14/09/2026

Il 9 luglio si è tenuta a Udine, nella sala conferenze della Regione, la conferenza finale del Progetto CCM 2023 (Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo delle Malattie). L’indagine verteva sulla tutela della salute nelle strutture residenziali socio-sanitarie.

Finanziata nell’ambito del CCM del Ministero della Salute, ha visto il Friuli Venezia Giulia nel ruolo di capofila. Alla ricerca hanno partecipato il ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità, cinque Università – tra cui l’Università di Udine -, cinque Regioni, 470 residenze sanitarie assistenziali e 18 focus group che hanno coinvolto complessivamente 77 partecipanti. Il lavoro ha consentito di raccogliere dati, esperienze e buone pratiche utili alla definizione di modelli organizzativi condivisi per la tutela della salute nelle strutture residenziali.

Sono intervenuti, tra gli altri, il ministro della Salute Orazio Schillaci, con un video messaggio, Valter Bergamaschi, direttore generale della Programmazione e dell’edilizia sanitaria del ministero della Salute, il professor Silvio Brusaferro e i dirigenti in ambito sanitario delle Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia.

prof. Silvio Brusaferro

Nel sistema socio assitenziale numero di letti doppio rispetto agli ospedali

A livello nazionale le strutture socio – sanitarie per anziani mettono a disposizione circa sette posti letto ogni mille abitanti e rappresentano luoghi di vita che, nel loro complesso, dispongono di un numero di posti letto doppio rispetto a quello degli ospedali. Una realtà che riflette l’evoluzione demografica e l’aumento della popolazione anziana con bisogni assistenziali complessi.

Igiene delle mani: non siamo campioni

Tra i molti dati è stato rilevato che il 46,2 per cento dei microorganismi analizzati è resistente al almeno una delle classi di antibiotici investigate e che il 50 per cento delle strutture indagate consuma meno di 3 litri al giorno per 1000 residenti per l’igiene delle mani. Aspetto, questo , da migliorare rispetto agli standard europei. Il 67 per cento delle strutture organizza corsi di formazione.

L’analisi dei dati conferma inoltre una crescita progressiva delnumero di persone con elevati bisogni assistenziali e sanitari accolte nelle strutture residenziali. Tra gli elementi di maggiore rilievo emerge che il 64 per cento degli anziani riferisce una condizione di dolore cronico, mentre oltre il 70 per cento della popolazione con più di 65 anni assume contemporaneamente più di quattro principi attivi per la gestione delle patologie croniche.

In Friuli Venezia Giulia 170 strutture residenziali con 11.488 posti letto

Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, il sistema regionale conta 170 strutture residenziali, delle quali 23 destinate ad anziani autosufficienti e 147 dedicate ai non autosufficienti. Le strutture convenzionate sono 101.

Complessivamente i posti letto sono 11.488, di cui 1.070 riservati agli autosufficienti e 10.418 ai non autosufficienti. La gestione delle strutture vede la presenza di 51 enti pubblici, che amministrano 5.563 posti letto, pari al 48 per cento del totale regionale. A questi si affiancano 39 enti del privato sociale e 80 strutture riconducibili al privato di mercato, delineando un sistema articolato nel quale convivono soggetti pubblici e privati.

Eterogeneità tassonomica e altre criticità ma dai dati elaborati nascono strumenti utili

Con un’ampia raccolta ed elaborazione di dati, la ricerca ha fotografato l’eterogeneità tassonomica del sistema socio-assitenziale italiano , che indica pochi studi dai quali trarre evidenze sull’efficacia degli interventi nelle strategie di controllo, mancanza di dati robusti di sorveglianza, di raccomandazioni e limiti nella qualita e quantità della forza lavoro, con grossi probmei dal punto di vista organizzativo e infrastrutturale. da qui l’importanza del progetto CCM che ha finalizzato l’analisi e raccolta multidisciplinare con alcuni strumenti utili e gratuire quali un manuale e una piattaforma digitale destinata a operatori socio sanitari , infermieri, dirigenti e caregiver, aperta agli aggiornamenti da parte di coloro che operano a vari livelli nel settore sanitario e socio assistenziale. Strumenti che aiuteranno a fare crescere su diversi piani, come è stato ricordato dai relatori- come l’equità nei servizi a la cultura medico organizzativa, nella complessità di un percorso che deve essere di salute, di prevenzione e di formazione e non solo di cura.

Luciano Bordin (Segr.Reg.FVG FNP CISL)… indagine con università di Udine indica strade di intervento per la sostenibilità del sistema socio-assistenziale

Luciano Bordin, Segretario Regioanle FVG della FNP CISL

Di tutti gli aspetti trattati nella conferenza stampa, è anche emerso durante la tavola rotonda conclusiva, quello della sostenibilità economica del sistema socio assistenziale, richiamato dal Segretario regionale della FNP Cisl, Luciano Bordin, sulla base di una indagine apposita commissionata dalla FNP regionale all’Università di Udine. A fronte dell’aumento della popolazione anziana, il sistema così comìè poterbbe costa in Friuli Venezia Giulia 183 milioni di euro in pù da qui al 2030. E’ necessario intervenire, tra l’altro, sulle inappropriatezze nella gestione degli anziani nelle strutture, il che produrrebbe risparmi fino a 23 milioni di euro ( sempre secondo la ricerca UNIUD) con riflessi positivi sula gravosità delle rette, che rimangono importanti anche se limate dai contributi pubblici. Le strutture vanno poi riformate in dilaogo c0one le famiglie per dare risposte non solo dsal punto di vista sanitario ma anche da quello sociale.

RICCARDI (Ass.Reg. FVG alla Salute): quanto tempo si potrà andare avanti con oneri alti e morosità in aumento? ci vuole onestà intellettuale nelle decisioni politiche.

L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi alla conferenza conclusiva del Progetto CCM 2023 “La tutela della salute nelle strutture residenziali socio-sanitarie”

Il ruolo dei politici e delle istituzioni è stato ribadito dall’assessore regionale alla salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi: “La politica deve preoccuparsi della sostenibilità del sistema socio-sanitario nella prospettiva dell’aumento delle cronicità e dell’impatto che queste hanno sulla qualità della vita e sui bilanci delle famiglie. Quanto si potrà andare avanti con oneri che, nella migliore delle ipotesi, raggiungono circa 2 mila euro al mese ad ogni famiglia? E quanto potranno i bilanci dei Comuni sostenere una morosità in aumento? Per valutare l’efficacia delle azioni regionali condotte finora vanno valutati con onestà intellettuale questi fenomeni uniti agli indicatori di efficacia ed efficienza. Per questo la riduzione dei ricoveri ospedalieri va letta come un dato positivo in un’ottica di evoluzione del sistema verso i servizi di rete territoriali e di presa in carico extra ospedaliera”. “Dalle evidenze emerse nel progetto – ha rimarcato Riccardi – deriva la necessità di rafforzare l’evoluzione del sistema di presa in carico degli anziani e dei pazienti cronici. Tra le principali direttrici individuate figurano lo sviluppo di modelli di assistenza sempre più personalizzati, il coinvolgimento attivo dell’anziano e della famiglia in tutte le fasi del percorso assistenziale, il potenziamento dei percorsi di transizione assistenziale per garantire continuità tra ospedale, territorio e strutture residenziali, il consolidamento di un approccio di rete tra tutti gli attori del sistema”.

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