21/10/2018

Organizzato e presentato dal sindaco Mario Anzil, l’incontro che si è svolto a Rivignano Teor, si annunciava fin da subito come un evento politico rilevante: per la prima volta il prof. Sergio Cecotti, già presidente della Regione e per due volte sindaco di Udine, a fianco dell’onorevole Massimiliano Fedriga, capogruppo alla Camera e segretario regionale della Lega Nord.
Punti di vista diversi, due visioni differenti dell’autonomismo alla ricerca di punti in comune, aiutati dalla ferma convinzione di entrambi che votare no al referendum costituzionale del 4 dicembre sia indispensabile anche per salvare la nostra Regione.
Evento atteso e interessante, come ha dimostrato il folto pubblico intervenuto: la sala era gremita già mezz’ora prima dell’inizio e per oltre due ore tutti hanno seguito il dibattito ricco di spunti di riflessione.

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“Votare no al referendum costituzionale per dire SI al Friuli” questo il titolo del convegno. Abbastanza scontata l’affinità tra i due relatori sulla bontà delle ragioni del no, sintetizzate da Fedriga asserendo che la legge Renzi-Boschi-Verdini toglierà autonomia e democrazia e aumenterà la confusione. La sorpresa invece è stata nel constatare una comunanza di vedute anche sul Friuli di oggi e su quello ideale per domani.

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Tutti contrari alle Uti i tre conferenzieri, saranno la rovina della regione ed eventualmente della nazione. Un moltiplicatore delle voci di costo per la gestione del territorio.
Il sindaco di Rivignano Teor Mario Anzil ha ricevuto consensi incondizionati sia da Cecotti sia da Fedriga anche per l’idea delle province autonome del Friuli e di Trieste. Un’operazione esattamente opposta alle UTI dove a sostituire le quattro province attuali, anziché inventare diciotto mini-province, ne propongono solo due autonome come in Trentino Alto Adige.

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A Mario Anzil ho chiesto se il referendum costituzionale che sarà proposto il 4 dicembre prossimo avrà influenze decisive per la nostra Regione e cosa pensano di fare dopo la bocciatura del referendum per la rivisitazione della regione suddivisa in due, da parte della giunta Serracchiani.
L’incontro era promosso dal comitato Tuttiperilfriuli con l’avvocato Anzil in prima file, nel suo locale Al Morarat, che si propone appunto di abolire le diciotto Uti appena istituite dalla Regione e di sostituirle con due sole. Un modello che ha dimostrato di funzionare meglio e di costare meno, pensato da Tessitori proprio per la nostra Regione e poi fu intelligentemente copiato da chi comprese le sue grandi potenzialità a Trento e Bolzano.

Marco Mascioli

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