibattito sul nuovo piano di gestione e tutela del centro storico. Dopo le riserve espresse da Confcommercio, interviene il vicesindaco Alessandro Venanzi per chiarire le finalità di un provvedimento che definisce “equilibrato e necessario” per garantire decoro, sicurezza e vitalità economica.


🛡️ Protezione contro lo “Switch” commerciale

L’obiettivo primario dell’Amministrazione è salvaguardare l’identità del tessuto urbano, evitando che la chiusura dei negozi di vicinato si traduca automaticamente in una proliferazione incontrollata di attività di somministrazione.

  • Tutela degli esistenti: Il piano vuole proteggere chi già opera in un contesto difficile segnato da inflazione e costi post-pandemici.
  • Identità urbana: Evitare dinamiche distorsive che rischiano di impoverire il centro e snaturarne la vocazione artigianale e commerciale.

⚖️ Il nodo normativo: Bolkestein e confini

Venanzi risponde anche alle critiche sull’area di applicazione del regolamento, richiamando i vincoli della normativa europea:

“Il regolamento rispetta i limiti della direttiva Bolkestein. Non è stato possibile estendere ulteriormente l’area per i vincoli UE, ma restringerla troppo ne avrebbe compromesso l’efficacia. Abbiamo seguito modelli già vincenti in città come Parma, Firenze, Padova e Pordenone.”


🤝 Un appello alla collaborazione

Il vicesindaco esprime rammarico per le riserve di Confcommercio, ricordando i numerosi tavoli di confronto informali avviati già lo scorso anno.

I punti chiave della replica:

  • Percorso Coerente: Il lavoro è stato costruito nel tempo e non è un’imposizione improvvisa.
  • Oltre la contrapposizione: L’invito è a superare le logiche di scontro permanente, citando come esempio positivo la convergenza politica sulla recente legge regionale del commercio.
  • Obiettivo Comune: Rafforzare il sistema economico locale garantendo, al contempo, vivibilità e qualità urbana per i cittadini.

📍 In sintesi: i modelli di riferimento

Il piano di Udine si ispira a strategie urbane già adottate con successo in altri capoluoghi:

  • Parma e Padova: Per l’equilibrio tra commercio e somministrazione.
  • Firenze: Per la tutela del decoro nelle aree di pregio storico.
  • Pordenone: Per l’integrazione tra politiche locali e normative nazionali.
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