14/09/2026

Sabato 21 e domenica 22 marzo giungono alla loro trentaquattresima edizione le Giornate FAI di Primavera con 18 affascinanti luoghi visitabili in Friuli Venezia Giulia. I siti ubicati nel Friuli, sono stati presentati nella sede di Udine della Fondazione Friuli, a palazzo Antonini Stringher che insieme all’adiacente palladiano palazzo Antonini Maseri, sede del rettorato dell’università, rientrano nell’elendo delle mete visitabili, insieme all’ex convento ed ex ospedale militare, ora sede della prefettura di Udine, dove è previsto un evento speciale nella vicina chiesetta di San Valentino, Gli altri siti visitabili, il seicentesco palazzo Antonini Mangilli del Torso, sede del CISM, la sede della Carnica arte tessile a Villa Santina, la centrale termoelettrica Edison a Torviscosa e il castello di Rocca Bernarda, dove ci sarà un evento speciale con intreccio tra vino, arte e poesia. Il giorno 20 marzo evento speciale anche nella sede di Fondazione Friuli con una passeggiata d’autore, data la presenza della preziosa collezione di opere d’arte, con Elena Comessatti e Liliana Cargnelutti, autrici di un pregevole libro su storia e restauro del palazzo.

I siti visitabili nel resto della regione ( in totale 18 siti in 8 comuni) sono il palazzo del Governo, palazzo Vivante e la chiesa di San Nicolo dei Greci Trieste; villa Codelli, una mostra d’arte dedicata all’artista Tino Piazza nella suola dell’infanzia Colllodi e il santuario della madonna del Prevàl a Mossa , il mulino Faletti-Sancini, il palazzo Polcenigo-Manin-Zaro, il palazzo Scolari-Salice, il palazzetto Diana Santarossa, l’antico Ospitale dei Battuti e i tesori del convento di San Giacomo nel pordenonese. Dal loro inizio, nel 1993 e fino al 2025, le giornate del FAI hanno coinvolto in Italia ben 13 milioni e mezzo di visitatori, che hanno scoperto o riscoperto oltre 17 mila luoghi speciali. Sono 75 i beni che il FAI cura e gestisce, tra castelli, palazzi, aree paesaggistiche, abbazie, conventi e collezioni. Con la missione sussidiaria a quella dello Stato di restaurare, conservare, tutelare, valorizzare, e divulgare i beni, curando anche l’aspetto della loro sosteninbilità economica.

IL FAI si regge sul volontariato con 7500 volontari e volontarie e 17 mila Apprendisti Ciceroni, provenienti dalle scuole. Figlio di una visione illuminata della borghesia lombsarda il Fondo per l’ambiente italiano ha avviato un’azione essenziale per il nostro Paese-ha detto il presidente della Fondazione Friuli, BUNO Malattia Malattia- cha ha anche invitato il FAI a collaborare per il 2027 ad una iniziativa di Fondazione per aprire le chiese nel pordenonese affrescate da Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone e dagli allievi della sua scuola.

Per Giovanni Maria Leo, viceprefetto vicario del prefetto di Udine, il patrimonio storico italiano non è solamente una vetrina di siti ma è trama stessa della nostra identità, frutto di pluralità culturale che il mondo ci invidia e che noi abbiamo la responsabilità di capitalizzare al meglio. L’assessore alla cultura del comune di Udine Federico Angelo Pirone, citando Salvatore Settis, ha ricordato i tre motivi che fanno morire le città. Lo svuotamento, la distruzione e la perdita d memoria di sé, su quest’ultimo aspetto sta il valore imprescindibile del FAI.

E sul ruolo tecnico nella ricostruzione post terremoto del CISM , in quanto comunità internazionale di scienziati aggragatasi a Udine ancora prima della nascita dell’università friulana nelle stanze del palazzo di piazza Garabildi, si è soffermato il presidente Mario Pezzetta, invitando il FAI a collaborare per rendere maggiormente fruibile alla cittadinanza il palazzo sede del CISM. I saluti del rettore dell’universita di Udine stati portati portati dall’ing. Gino Cappellari.

IL capo delegazione del FAI di Udine Chiara Bettuzzi e Ilaria Nadalutti, capogruppo FAI di Cividale, hanno illustrato i luoghi visitabili il 20 e 21 marzo, descrivendo gli appuntamenti come occasione di visita e partecipazione attiva della collettività alla promozione della cultura e della tutela del paesaggio e del patrimonio storico artistico del nostro Paese.

Chiara Bettuzzi ha riportato anche il messaggio, particolarmente centrato sui giovani, del presidente FAI del Friuli Venezia Giulia, Beatrice Duranti, giovani che non sono solo apprendisti ciceroni per un giorno ma custodi del nostro futuro e prova vivente che la bellezza condivisa diventa energia inarrestabile.

GFB

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