01/07/2022

BBC, Channel 4 e Mediaset sono i finalisti del Premio Luchetta 2015 per la sezione Tv News. Le terne che si contenderanno l’ambito riconoscimento giornalistico Internazionale Marco Luchetta sono state annunciate in Viale Mazzini, alla presenza dei direttori di Rai1 Giancarlo Leone, di Radio1 Rai Flavio Mucciante, del portavoce Unicef Italia Andrea Iacomini, e del presidente della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, Daniela Luchetta.

Lo Stato islamico e l’ondata di terrore che in questi mesi accompagna la sua espansione in Medio Oriente sono al centro dei reportage in gara per la XII edizione del riconoscimento, promosso dalla Fondazione con la Rai, per ricordare la troupe della sede di Trieste uccisa da una granata nel gennaio 1994 a Mostar, e il cineoperatore triestino Miran Hrovatin a Mogadiscio con Ilaria Alpi.

Per la sezione Tv News: la reporter Caroline Hawley di BBC; l’inglese Jonathan Rugman per Channel 4; e infine Pietro Suber ha documentato per Tg5-Tg Com la realtà di uno dei centri di cura per malati di Ebola, molti giovanissimi.

Per la sezione Quotidiani/Periodici in finale quest’anno il Corriere della Sera, con il reportage dalla Palestina di Davide Frattini sul bimbo sopravvissuto al missile di un drone, lanciato mentre giocava a nascondino sulla spiaggia; il Venerdì di Repubblica con il servizio di Antonella Barina che documenta il caso delle giovani schiave del cotone in Tamil Nadu, vendute dai genitori per 6 euro; e Avvenire, con la corrispondenza di Elena Molinari.

Per il miglior Reportage si contenderanno il premio 2015 Pablo Trincia di La7, Lyse Doucet della BBC e Medyan Dairieh di Vice News.

Paris Match, The Guardian e The Washington Post sono le testate internazionali selezionate per la terna finalista del Premio Luchetta – sezione stampa internazionale: tre corrispondenze dedicate alle emergenze dell’infanzia in Ucraina, presso il popolo Yazida e nel sud Sudan.

E infine per la sezione dedicata a Miran Hrovatin per la migliore fotografia sono stati selezionati gli scatti di Vincenzo Floramo sui bimbi birmani, di JM Lopez che ha documentato la situazione dell’infanzia a Mogadiscio e Zmnhako Ismael che ha raccontato per immagini la fuga di una quattordicenne yazida dallo Stato islamico.

“Molte le corrispondenze che testimoniano le piccole grandi storie dei bambini soffocati dal fondamentalismo e traumatizzati dalle violenze dell’Isis”, spiega il segretario di Giuria del Premio Luchetta, Giovanni Marzini.

Annunciato il vincitore della prima edizione del Premio “I nostri Angeli”, promosso dalla Fondazione Luchetta con Unicef Italia: il riconoscimento è stato assegnato alla testata settimanale Famiglia Cristiana, per la grande attenzione dedicata alle tragiche vicende che coinvolgono i bambini di tutto il mondo.

“Il Premio Marco Luchetta 2015, che si avvale della media partnership di Rai Radio1, culminerà giovedì 2 luglio al Politeama Rossetti di Trieste, nella Serata finale, condotta quest’anno dal giornalista e conduttore del Tg1 Alberto Matano”, ha annunciato Leone.

Mucciante ha evidenziato l’importanza del lavoro “dell’inviato, l’unico che può fare davvero la differenza di un prodotto editoriale”. Radio1 Rai sarà la rete radiofonica media partner della manifestazione attraverso la trasmissione di approfondimento giornalistico, inchieste e reportage “Restate scomodi”, in onda alle 15.40 dal lunedì al venerdì.

Il direttore di Radio1 ha poi citato alcuni dati: “Il 2014 è stato un anno nero per l’informazione con 118 giornalisti uccisi 13 in più dell’anno precedente. Un lavoro – secondo Mucciante – irrinunciabile: nell’era della comunicazione globalizzata con tempi di verifica strettissimi si rischia un’omologazione dell’informazione – aggiunge- o, peggio, che sfuggano al controllo campagne di disinformazione o propaganda, come nel caso del terrorismo islamico, pianificate e veicolate via web.

Per questo – ha concluso – va difeso il valore della testimonianza, del racconto in presa diretta offrendo tutte le possibili chiavi di lettura per la comprensione di un fatto, nello spirito di un autentico servizio pubblico”.

La vedova di Marco Luchetta ha tenuto a ringraziare la Rai per il sostegno ricevuto in questi anni e a ricordare come la fondazione abbia ospitato e aiutato a curare oltre 450 bambini provenienti da 5 continenti e da 50 Paesi nei quali è impossibile fornire anche la più semplice delle cure.

Giancarlo Leone ha sottolineato da parte sua l’onore del servizio pubblico di aderire ad un’iniziativa di tale portata per i bambini che provengono dall’Europa balcanica, così come dall’Africa, dall’Iraq, dall’Afghanistan, dalla Mongolia, dall’America centro-meridionale. E a proposito di testimonianza diretta e giornalismo sul campo è stata annunciata a Viale Mazzini la riapertura della sede RAI di Istanbul chiusa dal 2012. (Ansa)

PREMIO LUCHETTA:SCHEDE SINTETICHE

PREMIO LUCHETTA TV NEWS:
per il miglior servizio giornalistico trasmesso su un’emittente internazionale
della durata max di 5’

BBC – NEWS AT SIX
CAROLINE HAWLEY
Syrian sisters
Trasmesso il
06.01.2015

Sorelle siriane. Qamar e Rahaf stavano dormendo nel loro letto quando una bomba ha colpito la loro casa incendiando le lenzuola. Non avevano nulla a che fare con la guerra, ma in pochi istanti il loro futuro è cambiato completamente. Avranno bisogno di anni di chirurgia ricostruttiva. Storie umane che testim
oniano gli orrori e le conseguenze drammatiche di chi sopravvive.

CHANNEL 4
JONATHAN RUGMAN
Mount Sinjar
Trasmesso
l’11.08.2014

Nell’agosto 2014, Jonathan Rugman è salito sull’elicottero militare in missione per portare soccorso ai rifugiati Yazidi ed ha aiutato a far salire a bordo bambini disidratati e affamati. Circa 300.000 Yazidi stavano scappando dallo sterminio perpetrato dai guerriglieri dello Stato Islamico che hanno attaccato anche l’elicottero. Con la mitragliatrice a bordo i militari irakeni hanno risposto al fuoco. Il giorno successivo lo stesso elicottero è stato abbattuto mentre rientrava dal Monte Sinjar.

MEDIASET e NEWS
MEDIASET
TG5 e TG COM
PIETRO SUBER
Emergenza Ebola in Sierra Leone: Viaggio in un centro di trattamento per malati di Ebola
Trasmesso il
25.02.2015

E’ una delle prime volte che una troupe televisiva italiana riesce ad entrare dentro uno dei centri di cura per malati di Ebola con interviste ai pazienti presenti, ai sopravvissuti all’epidemia che sono rimasti a lavorare dentro il Centro, ai parenti dei malati e agli psicoterapeuti che stanno aiutando i sopravvissuti a superare il trauma della morte dei propri familiari. Storia di una donna che ha perso per l’Ebola 8 parenti, tra cui i suoi 5 figli.

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PREMIO
LUCHETTA REPORTAGE:
per le migliori immagini relative ad un servizio giornalistico trasmesso su un’emittente
internazionale

Dedicata ad Alessandro Ota.

VICE NEWS
MEDYAN DAIRIEH
The Islamic State
Trasmesso il
14.08.2014

Il reporter di VICE News Medyan Dairieh ha trascorso tre settimane sotto copertura
all’interno dello Stato Islamico in Iraq e in Siria documentando per la prima volta le attività e i metodi educativi adottati nei confronti dei bambini.

BBC TWO

LYSE DOUCET
Children of
Syria
Trasmesso il
28.07.2014

I bambini siriani. La guerra in Siria sembra non aver fine e sta avendo un impatto devastante sui bambini. Decine di migliaia sono stati uccisi o feriti, molti stanno imparando ad odiare, molti altri sono profondamente traumatizzati. Il Chief International Correspondent Lyse Doucet della BBC ha seguito la vita di sei bambini nell’arco di sei mesi. Jalal di 14 anni, Kifah di 13, Ezadine di 10, Daad di 11, Mariam 9 e Baraa 8 hanno storie diverse che ci a
iutano a capire come la guerra trasformerà il futuro del loro paese.
Il reportage è stato girato a Damasco, Homs e fra i rifugiati in Turchia. Le storie di questi sei bambini rappresentano uno spaccato di vita, intimo e profondo, di un paese lacerato.

LA7
AnnoUno
PABLO TRINCIA
Bambino per Bambino
Trasmesso il
18.12.2014

Nel dicembre del 2013 l’imbianchino bosniaco Ismar Mesinovic, residente in provincia di Belluno, rapisce il figlioletto Ismail di appena due anni e lo porta in Siria, dove ha intenzione di arruolarsi tra le file dell’Isis. La mamma, Lidia, crede che i due siano andati in Bosnia per le vacanze di natale a trovare i parenti, ma pochi giorni dopo scopre che il viaggio è proseguito in macchina verso la Turchia e poi nella Siria devastata dalla guerra civile. Appena arrivato in Siria con il figlioletto, Ismar muore in combattimento, e il figlio sparisce nel nulla. In questo reportage l’inviato Pablo Trincia racconta la ricerca del bambino, ripercorrendo le tracce del
viaggio di padre e figlio dall’Italia alla Bosnia dei jihadisti, e infine in Turchia, dove si reca assieme alla mamma Lidia per cercare notizie del piccolo a pochi passi dal confine con la Siria.

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PREMIO LUCHETTA STAMPA ITALIANA:
per il miglior articolo pubblicato su
quotidiani e periodici nazionali.

VENERDI’ DI
REPUBBLICA
ANTONELLA BARINA

Si compra con 6 euro una piccola schiava

Pubblicato 10.10 2014
Bambine schiave del cotone in Tamil Nadu, vendute dai genitori per 6 euro a trafficanti senza scrupoli che le obbligano a impollinare il cotone al posto delle api.

CORRIERE DELLA SERA
DAVIDE FRATTINI
Morire giocando a nascondino

La guerra di
Yunis

Pubblicato
30.07
.2014

La storia di Yunis, il piccolo palestinese figlio di pescatori, sopravvissuto al missile lanciato da un drone mentre i suoi amici sono morti. Stavano giocando a nascondino sulla spiaggia.

AVVENIRE
ELENA MOLINARI

USA, perché le armi da fuoco fanno strage di bambini neri
Pubblicato 18.03.2015

La prima causa di morte per un bambino afroamericano o latinoamericano negli Stati Uniti è il proiettile di una pistola. Per ogni soldato americano caduto in Afghanistan, 13 bambini sono stati uccisi sul suolo americano. Questa realtà è ancora più agghiacciante nel contesto della generale riduzione della criminalità negli Stati Uniti. Ma mentre nel resto del Paese la sicurezza aumentava, negli ultimi dieci anni le sparatorie si sono concentrate nei quartieri poveri e segregati delle grandi città. Una dozzina di ghetti dove si cresce orfani, a causa dell’altissimo tasso di incarcerazione, convivendo con la violenza e senza speranza per il futu-
ro. Nel 2014 la strage di bambini dalla pelle scura ha toccato livelli senza precedenti.

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PREMIO LUCHETTA STAMPA
INTERNAZIONALE: per il miglior articolo pubblicato su un quotidiano o un periodico
internazionale, non italiano

Dedicata a Dario D’Angelo.

PARIS MATCH
EMILIE BLACHERE
Ukraine:
La guerre s’installe
Pubblicato 12.02.2015

Durante l’estate Donetsk veniva bombardata, ma i bambini non c’erano, erano in vacanza
con i genitori. A settembre, pensando che la guerra fosse finita, le famiglie sono rientrate in città trovando però una situazione drammatica. I bambini si sono ritrovati a vivere nei sotterranei e da mesi non vedono la luce del giorno. Emilie Blachere ha raccontato come trascorrono le giornate, le loro paure e i loro incubi, una tragedia che cambierà le loro vite per sempre.

THE WASHINGTON POST
MOHAMMED A. SALIH

I am 14-year old Yazidi girl given as a gift to an ISIS commander. Here’s how I escaped.
Pubblicato 10.09.2014

Narin, 14 anni, racconta la storia di come sia riuscita a fuggire dallo Stato Islamico. E’ stata rapita assieme ad una sua amica e ad altre centinaia di donne Yazidi quando i guerriglieri dell’ISIS hanno attaccato Sinjar in agosto 2014. Narin e Shayma sono state trattate come bottino di guerra e regalate ai capi dell’Isis nella città di Fallujah nell’ovest dell’Iraq. Fortunatamente sono riuscite a fuggire con l’aiuto di un uomo del posto ed hanno raggiunto le loro famiglie nel Kurdistan.

THE GUARDIAN
DAVID SMITH
South Sudan: children bear brunt of man-made disaster
Pubblicato
06.10.2014

Sud Sudan: i bambini sono le vittime di un disastro provocato dall’uomo. Il Sud Sudan è uno dei paesi più giovani ma l’euforia iniziale dell’indipendenza è subito svanita. La guerra civile ha lasciato migliaia di morti ed ha costretto 2 milioni di persone ad abbandonare le proprie case. Le vittime principali di questa tragedia sono proprio i bambini: secondo l’Unicef sono stati reclutati almeno 12.000 bambini soldati, e sono aumentati i matrimoni precoci, a causa della povertà.

PREMIO LUCHETTA FOTOGRAFIA:
per la miglior fotografia pubblicata su un periodico o quotidiano internazionale

Dedicata a Miran Hrovatin.

ALJAZEERA MAGAZINE
VINCENZO FLORAMO
A home on the dump Pubblicato
novembre 2014

I figli degli immigrati illegali Birmani che vivono nella discarica Mae Sot, cittadina di frontiera con la Birmania, partecipano con i loro genitori al lavoro di recupero e riciclaggio fra le montagne di immondizia a pochi chilometri dalla città. La discarica è diventata la loro casa dove dormono, mangiano e lavorano. Spesso bruciano i rivestimenti in plastica per recuperare l’acciaio.

TIME
ZMNAKO ISMAEL
Sinjar Mountains, Youth fighting for family
Pubblicato
18.08.2014

Runak Bapir Gherib, ragazza Yazidi di 14 anni di Shengal in fuga dallo Stato Islamico scende dalla montagna dopo sette giorni con sua madre e la sua sorellina. Ha il fucile in spalla per proteggere la famiglia.

Foto pubblicata anche su Corriere della Sera il 19.08.2014
Internazionale 22.08.2014, Slate Magazine online Roads and Kingdoms 10.10.2014, Egypt I
ndependent, The Guardian.

EL PAIS SEMANAL
JM LOPEZ 3
Vida sobre las cenizas de Mogadiscio
Pubblicato
06.11.2014

La vita sopra le ceneri di Mogadiscio. Bambini Somali si divertono ad usare una rampa come scivolo. Oltre 20 anni di guerra hanno devastato il paese dove i bambini nascono e crescono in mezzo alla distruzione.

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