02/10/2022

Carla Fracci, ètoile della Scala, di fama mondiale e icona della danza italiana, si è spenta nella sua casa di Milano. Grande commozione collettiva, istituzionale, di esponenti del mondo artistico e ammiratori. Messaggi di cordoglio da tutto il mondo hanno raggiunto la casa, dove si trovano il marito Beppe Menegatti e Francesco, l’unico e amato figlio avuto dalla longeva coppia, che di professione fa l’architetto ed è docente universitario.

Carla Fracci ha collaborato con tutte le stelle internazionali della danza, costruendosi una lunga ed acclamata carriera. La camera ardente è stata allestita per doveroso e sentito omaggio nella sua seconda, o meglio, prima casa di Milano, il teatro alla Scala. I tram di Milano, specialmente quelli della linea Uno che ci passa davanti, a bordo dei quali lavorò come tranviere il padre di Carla Fracci, scampanelleranno al loro passaggio in segno di ultimo saluto alla grande ballerina, unendosi così ai tanti altri messaggi, tra i quali anche quello da Udine, del Maestro Giovanni Cavazzon che ricorda il Natale 2012, quando i maestri Carla Fracci e Beppe Menegatti trascorrevano le festività nella propria casa, nei pressi di Firenze e qui li raggiungeva da Udine il m° Giovanni Cavazzon, che con loro aveva già stretto un’amicizia basata sulla stima e sul rispetto, sulla condivisione dei valori delle reciproche professioni. Insieme a loro aveva dato avvio ad un importante progetto, tutt’ora inedito, dedicato alle Muse, al quale hanno aderito i nomi più importanti della cultura italiana: Giorgio Armani, Samantha Cristoforetti, Valentina Vezzali, per citarne solo alcuni.


In quell’occasione Cavazzon “approfittò” della dimensione famigliare della straordinaria coppia, avviando alcuni studi per il ritratto dei nonni Carla e Beppe con i nipotini.
Per omaggiare questi grandi artisti Cavazzon scelse una tecnica che simula la preziosità dell’affresco; di Carla si evidenzia lo sguardo acceso; il sorriso rimane splendido pur se accennato; c’è un rimando al suo portamento: regale, sì, ma distaccato mai. Di Beppe il ritrattista mostra l’espressione sorniona e ironica, con quel colletto della camicia perennemente fuori posto. I nipotini, birichini e curiosi, si affacciano simpaticamente tra i nonni; sono piccoli, ma già protagonisti del loro futuro.

Carla e Beppe furono più volte in città o in provincia (Lignano, San Daniele, Illegio) e non mancarono di incontrare l’amico Cavazzon. È capitato che Beppe chiamasse Giovanni per dirgli: “Ciao. Sono in Toscana; mi son seduto davanti al tuo ritratto e ho voluto chiamarti.”

Share Button

Comments are closed.