31/01/2023

Di Marco Mascioli  

In occasione del Festival per un giorno 2021 a Lignano con Loris Comisso che ha portato in regione alcuni dei personaggi più illustri e autorevoli, abbiamo avuto modo di ascoltare Federico Rampini (in diretta da New York); Massimiliano Fanni Canelles; Davide Giacalone; Ilaria Molinari; Gianna Fratta; Marco Lant (in diretta da Roma); il presidente del Consiglio Regionale Piero Mauro Zanin; Silvio Orlando e Pupi Avati; Piergiorgio Odifreddi e altri tra cui Umberto Galimberti che ha aperto l’evento subito dopo il benvenuto del Sindaco Luca Fanotto. 

Si trattato di un evento unico e insuperabile in cui tutti gli interventi sono stati interessanti, quantomeno per chi ha ancora curiosità sufficiente per imparare dalle esperienze altrui. Alcuni aneddoti divertenti hanno saputo rendere particolarmente efficace la formazione attraverso citazioni personali come per esempio nel caso del generale Marco Lant, ex Comandante delle Frecce Tricolori che ha narrato una gara di nuoto della figlia per farci capire che l’invidia porta solo svantaggi. 

Tutti sono rimasti affascinati dal talk show, dimostrazione ne sia che gli spettatori sono rimasti bloccati alle poltrone del CineCity di Lignano dalle 13.30 per oltre sette ore. Innegabile l’impeccabile e astuta gestione da parte di Loris Comisso, partito in quarta con un calibro pesante come il professor Umberto Galimberti che ha condotto una sorta di lezione da oltre un’ora sull’argomento dell’evento: “L’educazione è nel futuro, il futuro è nell’educazione. 

Tra le tante cose importanti, il prof. Galimberti, ha parlato puntualmente anche di scuola citando tra l’altro la classifica mondiale che credo abbia lasciato a bocca aperta, scoprendo che le scuole primarie italiane occupano una posizione nei primi dieci posti della classifica mondiale, mentre le tanto decantate università dello stivale sono considerate solo tra le prime 150 posizioni.

Approfondendo la ricerca abbiamo trovato la QS World University Rankings 2022, ovvero una delle più importanti classifiche a livello mondiale relativa alle migliori università del mondo. La classifica comprende 1300 università in tutto il pianeta. Quelle italiane, rispetto allo scorso anno hanno avuto un calo di posizioni in classifica, ma sono almeno 41 gli atenei in Italia che sono riusciti a classificarsi.

La prima università italiana in classifica è il Politecnico di Milano (142^ posizione), poi l’Alma Mater Studiorum di Bologna (166); Università di Roma La Sapienza (171); Università di Padova (242); Università di Milano (316); Politecnico di Torino (334); Università di Pisa (388); Università Vita Salute San Raffaele (390); Università di Napoli Federico II (424); Università di Trento (440); Università di Milano Bicocca (450); Politecnico di Firenze (451); Università di Torino (485); Università di Roma Tor Vergata (494); Università Cattolica del Sacro Cuore (551); Università di Pavia (561); Università di Genova (601); Università di Siena (602); Libera Università di Bolzano (651); Università di Trieste (652); Politecnico di Bari (701); Università di Modena e Reggio Emilia (702); Università di Brescia (751); Università degli Studi di Perugia (752); Università Ca’ Foscari di Venezia (851); Università di Catania (852); Università Politecnica delle Marche (853); Politecnico di Ferrara (853); Università di Bari Aldo Moro (854); Università di Messina (855); Università di Napoli Parthenope (856); Università di Palermo (857); Università di Parma (857); Università di Salerno (858); Università degli Studi di Udine (859); Università degli studi Roma Tre (860); Università di Verona (861); Università degli Studi G. D’Annunzio di Pescara (1001); Università della Calabria (1002); Università degli studi della Tuscia (1003); Università di Bergamo (1201). 

La classifica delle migliori università del mondo vede la top ten con la Massachusetts Institute of technology (MIT), USA al primo posto, seguita dalla Oxford University, UK; Stanford University, USA; University of Cambridge, UK; Harvard University, USA; California Institute of Technology (Caltech), USA; Imperial College London, UK; ETH Zurich Swiss Federal Institute of Technology, Svizzera; University College of London (UCL), UK; University of Chicago, USA. 

Quindi i migliori atenei del mondo si trovano negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Svizzera. Allo stato attuale nessuna università europea eccelle, ma le blasonate italiane sono ottime solo per noi. 

Ci sarebbe anche la classifica dei migliori Executive MBA, ovvero i Master in Business Administration al mondo, dove rientrano tre offerte italiane. In primis c’è la School of management del Politecnico di Milano che si classifica al 73° posto a livello globale. Tra le new entry degli MBA vi è il MIB di Trieste (School of management) che troviamo al 151° posto a livello mondiale. Premiato anche il programma congiunto “Global Executive” tra la SDA Bocconi e la Business School canadese Rotman al 10° nella classifica dei 26 programmi congiunti. La prima europea in questa classifica è al quinto posto occupato dalla Business School EHC di Parigi, dopo Stanford CA (USA), Philadelphia PA (USA), Cambribge MA (USA) e Harvard di Boston MA (USA). 

Insomma non si parla di differenze tra nord e sud Italia, nessuna università si salva se confrontate con il resto del mondo e tra le cose penalizzanti, sempre secondo il prof. Galimberti, c’è una regolamentazione vetusta, che essenzialmente risale a quasi cento anni fa, figlia dei Patti Lateranensi, con i professori di ruolo che non si possono toccare nemmeno se dimostrassero evidenti incapacità. Il sistema di assunzione che prevede concorsi per stabilire le competenze specifiche, senza preoccuparsi dell’empatia che non si può imparare, come l’altezza, è una qualità innata che non tutti hanno (chi è alto un metro e cinquanta non potrà mai fare il corazziere, mentre un docente che non ha capacità empatiche farà sicuramente danni agli studenti). 

Ci occupiamo tanto di coloro che hanno difficoltà nell’apprendimento assegnando acronimi e neologismi come disgrafia, dislessia, discalculia e simili, che spesso sono il risultato di docenti non empatici che non si preoccupano dei loro risultati, anche perché le aule sono occupate dal doppio degli allievi che potrebbero seguire compiutamente in relazione alle capacità dei docenti. Così spuntano gli insegnanti di sostegno e orari extra per i giovani che sono additati come ritardati con bisogno di attenzioni particolari, mentre in Italia nessuno considera chi ha capacità eccellenti fornendo loro opportunità di coltivare l’intelligenza specifica, come fanno in tanti altri posti del mondo. 

Consentire ai migliori di coltivare le loro propensioni significa riconoscere qualità spesso superiori agli stessi docenti. Ricordiamo che da noi solo i giovani figli di papà hanno garanzie di successo sin dalla nascita, mentre le menti eccellenti rimarranno in classe con gli altri mediocri, anzi spesso messi in secondo piano perché “loro hanno già capito”. 

Einstein aveva 26 anni quando pubblicò la teoria della relatività ristretta che aveva pensato due anni prima, Leopardi scriveva in latino fin dall’età di nove-dieci anni e scrisse l’infinito a 21 anni, Steve Jobs lavorava alla Atari a 19 anni e a 21 fondò la Apple Computer assieme Steve Wozniak nel garage dei genitori. Noi oggi parliamo di futuro e dovremmo pensare ai giovani, a coloro che frequentano università che sono tra le peggiori al mondo, con docenti che spesso non hanno alcuna esperienza pratica nella vita reale, non essendo mai usciti dal sistema scolastico. Iscritti fuori corso magari fino a trent’anni e oltre, facendo lavoretti in nero mentre puntano al reddito di cittadinanza. Non sono sicuro siano stimolati da qualche passione che possa lasciar emergere le propensioni e dar libero sfogo alle menti geniali. Buona parte di coloro che hanno qualità superiori alla media avranno la prospettiva di andare all’estero laddove aziende lungimiranti lasceranno spazio ai giovani, magari senza paura di sottoporgli anziani di oltre sessant’anni costretti a tenersi fortemente aggrappati alla poltrona perché non avendo ancora diritto a pensione, dovrebbero cercarsi un altro lavoro. Così non ci saranno mai cambiamenti, né tantomeno miglioramenti. Si continuerà a fare sempre le stesse cose, con i medesimi risultati, finché non arriveranno i cinesi, gli americani o qualche altro visionario che non sapendo come si è sempre fatto, senza che nessuno che gli dica che non si può fare diversamente, troverà un modo migliore per fare la stessa cosa con minor spesa e migliori risultati. 

A Lignano abbiamo avuto la fortuna di acquisire tantissime informazioni e l’inizio è stato subito ravvivato da una dichiarazione di Loris Comisso che ha detto che il “Festiva per un giorno” del 2021 completava un ciclo, con l’idea che sarebbe stato l’ultimo, subito ribattuto dal Sindaco di Lignano Sabbiadoro, Luca Fanotto, che ha detto dal palco che spera che questo diventi un appuntamento fisso e credo siano in molti a dare ragione al Sindaco. Dose rincarata al termine dell’evento dall’assessore alla cultura di Lignano Ada Iuri quando ha detto che dopo un pomeriggio così (oltre 7 ore n.d.r.) ognuno ha dentro il cuore motivo, stimolo, energia, pensiero, carica, entusiasmo per migliorare, per vivere serenamente le nostre giornate. Con evidente emozione ha aggiunto che la carica di felicità accumulata durante il Festival per un giorno grazie a Loris Comisso, è incommensurabile. 

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