24/06/2018

E se in futuro non disponessimo più di un farmaco per combattere le infezioni? All’ipotesi apocalittica ci si sta avvicinando, visto che in Europa si registra un preoccupante incremento della prescrizione di antibiotici con la conseguenza dell’antibiotico-resistenza sempre più frequente. Il Friuli Venezia Giulia continua a dimostrare la sua virtuosità, grazie a vari protocolli introdotti nel corso degli ultimi anni, ma l’Italia continua ad essere uno dei paesi europei con il maggior consumo.

Il modello FVG rappresenta l’esempio a cui il resto d’Italia dovrebbe guardare. Con questa motivazione l’Ordine dei Medici di Udine promuove un’iniziativa di sensibilizzazione: “Come usare (bene) gli antibiotici per non arrendersi ai batteri” che si terrà sabato 11 novembre all’Auditorium Hypo Bank (via Alpe Adria 6), dalle 8.30 alle 16.

Al meeting, che vedrà riuniti medici, odontoiatri, pediatri, farmacisti, ci saranno i due infettivologi di fama internazionale: Matteo Bassetti, Direttore Clinica Malattie Infettive dell’Azienda sanitaria integrata ospedaliero-universitaria di Udine, e Roberto Luzzati, Direttore Clinica Malattie infettive dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Trieste.

Finalità dell’evento è quello di rafforzare ed estendere i protocolli fra tutti gli operatori sanitari, in modo da minimizzare l’insorgenza delle resistenze batteriche, spiega il Presidente CAO (Commissione Albo Odontoiatri) dell’Ordine dei Medici di Udine e regionale, Giovanni Braga, responsabile scientifico del convegno organizzato in occasione della Giornata europea dell’appropriatezza prescrittiva in antibiotico-terapia.

“L’antibiotico-resistenza è un problema molto serio perché  rende gli antibiotici sempre meno efficaci, senza che, nel frattempo, la ricerca medica possa individuarne di nuovi. Maggiore è l’utilizzo degli antibiotici,   più facilmente si selezionano e si sviluppano batteri antibiotico resistenti”, dichiara il Presidente dell’Omceo, Maurizio Rocco.

La bassa medie di consumo degli antibiotici in Friuli consentono di collocarlo fra i territori più virtuosi, oltre a Bolzano, in compagnia dei paesi europei con il minor utilizzo (Austria, Germania, Slovenia). In FVG la dose giornaliera su 1000 abitanti era di 17,25 nel 2011; nel 2017 è scesa ancora arrivando a 15 dosi, contro le 35 dosi in Calabria e Sicilia e addirittura 40 dosi in Campania.

“Per frenare i consumi inappropriati e riuscire a calare ancora il consumo – afferma il Presidente Braga – si deve puntare all’aggiornamento interdisciplinare e alla corretta informazione rivolta ai cittadini che pensano in oltre il 60% dei casi che gli antibiotici servano per curare raffreddori e influenze; è indispensabile coinvolgere in questo progetto di educazione e motivazione dei cittadini anche i farmacisti alla cui categoria è esteso il convegno”.

Si deve anche proseguire nell’attività di sorveglianza, già messa in atto sul nostro territorio, dei super-batteri resistenti alle cure farmacologiche: “Le infezioni batteriche multiresistenti in Italia – fa sapere il  Matteo Bassetti, Direttore Clinica Malattie Infettive dell’Azienda integrata ospedaliero-universitaria di Udine– sono oltre 280 mila e si stima provochino tra i 4 mila500 e i 7 mila decessi”.

Nel 2050 i batteri resistenti agli antibiotici uccideranno 1 persona ogni 3 secondi, mietendo nel mondo 10 milioni di vittime, afferma Bassetti.

Un antibiotico deve essere prescritto con la massima cautela. I dati rivelano però che non sempre questo avviene, visto che mediamente ogni anno oltre il 45% della popolazione  assistibile ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico; percentuale che cresce in età pediatrica (53 bambini su 100) e nella popolazione anziana (50 assistiti su 100). E con l’avanzare dell’età, aumenta la frequenza di prescrizioni ripetute di antibiotici, con tutti i rischi che ciò comporta.

Quali sono i motivi alla base della prescrizione di un antibiotico?  Tra le principali indicazioni terapeutiche associate alla prescrizione di antibiotici troviamo le malattie dell’apparato respiratorio che rappresentano il 40% delle prescrizioni, le malattie del sistema genito-urinario (18,4%) e le malattie dell’apparato digerente pari al 13,6%.

In particolare, la cistite rappresenta l’infezione associata al maggior numero di prescrizioni di antibatterici (9,9% del totale delle prescrizioni), seguita dalla faringite acuta (8,3%), dalla bronchite acuta (5,7%), dall’ascesso dentale (5,4%) e dalla laringotracheite (4,9%).

L’uso eccessivo di antibiotici è motivo di allarme in quanto esso pone un rischio sia alla salute individuale (esposizione a rischio di reazioni avverse) sia alla salute pubblica (sviluppo di resistenze).  Gli elementi di preoccupazione sono aggravati dal fatto che anche in Europa circolano ceppi di batteri totalmente o quasi totalmente resistenti agli antibiotici, con il rischio del ritorno ad un’era pre-antibiotica e l’impossibilità, a causa di infezioni sostenute da germi resistenti, di trattare infezioni batteriche in corso di trapianti, chemioterapia oncologica, chirurgia ortopedica, terapie intensive ecc.

A fronte dei rischi derivanti per la salute, il sovra-utilizzo di antibiotici determina anche un eccesso di spesa per il Sistema sanitario. Nel nostro paese, soprattutto in certe Regioni del centro-sud Italia, il consumo di antibiotici è fuori controllo.

In Inghilterra, al contrario, è diventato quasi impossibile farsi prescrivere dal medico di base un antibiotico. Gli inglesi pubblicizzano continuamente l’inefficacia degli antibiotici per la cura di numerose malattie. In Italia, invece, sembrerebbe che anche al minimo sintomo di raffreddore si prescriva l’antibiotico.

Sul nostro territorio l’Azienda integrata ospedaliero-universitaria di Udine ha avviato già da alcuni anni una task force per mettere a punto i protocolli per un uso appropriato degli antibiotici.  Il Friuli Venezia Giulia punta a centrare nuovi risultati per fare ancora di più, coinvolgendo i medici di medicina generale e i cittadini informandoli sulle resistenze da antibiotici.

“Come infettivologi stiamo portando avanti negli ospedali un’azione mirata, anche perché le infezioni ospedaliere talvolta possono rivelarsi pericolosissime. Oggi circa il 6% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione ospedaliera, in alcuni casi modesta, in altri severa; si tratta di una percentuale elevata che dobbiamo puntare a ridurre. Al pari della somministrazione di antibiotici, fenomeno che interessa circa il 40-50% dei pazienti in ospedale, e anche qui l’obiettivo è scendere al 25-30%», rende noto l’infettivologo Bassetti.

Oltre ai vertici della sanità locale e regionale, agli infettivologi Bassetti e Luzzati, all’assessore regionale Maria Sandra Telesca, ai Presidenti degli Ordini dei medici provinciali, al Presidente nazionale della Federazione Ordini dei medici, Roberta Chersevani, interverranno sabato 11 novembre, fra gli altri, il Direttore generale dell’Azienda unica udinese, Mauro Delendi, il Direttore Dipartimento Area medica dell’Azienda unica udinese, Silvio Brusaferro, il Direttore della Clinica odontoiatrica di Trieste, Roberto di Lenarda e il Direttore Clinica pediatrica di Udine, Paola Cogo.

VADEMECUM PER L’USO APPROPRIATO DELL’ANTIBIOTICO

Solo quando servono e solo se strettamente necessari.

Gli antibiotici vanno assunti esclusivamente su indicazione del medico curante o dello specialista. Solo il medico sa quale sia l’antibiotico più adatto all’infezione in atto (se ad esempio uno ad ampio spettro o più mirato). No al “fai da te”!

Utilizzare un antibiotico in modo errato, qualora il batterio non ne sia sensibile, potrebbe peggiorare l’infezione e debilitare ulteriormente il nostro organismo: ci esporrebbe alla possibilità che i patogeni possano fare ulteriori e peggiori danni.

Occhio poi alle dosi e al periodo di assunzione!

Assumere una quantità di farmaco superiore alla dose prescritta dal medico non accelera il processo di guarigione; assumerne di meno vuol dire non eliminare l’infezione, anzi, ciò può causare cronicizzazione, selezionando batteri patogeni non più sensibili all’antibiotico.  Stessa cosa vale per la durata della terapia: se il ciclo prescritto dal medico è ad esempio di 5 giorni, con posologia 3 volte al dì, l’assunzione dovrà essere esattamente tale e non interrotta, se per caso ci si sente meglio dopo il terzo giorno.

Non interrompere il trattamento: se l’antibiotico prescritto dovesse darci dei disturbi, rivolgiamoci al medico che cambierà farmaco, sempre con proprietà analoghe, oppure ci proporrà ulteriori rimedi in modo da ridurre gli effetti collaterali. Interrompere il trattamento può dar seguito a una ricaduta.

Non prendere antibiotici in caso di influenza non complicata o altre malattie causate da virus e non da batteri, quale il raffreddore; nella maggior parte dei casi servono poco o per nulla. Infatti, raffreddori, mal di gola, influenze sono spesso causate da virus che, differentemente dai batteri, non sono aggredibili dagli antibiotici. Si possono invece usare farmaci antipiretici, quale ad esempio il paracetamolo, stare a riposo, bere molto, assumere frutta e verdura per fare il pieno di vitamine.

Nel caso dell’influenza o tosse persistente, gli antibiotici devono essere utilizzati solo su prescrizione medica da soggetti che soffrono di malattie respiratorie, cardiovascolari e nel caso di anziani fragili, per prevenire o curare possibili infezioni batteriche secondarie all’influenza (ad esempio polmoniti)

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