Coniugare la sostenibilità dei bilanci pubblici con una qualità della cura e dell’assistenza sempre più elevata non è solo possibile, ma rappresenta la rotta obbligata per il futuro del Friuli Venezia Giulia. Lo dimostra lo studio promosso da Fnp Cisl Fvg e Cisl Fvg e realizzato dal Dipartimento di Scienze economiche e Statistiche dell’Università di Udine. La ricerca – presentata oggi – evidenzia come la deistituzionalizzazione dei profili a bassa fragilità, l’abitare inclusivo e l’accelerazione digitale siano le vere chiavi per governare il cambiamento demografico e generare importanti economie di scala sul territorio, migliorando la qualità della vita delle persone.

LA FOTOGRAFIA
Guardando ai dati storici consolidati del Servizio Sanitario Regionale si evidenzia, tra il 2019 e il 2024, un’espansione della spesa per la popolazione anziana (over 65) pari al 32,5%. Questo incremento, oltre che a suo tempo al Covid-19, non è imputabile esclusivamente alla dinamica demografica del periodo (+2,2% di anziani) o alla spinta inflazionistica (+17,2%), bensì segnala un aumento della complessità clinica e una forte focalizzazione dell’offerta assistenziale sui modelli istituzionali tradizionali (ASP, case di riposo e RSA), che oggi assorbono oltre il 60% dell’intero budget sociosanitario regionale. Le proiezioni demografiche al 2030 indicano che, sebbene la popolazione residente totale in Friuli Venezia Giulia sia destinata a contrarsi dello 0,7% entro il 2030, la componente anziana registrerà una crescita marcata. In particolare, si stima che la fascia degli over 65 aumenterà dell’8,5%, passando da 324mila 458 a 352mila 025 unità, mentre i grandi anziani, a maggior rischio di non autosufficienza, (+80) avranno un incremento netto dell’11,7%. In uno scenario conservativo (ovvero mantenendo l’attuale assetto dei servizi e delle risposte a prezzi costanti), la spesa per gli over 65 salirà da 2,15 miliardi di euro (2024) a 2,33 miliardi di euro nel 2030, richiedendo un finanziamento addizionale netto di ben 183 milioni di euro.

BORDIN: APPROCCIO INTEGRATO E DIGITALIZZAZIONE
“A situazione data – spiega il segretario generale della Fnp Cisl Fvg, Luciano Bordin – è chiaro che l’unica via strutturalmente percorribile, per garantire sostenibilità al sistema e cure e servizi di qualità alle persone, è quella di un approccio integrato ai bisogni degli anziani e delle famiglie, che sappia mettere assieme una serie di alternative, dall’abitare inclusivo ai servizi di prossimità digitalizzati. Solo così potremo far fronte all’ondata demografica dei grandi anziani (over 80) prevista per il 2030, salvaguardando al contempo la qualità della vita dell’assistito nel proprio ambiente sociale e familiare, nonché l’equilibrio complessivo di bilancio del welfare del Friuli Venezia Giulia”.
IL CO-HOUSING
La principale opportunità di ottimizzazione finanziaria emerge dalla mappatura delle strutture residenziali regionali. Al 2025 sono stati rilevati 2.306 anziani autosufficienti o con fragilità lievi e moderate (classificazioni Val.Graf E, C e B) attualmente ospitati in ASP o case di riposo. Per la Fnp e la Cisl regionali, orientare gradualmente queste persone verso modelli alternativi come il co-housing o la domiciliarità avanzata abbatterebbe i costi complessivi del sistema – tra spesa pubblica e rette a carico delle famiglie, che gravano pesantemente sul reddito dei nuclei interessati – di oltre 23 milioni di euro all’anno. Si tratta di una cifra enorme, capace di coprire da sola l’assistenza residenziale intensiva di ben 481 pazienti gravissimi.
Questo cambio di passo darebbe un enorme ossigeno anche alle risorse da re-impiegare all’interno del sistema. Considerando la sola quota sanitaria, e considerando solo i 1.217 anziani oggi in stato di semi non autosufficienza (profili C e B), il risparmio netto per il bilancio pubblico regionale sarebbe di 2,44 milioni di euro già nel 2026, per poi salire a 2,59 milioni annui nel 2030. Una manovra strutturale di questo tipo agirebbe come un vero e proprio scudo finanziario, rallentando la crescita automatica della spesa sociosanitaria per anziani in una misura compresa tra il 7% e l’11% nel quinquennio. “La riconversione parziale e pianificata delle risorse oggi assorbite dall’istituzionalizzazione impropria di pazienti a bassa/media gravità inseriti in strutture intensive – spiega per la Cisl Fvg, la segretaria Renata Della Ricca – non rappresenta affatto una riduzione dei servizi erogati, bensì una manovra di efficientamento in grado di liberare oltre 23 milioni di euro complessivi nel sistema, da re-impiegare e re-investire in una visione di centralità e benessere dell’anziano e di chi lo assiste, a partire dai caregivers. Sul co-housing abbiamo chiesto risorse aggiuntive anche all’assessore Amirante, proprio perché siamo convinti che questa sia la strada da percorrere”.

DELLA RICCA:L’INVECCHIAMENTO DEMOGRAFICO NON E’ FENOMENO ASTRATTO
Per la Segretaria reginale CISL, Renata Della Ricca lo studio evidenzia che l’invecchiamento in Friuli-Venezia Giulia non è un fenomeno astratto, ma una complessa sfida economica, sociale e occupazionale (connessa al lavoro “bianco”). la Digitalizzazione, al fianco delle sperimentazioni in essere e dei nuovi modelli abitativi, la tecnologia si conferma l’alleata principale per ottimizzare il lavoro del personale sanitario. L’introduzione, ad esempio, del deblistering automatizzato per la preparazione personalizzata dei farmaci è in grado di azzerare i tempi manuali e restituire agli infermieri ben 16 ore settimanali ogni 20 utenti. Un investimento strategico che si ammortizza completamente nelle strutture che ospitano tra gli 80 e i 120 utenti. Parallelamente, la telemedicina fa da argine sul territorio: lo stanziamento di 2 milioni di euro per il programma “Sicuri a Casa” con Televita, che contava 4.000 utenze attive a fine 2025, ha dimostrato l’efficacia delle cure a distanza nel ridurre drasticamente le ospedalizzazioni improprie e gli accessi inappropriati nei Pronti Soccorso regionali.
Mantenendo l’attuale modello organizzativo incentrato sugli ospedali o sulle case di riposo (ASP), la spesa socio-sanitaria per gli anziani raggiungerà circa 2,30 miliardi di euro nel 2030. Già oggi gli anziani assorbono oltre il 60% della spesa sanitaria regionale. La ricerca svela che oltre 2.300 anziani con fragilità lieve o moderata si trovano in strutture residenziali intensive pur conservando margini di autonomia, mentre oltre 2.000 persone con gravi disabilità restano in lista d’attesa.
PROPOSTE E RIFORMA DEL MODELLO ORGANIZZATIVO
Proposte e riforma del modello organizzativo: La CISL propone di passare da una gestione burocratica a una sanità di prossimità e integrazione, valorizzando il ruolo dei Medici di Medicina Generale come registi territoriali per mappare la fragilità (es. tramite la scala di Frail). Si richiede l’introduzione del “portierato sociale” nei quartieri e il potenziamento degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) per una programmazione paritetica con i distretti sanitari. La relatrice ha lodato l’efficacia della telemedicina, dei servizi come il 116117 e l’adozione del deblistering (preparazione automatica dei farmaci), capace di recuperare fino a 16 ore a settimana di tempo infermieristico per ogni 20 ospiti, da reinvestire nella cura e nella relazione umana
Il nuovo modello A lungo termine, i benefici della strategia che delineiamo – concludono Bordin e Della Ricca – si estendono ben oltre il mero dato finanziario, delineando un nuovo paradigma di welfare comunitario. La ricaduta immediata risiede nella riduzione dei costi complessivi del sistema, ottenuta sia attraverso l’abbattimento dei costi diretti di assistenza sia tramite il forte contenimento delle spese indirette legate alle emergenze, all’isolamento e al disagio sociale. In questo scenario, l’innovazione e la digitalizzazione diventano strutturali, sfruttando tecnologie abilitanti come la telemedicina per innalzare la qualità dei servizi ed effettuare puntuali valutazioni di impatto. Non meno rilevante è l’effetto volano sulla crescita economica e occupazionale del Friuli Venezia Giulia, capace di favorire lo sviluppo di intere nuove filiere strategiche all’incrocio tra il settore sanitario, il sociale, la tecnologia e l’abitare”.

RICCARDI: UNA RICERCA CHE CERTIFICA LA LINEA DELLA REGIONE
“Il lavoro dell’Università di Udine certifica la linea che la Regione sostiene da tempo: integrazione sociosanitaria, deistituzionalizzazione, presa in carico delle persone a partire dal domicilio e sviluppo dell’abitare inclusivo. Il futuro dell’assistenza agli anziani passa da un modello capace di spostare il baricentro dalla risposta all’acuzia alla gestione della cronicità, con servizi più vicini alla vita quotidiana delle persone. Non possiamo più misurare la sostenibilità del nostro sistema solo con il numero dei ricoveri in ospedale, gli interventi chirurgici sotto le soglie degli standard di sicurezza o lasciare gli stessi punti nascita con i parti diminuiti in 10 anni di oltre il 30%”. Sono le parole dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi,
“La ricerca – ha evidenziato Riccardi – conferma che le ottimizzazioni generate da nuovi modelli organizzativi devono essere riversate nel sistema per migliorare i servizi.
Uno dei passaggi centrali riguarda l’abitare inclusivo. La ricerca indica che la domiciliarità avanzata e modelli alternativi alla residenzialità tradizionale, per gli anziani autosufficienti con fragilità lievi o moderate, potrebbero generare risparmi superiori a 23 milioni di euro all’anno. Su questo fronte, ha ricordato l’assessore, la Regione ha già investito quasi 20 milioni di euro.
C’è poi l’aspetto dell’autosufficienza, oggi considerata allo stesso modo tra condizione lieve e condizione grave: va stratificata l’offerta il sistema deve offrire nuove prospettive a chi è ancora autosufficiente e accompagnare la trasformazione dei servizi con una visione condivisa”.
IL SET DELLE RICHIESTE IMMEDIATE ALLA REGIONE
Tre le richieste immediate alla Regione e all’assessore competente: uno screening sistematico dei bisogni dell’intera popolazione anziana, attraverso una ricognizione, se possibile affidata ai medici di medicina generale, e che riguardi gli over 65, con classificazione dei livelli di fragilità con scale standardizzate; una mappatura organica e aggiornata dei servizi disponibili sul territorio, comprensiva delle condizioni organizzative, professionali e infrastrutturali necessarie a sostenere le diverse soluzioni assistenziali, anche attraverso una forte valorizzazione della co-progettazione del Terzo Settore e il coinvolgimento dei Comuni, Ambiti e delle loro aggregazioni; il monitoraggio delle nuove sperimentazioni, a partire da telemedicina e deblistering.





