19/08/2022

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“Ci sembra che sia ancora tiepida la sensibilità sul tema della sicurezza, nonostante la cruda realtà di infortuni traumatici, spesso mortali, che avvengono in ogni momento, dalla casa alla strada, dal lavoro al tempo dedicato agli hobby. È giunta l’ora di abbandonare il torpore che guida i nostri comportamenti e animare una nuova e consapevole passione per la nostra vita e per quella di coloro che ci circondano”: è quanto ha dichiarato Adriano Luci, presidente del Gruppo Luci, nell’aprire il convegno “SICURAMENTE IN… CASA, STRADA, LAVORO”, promosso    dalla controllata Gesteco spa di Povoletto nell’auditorium Comelli del palazzo della regione FVG di Udine.

“Amare la sicurezza è amare la vita” ha aggiunto Luci che, nel dare il suo saluto alla folta platea, composta anche da 100 studenti delle scuole superiori provinciali e da 150 responsabili aziendali per la prevenzione e la protezione, ha ricordato come “cambiare il corso delle cose è possibile. La chiave del tutto sta nel far percepire efficacemente il rischio connesso ad ogni attività umana, tenendo in considerazione pure la scoraggiante ’stupidità’ della maggior parte degli incidenti. La consapevolezza di comportamenti e di stili di vita più attenti può fare realmente la differenza, ma nessun cambiamento potrà mai avvenire senza il coinvolgimento delle persone”.  

L’incontro in Regione, organizzato in occasione della Giornata mondiale per la Salute e la Sicurezza sul lavoro, si è rivelata un’ottima occasione, dunque, per condividere la consapevolezza e la visione d’insieme che solo chi vive in prima persona la sicurezza può raccontare e trasmettere: esperienze e punti di vista di più figure che a vario titolo vivono il mondo della sicurezza, interfacciandosi con Enti, Istituti scolastici e di formazione, professionisti, Formatori e Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione, con interventi di esperti del settore che lavorano non solo in Italia, ma anche all’estero.

La parte tecnica-operativa del convegno è stata però preceduta dai saluti istituzionali.

L’assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia, Alessia Rosolen, ha illustrato i segnali importanti, sotto forma di leggi e provvedimenti, che l’amministrazione regionale sta dando sui temi della sicurezza, invocando, in un mondo che cambia, “un’assunzione collettiva di responsabilità”.   IL 2018 è stato un anno orribilis per il Friuli Venezia Giulia in tema di decessi sul lavoro e sulle strade  – ha sottolineato Rosolen – richiamando  protocolli e norme  che molto spesso non trovano adeguata applicazione a causa  di insufficienti controlli e stili di vita sbagliati.  In un mondo che camba velocemente e cui si pensa erroneamente che la tecnologia ponga in secondo piano l’importanza dell’uomo è necessario fare rete di attori e competenze per la formazione, la prevenzione, per la legalità per i controlli incrociati che intervengano sul dumping sociale, sulla concorrenza sleale e nel mondo di appalti e subappalti che – ha sottolienato  Rosolen – hanno spesso prodotto  minore sicurezza per i lavoratori. In una regione che è la terza manifatturiera in Italia abbiamo assistito ad un cambiamento nei rapporti di lavoro, con part time forzosi, che si accompagnano alla sensazione di un risparmio sui temi della sicurezza.  La Regione – ha aggiunto l’assessore al lavoro –  

di concerto con le competenze del settore sanitario coordinato dall’assesosre riccardi, ha lanciato segnali importanti. Nella legge sull’istruzione, per esempio, sono stati inseriti moduli relativi alla formazione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il Vicepresidente di Confindustria Udine, Fabrizio Cattelan, ha preso invece spunto da una semplice frase: “Io sono la sicurezza, tu sei la sicurezza, tutti noi siamo la sicurezza” per iniziare il suo intervento. “Lo dico perché dipende da me, e da tutti noi, affrontare in sicurezza le sfide di ogni giorno: sul lavoro, in strada, a casa e nel tempo libero. E’ necessario che ognuno di noi acquisisca e trasmetta a tutti coloro con cui interagisce nei vari ambiti della propria vita questo atteggiamento culturale: la sicurezza viene prima di tutto. Ma – ha concluso Cattelan – dobbiamo cominciare da noi stessi e dal nostro esempio. Come Confindustria abbiamo deciso di puntare molto sui giovani, sulla scuola perché i futuri lavoratori entrino in azienda con il piede giusto o dovrei dire con il “pensiero” giusto”.

“La sicurezza va trattata in maniera condivisa” ha poi commentato il Questore di Udine, Manuela De Bernardin Stadoan; mentre il Prefetto di Udine, Angelo Ciuni, ha raccomandato ai ragazzi di considerare la sicurezza un diritto-dovere, sottolineando come “l’ordinaria diligenza del buon padre di famiglia prevista dal codice sia la piattaforma da cui partire per affrontare questa problematica”. Si è dichiarato fiducioso il sindaco di Udine Pietro Fontanini, rammentando i trascorsi del terremoto e la conseguente nascita in Friulia della Protezione Civile: “I friulani hanno la sicurezza nel loro dna”.  

Il convegno, le cui conclusioni sono state affidate a Riccardo Riccardi, Vicepresidente Regione FVG e Assessore alla Salute, Politiche Sociali e Disabilità, delegato alla Protezione Civile, è stato patrocinato dal Ministero della Salute, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine, Confindustria Udine, Università degli Studi di Udine, Università degli Studi di Trieste, Ordine dei Consulenti del Lavoro, AIFOS-Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro, Fondazione Italia Loves Sicurezza, con la collaborazione del Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Udine.

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