22/05/2019

È ufficiale: con l’atto di donazione firmato nella sede del Rettorato dell’Università di Udine davanti al notaio Pierluigi Comelli e alla presenza del rettore Alberto De Toni, lo splendido “Palazzo Palladio”, ex sede della Banca d’Italia (fino al 2009) in via Gemona n. 1, e l’annesso parco, che rientra fra i giardini storici della città, con accesso principale da piazza I Maggio, appartengono ora all’ateneo friulano.

Alla firma del documento, che ha reso definitivo un passaggio in cantiere da tempo, hanno preso parte, oltre al donatore, prof. Attilio Maseri, cardiologo di fama mondiale e medico di fiducia della Regina Elisabetta II d’Inghilterra e del Papa, e al rettore dell’ateneo, il direttore generale dell’ateneo, Massimo Di Silverio, e in qualità di testimoni la dottoressa Anna Zaina e il dottor Enrico Coccolo, collaboratore fiduciario del prof. Maseri, che aveva già donato all’Università la prestigiosa Biblioteca Florio.

Presente anche Luigi Bettoni, direttore regionale della Banca d’Italia, dalla quale il prof. Maseri ha acquistato l’immobile e il parco, e che insieme al direttore generale Salvatore Rossi, ha reso possibile l’operazione.

Il complesso architettonico di grande pregio artistico e architettonico, d’ora in avanti si intitolerà “Palazzo Antonini-Maseri”, ha annunciato il rettore De Toni, esprimendo la sua gratitudine, “insieme a quella di tutto il corpo accademico e di tutto il nostro personale tecnico amministrativo, degli studenti, delle loro famiglie”, al prof. Maseri «che noi consideriamo un benefattore e un grande esempio da seguire».

Il rettore De Toni ha parlato di «momento davvero storico per l’ateneo, ma anche per la città di Udine e il Friuli tutto». E il protagonista dell’operazione, prof. Maseri, con la consueta sobrietà ha solo espresso da parte sua l’auspicio che «tutto questo serva ad esempio ad altri che possano donare all’università quello che hanno in più, in modo che l’ateneo possa darsi un’organizzazione sempre migliore e gli studenti abbiano la possibilità di progredire e di fare le cose che li aiutino a crescere».

«Attorno al palazzo Palladio, unico edificio palladiano che abbiamo in regione e uno dei palazzi più prestigiosi del Friuli Venezia Giulia – ha detto De Toni – si svilupperà un progetto urbanistico di interesse per la città. È già in programma la firma di una convenzione tra ateneo e amministrazione civica nel quadro della rete europea Unitown delle città universitarie, che avverrà sabato 4 maggio in mattinata proprio nella cornice del Palazzo Palladio».

Il direttore regionale della Banca d’Italia, Luigi Bettoni, ha sottolineato che il fatto che lo stabile sia stato rilevato da un benefattore e che vada a una destinazione pubblica, legata all’università locale, «è dal nostro punto di vista la migliore destinazione possibile». Bettoni ha poi annunciato che si sta anche regolando la cessione e il passaggio di proprietà del Palazzetto annesso al Palazzo Palladio.

Palazzo Palladio fu commissionato ad Andrea Palladio da Floriano Antonini, esponente di una delle famiglie più in vista dell’aristocrazia udinese, il progetto è datato 1556 e il cantiere si chiuse nel 1595. Nel corso del Seicento almeno due campagne di lavori modificarono pesantemente l’aspetto dell’edificio, arrivando a sostituire tutte le finestre, tranne quella sulla destra della loggia nel prospetto posteriore, e le scale interne. Nel 1709 Martino Fischer realizzò gli apparati decorativi, contribuendo a snaturare gli interni palladiani. Dell’originario progetto rimangono la planimetria, escluse le scale, e la volumetria generale, le logge anteriori e posteriori e gli elementi della “Sala a quattro colonne”. Il palazzo è stato per più di un secolo sede della Banca d’Italia di Udine, dal 1900 fino al 2009, quando gli uffici furono trasferiti nella sede di Trieste.

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