16/04/2024

La legge prevede che dai costi del servizio di raccolta differenziata, che vanno a determinare la tassa del servizio d’igiene urbana, siano detratti sia i contributi che gestori e Comuni ricevono dal Conai, Comieco e gli altri consorzi istituiti per legge, sia i ricavi derivanti dalla vendita dei materiali. Eppure, non si vedono grandi sconti in bolletta. Però i premi per il personale dipendente sono puntuali!

ern A Iacuzzi - W Rizzetto IMG_4551La stragrande maggioranza dei Comuni serviti da A&T 2000 s.p.a., soprattutto grazie alla raccolta porta a porta, raggiunge percentuali di raccolta differenziata superiori al 70% (media 2016 dei Comuni di A&T 2000: 77,69%) e ha una produzione pro-capite di rifiuto indifferenziato inferiore ai 100 kg/abitante/anno (la media del bacino A&T 2000 nel 2016 è di 78 kg/abitante/anno). Per un soffio, quindi, molti dei cinquanta Comuni serviti non sono rientrati nella classifica, pur raggiungendo comunque eccellenti risultati. Adesso i Comuni serviti sono cinquantuno per un bacino d’utenti che comprende oltre 200.000 abitanti.

In Francia è in netto aumento il numero di nascite (dei francesi, non grazie agli immigrati). Per il secondo figlio, sin dal primo mese, è previsto un assegno mensile di 124 euro. In Francia la media del numero di figli per donna è di due sin dal 1973, per merito della politica familiare messa in campo dallo Stato, che investe nel sostegno alla maternità il 5% del Pil. Non solo per neonati, in Francia l’assegno aumenta di 62 euro sino al ventesimo anno d’età. Nessun legame col reddito o il nostro fatidico ISEE. Il bonus bebè da 923 euro scatta al settimo mese di gravidanza per i primi tre anni e a questi va aggiunto un assegno mensile di altri 186 euro. In sintesi: una famiglia francese con un neonato e un bimbo all’asilo nido, in un anno può mettersi in tasca quasi settemila euro.

L’Italia da questo punto di vista è ancora il terzo mondo. Da noi non c’è praticamente nessun aiuto serio a livello statale,

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tranne le detrazioni fiscali (tra i 950 e i 1.220 euro l’anno) che, come il solito, sono legati al reddito. Sempre guardando all’estero e per due figli, in Gran Bretagna sono 3.168 euro l’anno: i genitori ricevono un contributo mensile di 100 euro per il primo figlio e di 164 euro dal secondo in avanti. In Svezia sono 3.012 euro l’anno: per chi ha due bambini, il sussidio familiare è di 251 euro mensili. In Germania si arriva a 4.416 euro all’anno.

Inoltre, in Francia, fino al 66% delle rette per i nidi e gli asili è coperta da fondi pubblici. In Gran Bretagna, per le famiglie con un reddito inferiore a 32mila euro, c’è un credito d’imposta a copertura parziale delle spese di assunzione della babysitter. In Svezia i Comuni sono obbligati a offrire ai bimbi fino a dodici anni una rete di servizi tra cui la babysitter di famiglia. In Germania ogni famiglia può ottenere per legge un posto all’asilo nido, mentre chi preferisce accudire a casa il bimbo riceve 150 euro mensili (per ventidue mesi).

Onestamente però, anche in Italia c’è qualcosa. Alcuni Comuni offrono contributi per i pannolini riciclabili, quelli lavabili. Il ERN pp2 IACUZZIComune di Pordenone per esempio concede al massimo 120 euro l’anno se la spesa dimostrata era superiore ai 240 euro, giacché al massimo danno il 50%. Ci sono anche altri contributi nazionali sotto forma di detrazioni fiscali, ma sembrano gli ottanta euro per dipendenti “fortunati”, infatti, bisogna rientrare nella fascia di reddito ISEE per accedere al contributo tra 8.103,5 euro e non superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose con più di tre figli a carico.

Tornando alla questione rifiuti, dopo che per oltre cinquant’anni ci hanno detto che i pannolini lavabili non sono sani e igienici per i bambini, convincendoci a usare esclusivamente quelli usa e getta, nei Comuni del Friuli Vezia Giulia coperti da A & T 2000 si può richiedere il ritiro di sacchi appositi, “risparmiando” sui sacchi del secco residuo (perché non sono riciclabili). A Codroipo (UD) e in tanti altri Comuni si tratta di un servizio a titolo gratuito, basta andare a ritirare i sacchi verdi oltre agli altri e il giorno stabilito saranno ritirati.

Altri Comuni invece, tra cui Varmo (UD), hanno una gestione della fatturazione diversa a quanto pare: si paga in base a quanto secco residuo si produce ed è richiesto un contributo di altri 10 euro per i pannolini. ern Varmo IMG_1491

Far pagare un canone annuo ai fruitori dello smaltimento di pannolini e pannoloni, che va ad aggiungersi al costo per l’organico umido, da ora calcolato per persona, significa penalizzare le famiglie, anziché supportarle verso nuove nascite e gli anziani già gravati da costi di badanti e assistenza sociale e sanitaria.

Sempre a Varmo, secondo quanto riporta la consigliera di minoranza e capogruppo di Primavera Varmese Antonella Iacuzzi, “stupisce anche che a parità di costi, i sacchetti del secco residuo saranno ridotti di un terzo, sia per le utenze domestiche, sia per le attività, seppure la percentuale di raccolta differenziata sia già molto alta, aggirandosi attorno all’80%. Anche lo smaltimento del verde ora sarà a carico di chi lo conferisce e, siccome Varmo è un paese di campagna, questo va a penalizzare ulteriormente quasi tutti i varmesi, oltre ai neo genitori”.

Marco Mascioli

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