15/05/2021

La pandemia ha portato a galla diverse criticità della nostra cultura, società, economia e politica e,  con il confinamento delle persone in bolle sociali, ha reso ostico gestire i momenti di crisi.   Proprio  questa cornice di difficoltà e di isolamento l’organizzazione del FVG Pride ha annunciato con  ancora più orgoglio  la terza edizione dell’evento, che  si spera sia utile  a riflettere sulle difficoltà  specifiche e ulteriori che le persone  hanno dovuto affrontare in questo anno di pandemia, sia a  rafforzare il senso di comunità in contrasto a quello di solitudine.

Dopo la prima edizione di Udine nel 2017, con una partecipazione di 7mila persone, e dopo aver  portato 10mila persone in piazza Unità a Trieste nella seconda edizione del 2019, il FVG Pride  torna ponendo al centro le città di Gorizia e Nova Gorica: l’appuntamento è per settembre 2021  con il primo FVG Pride transfrontaliero.

 Il Pride rimane invariato sia nella  sua motivazione storica   di momento identitario e costitutivo  della comunità LGBTQIA+,  che nella sua la natura squisitamente politica  che ha come obiettivo il  rivendicare il bisogno di tutela e la garanzia dei diritti, tutti aspetti che ancor oggi vengono  ignorati e negati dalla politica, dalle istituzioni e dalla società.

Sul piano organizzativo , la parata finale è ancora un grosso punto interrogativo: è prevista per  sabato 4 settembre e coinvolgerà sia Gorizia che Nova Gorica. Per minimizzare il rischio di contagi,  tuttavia, non è certo che il corteo si svolga nelle stesse modalità delle edizioni precedenti. 

Il motto scelto per questa edizione è #sconfiniamoidiritti #odmejimopravice ed è una vera e  propria dichiarazione di intenti.  La parola “confine”, nei suoi riverberi di confinamento e confino,  insieme inevitabilmente alla parola “pandemia”, saranno il fil rouge che unirà concettualmente gli  eventi di questa edizione. Gli eventi proposti sono stati pensati in una doppia ottica: da un lato per  dare risalto e approfondire tematiche che di solito passano sotto silenzio, per denunciare e  sensibilizzare riguardo le discriminazioni; dall’altro per proporre soluzioni concrete, come educare  alle buone pratiche antidiscriminatorie in diversi ambiti.  

Gli eventi associati a FVG Pride inizieranno già con l11 maggio, con l’incontro sul tema  “Chi ha  paura dello schwa?” Un confronto sul linguaggio ampio” con la sociolinguista Vera Gheno e  l’avvocatessa Patrizia Fiore

IL sindaco di Gorizia, rodolfo ziberna, a proposito dell’FVG pride in città e condannando l’omofobia  e tutto cuò che è discriminazione e violenza, chiarisce anche  che, dal suo punto di vista   l’ostentazione provocatoria e superficiale tipica dei Gay pride rappresenti una mancanza di  rispetto verso chi vive quotidianamente questa realtà, anche pubblicamente, senza sentire il  bisogno di scendere in piazza con atteggiamenti che, a volte, rasentano il ridicolo e tendono a  rimarcare una diversità che, per il sottoscritto e per la stragrande maggioranza degli italiani non  esiste. 

 Di fronte a una situazione drammatica, – sottolinea Ziberna –  in cui i diritti al lavoro di tantissime  persone non vengono rispettati e ci si ritrova di fronte a migliaia di aziende a rischio chiusura, con  ripercussioni occupazionali che toccheranno indistintamente etero e gay  “preferirei  manifestazioni in cui non ci siano divisioni basate sulle preferenze sessuali bensì unitarie e  caratterizzate da obiettivi che riguardano i diritti di tutti i cittadini. Così si abbattono veramente i  confini mentali”. 

Pronta la risposta a Ziberna da parte del presidente di Fvg pride ODV Nacho Quintana Vergara:  “Le precarietà del mondo del lavoro, ora acuita, è una nostra battaglia, siamo anche noi  lavorator* e la sentiamo sulle nostre pelli. Questo però unisce e si salda alle discriminazioni che  dobbiamo affrontare ogni giorno in quanto persone Lgbti+, anche nei luoghi di lavoro”.  

E sull’idea di portare a Gorizia l’FVG Pride,  si oppone il consigliere regionale della Lega,  Diego  Bernardis, secondo il quale questo evento non ha niente a che fare con Gorizia e con il programma  culturale di GO2025″.

“Una città come Gorizia – prosegue l’esponente leghista – ovvero un modello culturale e  transfrontaliero, segnata da eventi bellici mondiali e contraddistinta da magnificenze  mitteleuropee e di ispirazione asburgica, oltreché dalla forte identità friulana e da eccellenze  agroalimentari e produttive, non ha nulla a che vedere con un evento dove le tendenze sessuali vengono spettacolarizzate anziché rivendicate”.

“Fermo restando il rispetto per ciascun credo e orientamento sessuale delle singole persone e dei  singoli cittadini, sarebbe davvero deludente e incompatibile se un evento come il Fvg Pride si svolgesse fra quelle città che recentemente si sono viste riconoscere il titolo di Capitale europea  della cultura 2025”, conclude Bernardis.

Di segno opposto le considerazioni della consigliera regionale pentastellata, Ilaria dal Zovo.

  “Vorrei capire in quale modo il concetto di Gorizia ‘città modello culturale transfrontaliero, segnata da eventi bellici mondiali e contraddistinta da magnificenze mitteleuropee e di ispirazione  asburgica, oltreché dalla forte identità friulana e da eccellenze agroalimentari e produttive’, come espresso in un suo comunicato dal consigliere della Lega Diego Bernardis, cozzi  con l’ipotesi di ospitare un Fvg Pride”.

“Nella decisione di Parlamento e Consiglio europeo che istituisce la capitale europea della cultura –  ricorda l’esponente pentastellata -, si afferma che le città cui è stato attribuito il titolo devono promuovere nelle loro attività l’inclusione sociale e le pari opportunità   con una  particolare attenzione per i giovani, le minoranze, incluse quelle sessuali, e i gruppi svantaggiati, compresi quelli a rischio di discriminazione'”.  Per attaccare la Lega  La consigliera  Cinquestelle  afferma retoricamente che   “Nelle differenze e nei confronti sta la bellezza delle  persone, l’espansione del pensiero e ogni forma di cultura ha tratto ricchezza da questo”.

Anche la consigliera regionale del PD, Chiara Da Giau, ha parlato di stereotipi leghisti che mostrano il lato perggiore dell’intolleranza se arrivano giudizi secondo secondo i quali anche i valori e il significato che porta con sé il Fvg
Pride risultano non in linea né con Gorizia, né con il programma culturale di GO2025., se oggi arriviamo a dire che i diritti delle persone Lgbt non sono degni non solo delle magnificenze mitteleuropee e di ispirazione asburgica, ma nemmeno delle eccellenze agroalimentari di Gorizia”.

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