18/01/2018

 Porre al centro dell’azione politica la persona, la cui autonomia è messa oggi a repentaglio dalla crisi economica. Altrettanto centrale nelle sfide è il lavoro, che non rappresenta solamente un dato economico ma valore etico e morale. Lo afferma ai microfoni di Veniamo al Sodo,  il consigliere regionale uscente, Alessandro Colautti, che si ricandida alle regionali FVG  nella lista Berlusconi per Tondo, il Popolo della Libertà.
L’accesa protesta popolare che si è riconosciuta nel Movimento 5 stelle è la risultante di un parlamento che ha premuto  il bottone  della recessione, all’ombra di un commissario. Oggi l’insoddisfazione è quella di non veder ancora un Governo ma la “ammuina” (termine napoletano per definire confusione)  politica non è più compatibile con le aspettative della gente.  Coalutti, rispondendo a domande sul senso e futuro
dell’autonomia regionale, ha detto che, anche se va in qualche modo aggiornata, ha rappresentanto lungo i cinquanta anni dalla sua nascita, un
fattore di crescita e non di privilegio per la regione. L’autonomia va difesa per non correre il rischio di tornare ad essere marginali. Su temi della
politica regionale in rapporto a quella nazionale e sulla ricerca della fiducia elettorale, Alessandro Colautti ha sottolineato che oggi va cercato
consenso consapevole piuttosto che solamente voti utili. Non è più tempo del consenso peloso basato sulle fazioni, sulla  retorica, su vecchi
slogan e contrapposizioni da curva nord e sud, giocando a chi urla di più per mettere la gente nelle condizioni di non ragionare. E per quel che
riguarda  i ivisitors nazionali più o meno imbeccati dalle forze politiche, il Friuli Venezia Giulia non ne ha il bisogno. Vogliamo sì partecipare al
risanamento del Paese ma con la nostra identità e capacità.

Buon ascolto

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