Superare i “silos verticali” per una prevenzione realmente orizzontale
Unire le competenze tecniche per costruire un sistema integrato di prevenzione dei rischi.
È questo l’obiettivo delineato dall’assessore regionale alla Salute con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, durante l’incontro operativo svoltosi a Palazzo Florio con i rappresentanti dei sette ordini e collegi delle professioni tecniche.
Un percorso verso il 50° anniversario del sisma
L’incontro è stato organizzato in vista del convegno tecnico-scientifico promosso dall’Università di Udine dal titolo:
“Dal terremoto del Friuli alla resilienza territoriale”
L’evento rientra nel programma delle iniziative per il 50° anniversario del terremoto del Friuli e ha coinvolto:
- Ingegneri
- Architetti PPC (Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori)
- Geologi
- Geometri
- Periti industriali
- Periti agrari
- Dottori agronomi e forestali

I protagonisti dell’incontro
Ad aprire i lavori sono stati:
- Andrea Cafarelli, prorettore dell’Università di Udine
- Giorgio Alberti, prorettore vicario
Tra gli interventi principali:
- Stefano Grimaz, titolare della Cattedra Unesco in Sicurezza intersettoriale per la riduzione dei rischi di disastro e la resilienza dell’Università di Udine e responsabile scientifico della Scuola di alta formazione sulla resilienza.
L’incontro ha posto le basi metodologiche e scientifiche del convegno in programma a giugno.

Dalla memoria alla prevenzione operativa
L’iniziativa mira a trasformare l’esperienza della ricostruzione friulana in strumenti operativi capaci di coprire l’intero ciclo dei disastri:
- Pianificazione
- Gestione dell’emergenza
- Ricostruzione post-evento
Come ha spiegato Riccardi:
“Il programma per il 50° anniversario del sisma, al di là degli aspetti celebrativi, si fonda su capisaldi chiari: trasformare la memoria storica della ricostruzione in indirizzi operativi e strumenti concreti di prevenzione. Le nostre direttrici puntano a un approccio metodologico proiettato al futuro, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, per consolidare una sinergia stabile tra Protezione civile, Università e professionisti.”
L’assessore ha inoltre ricordato che:
“Dal 1994 a oggi abbiamo avuto nove emergenze nazionali e in questa regione si è investito un miliardo di euro in opere: senza quell’investimento i danni sarebbero stati ben più gravi.”
Verso un Piano integrato di prevenzione sanitaria
Partendo dalla riflessione sulla stesura del Piano di prevenzione sanitaria, che valorizza l’esperienza maturata durante l’emergenza Covid, Riccardi ha sottolineato l’importanza del contributo degli ordini professionali per:
- Integrare le diverse competenze tecniche
- Costruire un piano sistemico
- Superare la frammentazione disciplinare
“È un’occasione culturale molto importante per adottare strumenti di pianificazione e prevenzione che non si limitino alla singola competenza ma tengano conto della complessità delle relazioni: lo sforzo è quello di superare i silos verticali delle discipline per costruire una prevenzione realmente orizzontale.”
Il contributo scientifico e il manifesto finale
Nel corso dell’incontro, il professor Grimaz ha presentato una scheda di riflessioni e proposte per la resilienza territoriale, che sarà distribuita agli ordini e ai collegi professionali come materiale preparatorio al convegno.
Durante il convegno:
- Ogni portavoce illustrerà la propria esperienza professionale
- Si svilupperà un confronto tecnico interdisciplinare
- I lavori si concluderanno con una tavola rotonda
L’obiettivo finale sarà la redazione di:
- Un manifesto condiviso
- Un documento di indirizzo unitario per la gestione dei rischi







