24/10/2018

I commercianti udinesi sono invitati ad una assemblea pubblica, martedì 29 novembre alle 13.30 in sala Valduga della Cciaa, su futuro di via Mercatovecchio, la strada simbolo del centro storico cittadino. L’appello a riunirsi giunge da Giuseppe Pavan, presidente mandamentale di Udine di Confcommercio e da Arianna Calcaterra, presidente di UdineIdea.
Ad essere al centro del confronto sarà il progetto di pedonalizzazione, risalmente al 2012, sula quale non sono chiariti copertura economica, tempi di realizzazione e aspetti tecnici, in particolar modo quelli relativi all’arredo urbano.
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«Confcommercio ha da sempre sostenuto la tesi di una via che non deve restare ibrida – ribadisce Pavan –. Si deve avere il coraggio delle scelte nette. Se si procede, come da programma elettorale, verso la pedonalizzazione, non si può immaginare una soluzione senza il “contenuto” come quella che ha desertificato varie altre zone di Udine». «Il progetto che abbiamo visionato riguarda solamente la pavimentazione – aggiunge Calcaterra –, ma nulla si conosce ancora, purtroppo, sulla funzionalità della via, sull’arredo urbano e sui fondi a disposizione per finanziarlo, e nemmeno sul passaggio o meno dell’autobus, questione che incide tra l’altro sullo spessore delle lastre di pietra».
Troppe variabili non definite che hanno portato Confcommercio e UdineIdea a chiedere ufficialmente la sospensione della procedura di gara.

(NDR) Le scelte che riguardano via Mercatovecchio sono fondamentali per il rilancio della città di Udine e possono servire anche da futuro ed eventuale correttivo anche per le altre importanti zone del centro storico.
Una città bella, e lo è già per molti versi, ma “desertificata” da un radicale mutamento del costume sociale oltre che da politiche non sufficientemente incentivanti, fallisce su diversi piani: su quello storico, di ruolo, ecoomico, sociale. Certamente è molto complicato tornare sui passi di una primogenitura cittadina rispetto ad altre realtà artificiali lasciate libere di espandersi nel nome del cosidetto “libero mercato”. Proprio per questa difficoltà, vanno perseguite strategie composite, continuative e di lungo respiro, non limitandosi al ritocco estetico di una strada che, certamente, è un punto di partenza irrinunciabile ma vale come cornice, importante, alle idee che servono per riempirla di contenuti.

GFB

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