05/12/2022

Due persone, un imprenditore di Pantianicco e un dipendente delle Latterie Friulane, si sono tolti la vita negli ultimi giorni del 2013, vittime di sconforto ed  impotenza di fronte al “non futuro” determinato dalla crisi economica.
Pubblichiamo due interventi sulla triste vicenda. Nel primo, a firma del deputato del Movimento Cinque Stelle  Walter Rizzetto, si formula un deciso appello a misure forti, immediate, eccezionali  al di là di colori e posizioni come l’introduzione di dazi per chi delocalizza per  poi rivendere i prodotti in Italia o la restituzioen dei contributi pubblici a quelle imprese che , una volta ottenuti, hanno subito dopo delocalizzato.
IL secondo intervento, rilanciato dall’agenzia di stampa regionale ARC, è quello di Debora Serracchiani che sottolinea l’impegno costante  della sua Giunta   “affinché si ricostituiscano le basi per rafforzare le aziende già vitali e recuperare le attività che abbiamo visto chiudere negli ultimi anni”.

La lotta vera, aggiungiamo noi, è contro un tempo già scaduto. Le parole valgono sempre meno. Contano i fatti, la rapidità dell’azione e il coraggio di scelte decisamente controcorrente.

Testo del comunicato dell’onorevole Walter Rizzetto

Destano in me una grande tristezza i suicidi dell’imprenditore di Pantianicco, trovato morto nella sua azienda, e di Giuseppe Bassi che, sembra ormai certo, si sia tolto la vita a 54 anni per la paura di perdere il suo posto di lavoro. Non servono più proclami e strette di mano propedeutiche a promettere misure per risolvere il problema del lavoro in Italia. Come da me annunciato e suggerito al viceministro Fassina, sono necessarie invece misure shock e immediate per evitare che tragedie come queste si ripresentino.

Abbiamo i cimiteri pieni di lavoratori e imprenditori che si sono suicidati a causa di una crisi che non allenta la morsa. Stiamo vivendo qui in regione parecchi casi: Latterie Friulane, Ideal Standard, Cartiera Romanello ed Electrolux che pare decisa a chiudere lo stabilimento di Porcia. Stiamo vivendo queste crisi nel profondo Nord Est, in un territorio dove la gente chiede solo di avere un lavoro da svolgere con una certa tranquillità.

Per quanto tempo ancora i genitori disoccupati potranno garantire con i propri risparmi la vita di un figlio? Per quanto tempo ancora la gente dovrà pazientare prima di avere un lavoro? Quanti imprenditori e dipendenti non dormono perchè pensano che i prossimi a restare senza uno stipendio saranno loro? Quante aziende ancora saranno svendute a imprenditori stranieri e l’Italia perderà il suo know how?

Come detto, servono misure forti e immediate: taglio del cuneo fiscale, taglio dell’Irap per le aziende, sburocratizzazione, una migliore definizione dei contratti di lavoro per evitare che i lavoratori vengano trasformati in moderni schiavi, sindacati che pensino meno alle tessere e più alla tutela del lavoro, abrogazione della manovra Fornero con una controriforma. Ho visto personalmente e con tristezza padri e madri che prima di comprare un regalo per Natale al proprio figlio hanno chiesto tre volte il prezzo e poi, guardandosi negli occhi, hanno desistito dall’acquisto di un oggetto che costava forse 20 euro.

La nuova manovra finanziaria non ci aiuterà ma i soldi per le grandi opere (Terza corsia, Mose, Expo 2015) si sono trovate da qualche parte. Ora lo Stato deve farsi carico dei propri figli anche a costo di portare avanti misure eccezionali come i dazi per chi delocalizza e produce all’estero rivendendo i prodotti in Italia oppure la restituzione dei contributi pubblici da parte delle aziende che, dopo averli ottenuti, in una notte hanno deciso di andarsene dal nostro Paese.

Ripeto: servono provvedimenti immediati, da qualsiasi parte vengano, non mi frega più nulla di destra, sinistra, centro. Qui è in gioco ormai la nostra sopravvivenza.

Porgo le più sentite condoglianze alle famiglie del lavoratore Giuseppe Bassi e dell’imprenditore di Pantianicco oltre che agli amici e ai colleghi.

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nota diramata dall’agenzia ARC su dichiarazioni Debora Serracchiani

Trieste, 28 dic – “Il nostro più profondo sentimento di vicinanza a coloro che stanno affrontando un Natale in condizioni
che sentono non sopportabili, soprattutto per l’incertezza del posto di lavoro”: questo il messaggio che la presidente della
Regione Debora Serracchiani ha voluto esprimere oggi, nel giorno del tragico gesto compiuto da un dipendente di “Latterie
friulane”. La presidente ha espresso “il cordoglio della Regione e di tutta la comunità del Friuli Venezia Giulia, triste e addolorata in
giorni che dovrebbero essere sereni”. “Istituzioni e cittadini – ha proseguito – devono essere uniti di fronte ad una crisi economica che mostra un volto così duro e opprimente. L’occupazione deve essere in questa fase difficile per il Paese e la nostra Regione l’obiettivo primario di ogni soggetto coinvolto”. “Siamo di fronte ad una situazione straordinaria che ci tocca tutti da vicino – ha aggiunto Serracchiani – e la Giunta regionale è impegnata con continuità e costanza per ricreare le
condizioni affinché si ricostituiscano le basi per rafforzare le aziende già vitali e recuperare le attività che abbiamo visto
chiudere negli ultimi anni”.
ARC/Com/RM

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