23/07/2019

 È una bière blanche ed è la seconda birra prodotta dall’Università di Udine, dopo il successo della Amber Ale, la prima birra dell’ateneo, realizzata lo scorso anno accademico. La nuova birra è stata presentata giovedì 16 maggio, in concomitanza con l’avvio del corso “Tecnico gestionale per imprenditori della birra”, gestito da Stefano Buiatti, referente del progetto “Birra dell’Università”, alla presenza di Maria Cristina Nicoli, delegata del rettore alla Ricerca scientifica, Paolo Ceccon, direttore del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (Di4a), Massimo Di Silverio, direttore generale dell’ateneo e Teo Musso, titolare del birrificio agricolo Baladin di Piozzo, in provincia di Cuneo, il più prestigioso birrificio artigianale d’Italia, con cui l’università ha avviato una collaborazione che ha portato alla produzione di queste birre, oltre che degli studenti che hanno contribuito a realizzare il nuovo prodotto.

La bière blanche, di ispirazione belga, aromatizzata con bergamotto e coriandolo, ha un carattere fresco e leggermente acidulo che ha origini molto antiche, quando ancora, oltre al luppolo, venivano utilizzate anche diverse spezie. La nuova produzione sarà disponibile per il consumo a partire dal mese di giugno e si potrà si potrà acquistare, come la Amber Ale, all’Azienda agraria dell’ateneo o degustare in due locali storici di Udine, l’Osteria Pieri Mortadele e l’Antica Osteria Da Pozzo. La birra e è stata prodotta insieme agli studenti dei corsi di laurea in Scienze e tecnologie alimentari e Viticoltura ed enologia del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (Di4a).

L’obiettivo del progetto didattico “Birra dell’Università” è produrre birre diverse, di anno accademico in anno accademico, per caratteristiche compositive, di immagine, di materie prime.  tutte realizzate con ingredienti al 100% italiani, ha spiegato Musso.

Alla base del progetto c’è infatti una finalità di natura didattica che prevede il coinvolgimento degli studenti non soltanto nelle fasi esecutive del progetto con la diretta partecipazione ai diversi momenti della produzione ma anche da un punto di vista teorico. “L’università di Udine – ricorda Buiatti – è stata la prima in Italia ad attivare un corso di “Tecnologia della Birra”, ormai quasi quaranta anni fa, a sottolineare il forte legame che la città di Udine ha storicamente con la birra, basti pensare alla fabbrica di birra Moretti e allo stabilimento della birra Dormisch. Nel corso degli anni l’ateneo si è dotato di un impianto sperimentale per la produzione della birra con finalità didattiche e di ricerca e di una micro malteria della capacità di 500 kg che rappresenta un unicum per la realtà accademica italiana”.

I proventi derivanti dalla vendita della birra verranno interamente reinvestiti nella ricerca al fine di potenziare il settore e, in prospettiva, anche in borse di studio e assegni di ricerca.  

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