23/06/2018

9788830446151_0_0_1581_80Vicino/lontano 2017, ultimo atto della XIII edizione, e ultimo passaggio di testimone per le riflessioni sollecitate dal tema portate di quest’anno, l’utopia, con l’obiettivo di favorire un pensiero ‘altro’. L’appuntamento con l’evento conclusivo è fissato per venerdì 19 maggio, alle 18, all’Oratorio del Cristo di Largo Ospedale Vecchio, grazie alla collaborazione con la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe. I riflettori saranno puntati su “I signori del tempo perso”, il saggio edito da Longanesi e firmato a quattro mani dall’economista Francesco Giavazzi con l’editorialista del Gruppo Espresso Giorgio Barbieri, che con il direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier si interrogheranno sulle ragioni che hanno fatto della burocrazia un centro di potere capace di ostacolare le riforme e lo sviluppo dell’Italia. La lezione che abbiamo appreso dalle vicende di Mafia Capitale e degli scandali bancari è che la corruzione prospera in mercati chiusi e senza concorrenza, dove pochi riescono a ricavare ricche rendite. Per mantenere chiusi questi mercati servono norme e regolamenti. E una burocrazia che li amministri. È un potere, sconosciuto ai più, che trascende la politica e si manifesta soprattutto nella capacità di rinviare o addirittura bloccare le decisioni. E talvolta è proprio dalla necessità di sbloccare un procedimento che nasce la corruzione. Quali le vie d’uscita?

Vicino/lontano 2017 prosegue anche con le mostre inaugurate nel corso del festival – dalla personale dell’artista viennese Robert Gabris, “The Forest”, visitabile fino al 4 giugno nel Bunker del colle del Castello di Udine, a “Vivos”, la mostra fotografica di Giulia Iacolutti dedicata ai desaparecidos messicani, pure visitabile fino al 4 giugno – mentre fino al 10 giugno, nella centralissima piazzetta Lionello, per iniziativa della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Innova FVG e della Filiera Legno FVG, resterà fruibile l’installazione “Urban Hugs” dell’archistar Stefano Boeri. Si tratta una declinazione, sempre in legno delle foreste Fvg, dell’altra opera di Boeri, “Radura”, che la Regione porta al Salone del Libro di Torino

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