20/05/2018

Ha l’aspetto e le caratteristiche organolettiche di un uovo sodo di gallina, ma è interamente prodotto con ingredienti di origine vegetale. L’“uovo vegano”, brevetto numero 100 targato Università di Udine, si presenta come un prodotto pronto al consumo, adatto a quanti seguono una dieta vegana, ma anche a persone che soffrono di ipercolesterolemia o celiachia, essendo privo di colesterolo e glutine.

L’invenzione è di quattro studentesse del corso di laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari dell’ateneo friulano, Francesca Zuccolo, Greta Titton, Arianna Roi e Aurora Gobessi, ed è frutto di un anno e mezzo circa di sperimentazione nei laboratori del dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine. Nelle prossime settimane il brevetto inizierà il percorso di commercializzazione.

L’uovo è interamente costituito da ingredienti di origine naturale e vegetale, per lo più proteici, in particolare farine di diversi legumi, oli vegetali, un gelificante e un sale speciale. È un prodotto refrigerato, pronto al consumo, da mangiare in insalata o in abbinamento a diverse salse. «Il settore di interesse – spiegano le inventrici – è l’industria alimentare, in particolare le aziende che producono già prodotti destinati a consumatori vegani o alimenti funzionali. Vendibile in negozi alimentari biologici, vegetariani e vegani, ma anche in qualsiasi supermercato, vista la sempre crescente richiesta di prodotti di questo tipo da parte dei consumatori».

Le inventrici con, da sinistra, il direttore generale Massimo Di Silverio, il prorettore Roberto Pinton, il dlegato ai brevetti Antonio Abramo (Small)

Nella messa a punto del prodotto «le difficoltà – raccontano le inventrici – non sono state poche, soprattutto di carattere tecnologico e nella scelta degli ingredienti. Sono state necessarie numerosissime prove per riuscire a ottenere la formulazione ottimale in termini di consistenza e gusto del prodotto finito».

«Il raggiungimento del centesimo brevetto – commenta con soddisfazione Antonio Abramo, delegato ai brevetti – è un traguardo importante per un ateneo giovane come il nostro, che è tra i più attivi in questo settore. Questo brevetto, in particolare, ci rende particolarmente orgogliosi perché frutto della fantasia inventiva di quattro giovani studentesse, E non poteva esserci nulla di meglio di un uovo, con tutti i suoi significati simbolici, per riassumere e rappresentare questo traguardo».

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Da alcuni anni, nell’ambito dell’insegnamento di Principi di formulazione del 1° anno del corso di laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari, gli studenti vengono invitati a ideare, progettare e infine realizzare in laboratorio una innovazione di prodotto alimentare. «Queste fasi, incluso l’evento finale di incontro con esponenti del mondo produttivo, rientrano – spiega Monica Anese, docente di scienze e tecnologie alimentari – in un progetto teso a sperimentare nuove modalità di erogazione della didattica, il cui scopo è favorire il trasferimento delle conoscenze teoriche sul piano applicato e ottenere un riscontro diretto dal mondo produttivo,

A seguito della la Coldiretti ha emesso una nota nella quale invita a non definire “vegano” l’uoo messo a punto dall’Università di Udine

Non chiamatelo uovo vegano – esordisce la nota – per non creare confusione e ingannare i consumatori sulle reali caratteristiche del nuovo prodotto. E’ quanto afferma la Coldiretti che, in riferimento al brevetto numero 100 dell’Universita’ di Udine, che secondo i ricercatori ha l’aspetto e le caratteristiche organolettiche di un uovo sodo di gallina, ma è interamente prodotto con ingredienti di origine vegetale. Per valorizzare il risultato della ricerca senza cadere nell’equivoco delle fake news occorre – sottolinea la Coldiretti – rispettare il recente pronunciamento della Corte di Giustizia europea sul fatto che “i prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come ‘latte’, ‘crema di latte’ o ‘panna’, ‘burro’, ‘formaggio’ e ‘yogurt’, che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale” anche se “tali denominazioni siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione”. I prodotti vegetariani e vegani – conclude la Coldiretti – non possono pertanto essere chiamati con nomi di alimenti di origine animale per difendere dall’ inganno il 7,6% di italiani che segue questo tipo di dieta.

 

 

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