22/05/2019

All’interno di uno dei più spettacolari cofanetti del mondo, che è il piccolo teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento (PN), si è tenuto un concerto di giovanissimi violinisti provenienti da Cartagena (Spagna) con i loro coetanei della scuola di musica E.M.M.A. di Treppo Grande (UD) e della Music Association Piano “Suzuki” di Trieste. Quella Suzuki è una filosofia educativa musicale elaborata dal violinista giapponese Shinichi Suzuki, nella prima metà del XX secolo. Proprio in aderenza ai dettami delmetodo Suzuki, i docenti lavorano sugli studenti, nutrendo di stimoli il loro ambiente e sviluppandone contemporaneamente sia la maturazione artistica e tecnica, sia la moralità e il carattere. I docenti con Suzuki insegnano a suonare gli strumenti, non solo il violino, basandosi sull’imitazione come metodo di apprendimento, che del resto non può essere messo in discussione nei primi stadi dell’educazione. Tutti apprendemmo i primi gesti e le parole per emulazione.

I risultati sono strabilianti. Vederebambini giovanissimi suonare insieme uno strumento come il violino, appare tanto incredibile quanto spettacolare. Tutti bravissimi e tra le curiosità viste sul palco c’erano i violini dei più piccoli che, giustamente, erano di dimensioni veramente minuscole.

Gli spagnoli arrivavano dall’istituto “El Violin de Paula” di Cartagena, a sud, in provincia di Murcia, una cittadina che conta oltre duecentomila residenti, ed è noto che il violino spagnolo sia elemento basilare per la musica tradizionale iberica (sembra che Stradivari vendette più violini in Spagna che nella sua Italia). Loro erano accompagnati e diretti dai due docenti Paula Ros Bres e Pedro Martinez Garcia, maestri di violino appassionati del loro lavoro, che credono fermamente nel grande potenziale dei bambini in tenera età. Dal loro interesse per la musica e la pedagogia, nel 2006 è nata la scuola di musica il cui obiettivo è la formazione e la ricerca diun modello educativo in cui i bambini imparino ed essere felici. È una proposta di educazione alternativa, basata sui valori attraverso la musica e il violino, per i bambini dai tre anni in su. Ambedue i docenti sono contemporaneamente impegnati nella docenza anche presso il Conservatorio di Musica di Cartagena.

L’Italia in questo caso era rappresentata dalla grande scuola di musica E.M.M.A (acronimo per Emozioni, Musica, Motivo, Arte) dove insegnano anche viola, violoncello, pianoforte e chitarra, e dalla Suzuki Music Association di Trieste.

Se Cartagena conta oltre 214.000 abitanti, Treppo Grande a nord di Udine, non arriva a contarne duemila. Qualora aveste paura di perdervi nella metropoli di Treppo Grande, sappiate che la scuola si trova precisamente nella frazione di Treppo Piccolo (e non sto scherzando)! Questo dovrebbe essere esplicativo dell’enorme risultato conseguito con questi bambini grazie alla bravura dei docenti e, per il violino in particolare, di Elena Allegretto, la quale esprime una tale empatia con i suoi allievi di tutte le dimensioni, da compiere davvero miracoli come quello cui abbiamo assistito a San Vito al Tagliamento.

Ci sono tanti motivi per iniziare a suonare da giovanissimi. Come ricordano alla Scuola E.M.M.A, suonare insegna la disciplina, se il bambino dedicasse del tempo ogni giorno per suonare, allora imparerà a gestirlo meglio quando crescerà; suonare insegna la pazienza, imparando uno strumento si comprende che non si sarà in grado di padroneggiare un brano dal primo giorno;suonare insegna ad avere fiducia in se stessi, anche se non diverrà un musicista di fama mondiale, acquisirà fiducia nelle sue capacità; suonare costruisce relazioni, frequentando altri musicisti e trasmettendo l’amore per l’arte; suonare contribuisce alla crescita, essendo dimostrato che i bambini imparando la musica da giovani, ottengono risultati migliori rispetto ai loro coetanei anche nelle altre materie scolastiche.

Una scuola di musica come la E.M.M.A non dev’essere considerata un’alternativa all’attività sportiva o ludica per trattenere in sicurezza i figli lontani da casa per alcune ore. Se non saremo capaci di apprezzare e infondere l’amore per l’arte, sarà difficile che i giovani trovino la forza e l’interesse per affrontare un percorso di studi che esuli dai programmi scolastici col flauto di plastica.

Domenica mattina è stato un concerto spettacolare, non solo per le misure di musicisti e relativi strumenti, ma soprattutto per la bravura dimostrata nelle esecuzioni. Belle musiche, con i violini che in alcuni momenti erano davvero tanti, come un’orchestra. In quel piccolo contenitore di gioie ed emozioni che è il teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento, hanno saputo regalare piacere ai presenti, dimostrando che davvero si può suonare uno strumento come il violino, armati di grande passione e volontà, a qualsiasi età. Innegabile e giustificata la soddisfazione di allievi e docenti, che hanno riscontrato un grande successo conclamato dagli applausi del pubblico, presente in tutti i tre piani del teatro.

Unica “nota stonata” è stata il prologo. La presentazione del signor Sindaco di San Vito al Tagliamento (PN), tale Antonio di Bisceglie, che   ha introdotto il concerto sbagliando la presentazione (Treppo Carnico al posto di Treppo Grande) e soprattutto il peso e la durata del suo discorso, fuori luogo in un concerto di bambini la domenica mattina. Dopo esser stato deputato della Repubblica dal 1996-2001 è Sindaco già dal 2011, quindi al secondo e ultimo mandato. Forse potrebbe stare tranquillo la domenica mattina, delegando la presenza a qualche assessore o consigliere più giovane, risparmiando certe figure alla città di San Vito. 

Marco Mascioli

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