20/04/2021

 Trieste, 02 lug - Per poter raggiungere gli obiettivi che il
mondo economico, imprenditoriale, istituzionale e sociale del
Friuli Venezia Giulia si è posto è necessario lavorare in rete,
avviando tavoli di ascolto che siano in linea con le direttive
europee. Solo così sarà possibile accedere ai quei finanziamenti
comunitari messi a disposizione dello Stato e Regioni e sarà
nostro intento quello di lavorare tutta l'estate affinchè le
aspettative si possano tradurre in realtà. 

Lo ha assicurato oggi l'assessore regionale alle Relazioni
internazionali e comunitarie Elio De Anna nel corso dell'incontro
tecnico svoltosi a Udine per fare il punto sulla programmazione
europea 2014-2020. 

Dopo i quattro tavoli provinciali del mese scorso svoltisi a
Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, la riunione di oggi è
servita per fare sintesi e cercare di coordinare l'azione
regionale, la quale a sua volta andrà armonizzata con quella
nazionale ed infine inserita nel programma europeo. 

De Anna, rivolgendosi alla platea, ha chiesto uno sforzo
altamente innovatore dei progetti da proporre, affinchè questi
possano avere ricadute di una certa importanza sul territorio,
generando quindi reddito ed occupazione. "Se ciò è più semplice
per il mondo delle imprese - ha detto l'assessore - forse lo è un
po' meno per il mondo culturale. Ma è da questo settore che ci
aspettiamo grandi passi in avanti, come ad esempio nel campo
della programmazione legata alla Grande Guerra. Non ha senso
replicare ciò che già esiste, quanto invece puntare a
collaborazioni extranazionali con Slovenia, Austria e Francia
affinchè la ricorrenza del 1915-1918 possa diventare un'
opportunità per la nostra regione, collegando così la cultura
all'economia".  

Come spiegato da Sabina De Luca, rappresentante del ministero
dell'Economia e membro del consesso europeo che si occupa di
programmazione, ci sono alcuni elementi che vanno tenuti in
debita considerazione per chi vuole accedere ai finanziamenti
concessi dall'Unione. Il primo è legato alle concentrazioni
tematiche, ossia il cercare di raggruppare le richieste attorno
pochissimi argomenti ma di grande valore e spessore. A ciò si
aggiunge poi la rete, che veda collaborare sia il locale con lo
Stato centrale e i territori extranazionali. Infine la semplicità
della proposta, che deve essere di facile attuazione rispetto a
progetti troppo complicati. Il tutto va veicolato nei tre
principali settori di intervento che la Ue in parte ha già
definito, ossia innovazione, energia e inclusione sociale.

Intanto Informest ha avviato una sorta di consultazione tra tutti
coloro che, nelle quattro giornate provinciali di presentazione
dei percorsi per giungere alla programmazione per il prossimo
settennato, hanno risposto ad un questionario. Tra i 105
intervistati che hanno partecipato volontariamente a questo
lavoro, è emerso che la maggior parte di essi è interessata allo
sviluppo tecnologico e innovazione ad alto contenuto
territoriale. Ciò significa che tanto il mondo economico che
quello delle istituzioni è interessato ad investire nelle rete,
valorizzando e potenziando ciò che è già esiste. A questo poi si
aggiunge la richiesta di operare a sostegno dell'industria
creativa collegata al "made in Italy", per la tutela del
patrimonio culturale a fini turistici e di sviluppo economico,
sostegno alla montagna e sviluppo delle politiche per il settore
abitativo.
ARC/Com/RM

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