23/09/2017

Formazione, Territorio, Operatori, Regione e Rete: sono i cinque termini chiave che escono dal word cloud delle 16mila parole contenute in 95 pagine di appunti, sintesi in tempo reale del Forum di progettazione partecipata del Turismo verso il 2025 organizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e da PromoTurismoFVG.

Una due giorni di brainstorming e di confronto che ha raccolto al Molo IV di Trieste 270 presenze confrontatesi in 19 tavoli articolati su cinque focus tematici: il significato del turismo, la sostenibilità, le nuove imprenditorialità, le nuove tecnologie e la formazione life long learning.

Nella notte hanno dato il loro contributo in un hackathlon gli studenti della regione (ma anche provenienti dall’estero) in una grande consultazione dal basso sui temi del turismo.

Nel guardare verso il 2025, la sfida tematica generale del Forum sul significato del turismo ha evidenziato quali punti salienti la necessità di trasformare stabilmente una regione di passaggio in una meta di viaggio e la strategia di accrescere la formazione puntando sull’accoglienza e la conoscenza delle lingue.

Accanto all’esigenza di differenziare i prodotti dell’offerta turistica in modo da includere i territori meno noti, è emersa la necessità di una regia di coordinamento che monitori la rete di attori attivi su tutta la filiera. Per quanto riguarda il secondo tema, quello della sostenibilità, la biodiversità e il patrimonio culturale sono state indicate dai partecipanti al convegno come ricchezze distintive del Friuli Venezia Giulia. Ciò richiede un’educazione alla tutela dell’integrità dei luoghi affinché sia possibile vivere il territorio in maniera autentica. La sostenibilità va così perseguita come brand, valorizzando strumenti quali l’incremento della mobilità sostenibile e integrata (ad esempio servizi di trasporto intermodale e il biking) e la conversione di infrastrutture attualmente inutilizzate (come le caserme).

Per la creazione di nuove imprenditorialità, terzo tavolo trasversale, si è delineato l’obiettivo di reperire nuove figure professionali in grado di valorizzare la sharing economy e ottimizzare le potenzialità dei nuovi strumenti digitali attraverso l’incentivazione dell’imprenditorialità giovanile, quest’ultima generata da startup e utilmente affiancata a imprenditori esperti.

Di qui la sfida sulle nuove tecnologie, quarto focus, come strumento per soddisfare l’iperpersonalizzazione delle esigenze del turista. Istanza, questa, che esige infrastrutture tecnologiche di banda larga, gestione di big data attraverso i sistemi di analisi dei flussi turistici e innalzamento del livello di alfabetizzazione e specializzazione digitale di operatori e cittadini. Grande attenzione va riposta ai social, anche nella fase pre e post soggiorno, e vanno sfruttate le opportunità offerte dai tour virtuali e dalla realtà aumentata.

Il quinto tavolo ha riguardato un tema considerato dal Forum strategico e fondamentale in tutte le sedi…la formazione life long learning. La cultura dell’accoglienza deve essere estesa a tutti gli operatori, con una spiccata attenzione alle scuole primarie e secondarie, in modo da coinvolgere e attivare giovani influencer, curiosi e formati all’utilizzo delle nuove tecnologie, in grado di promuovere il Friuli Venezia Giulia insieme agli operatori e alle istituzioni. In ogni caso, il primo turista, è stato detto, deve essere il cittadino.

DA REGIONE DI PASSAGGIO A REGIONE DI SERVIZI
Capacità di guardare al futuro con idee vincenti, sinergia tra tutti i diversi soggetti presenti sul territorio per offrire i servizi di cui i turisti hanno bisogno e dare l’immagine complessiva di una regione attraente. E quindi continuare ad investire sulla formazione degli operatori, per migliorare l’accoglienza e trasformare una vacanza in un’emozione.
Sono questi i concetti espressi a Trieste dalla presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nel suo intervento all’apertura della seconda giornata del forum “Turismo in Fvg”, promosso da Regione e PromoTurismoFvg in collaborazione con l’Università di Udine e Laborplay, spin-off dell’Università di Firenze per delineare il Piano del Turismo guardando al 2025.

“Più che creare cose nuove abbiamo bisogno di mettere insieme tutto quello che abbiamo, con una visione complessiva – ha detto la presidente -, e di far parlare con la stessa voce tutti i diversi soggetti della nostra realtà. “Se non vogliamo essere una regione di passaggio dobbiamo essere una regione che offre servizi – ha spiegato, ricordando l’impegno di questa legislatura sulle infrastrutture ma rammentando anche, che “per troppo tempo – questo l’esempio fatto – la politica del nostro aeroporto nell’individuare le tratte non era collegata alla promozione turistica”.

Serracchiani, ha quindi fatto notare come le idee dei ragazzi hanno di fatto un altro un filo conduttore: non solo l’esigenza di offrire servizi, anche innovativi, ma anche quella di identificarli con un marchio preciso: Friuli Venezia Giulia. “I ragazzi non si sono inventati titoli strani, hanno puntato su Fvg. E’ questo il brand vincente”.

Tra i sette progetti, con largo margine il pubblico in sala ha voluto scegliere e premiare “Fvg express”, crociera a bordo di un treno attrezzato anche per dormire e mangiare e portare bici al seguito, da cui effettuare escursioni guidate. In proposito la presidente ha ammesso di aver espresso anche lei la sua preferenza per questa idea, molto originale, anche in quanto “siamo l’unica regione in Italia che farà viaggiare due treni storici, a Trieste (tra Miramare e Campo Marzio) e sulla Sacile-Gemona. Bene quindi investire anche sui binari, mettendoli insieme con la bicicletta”, ha aggiunto, facendo riferimento alla ciclovia più bella d’Europa, l’Alpe Adria, che però “necessità proprio di adeguati servizi”. Infine un richiamo alla esigenza della formazione degli operatori, su cui PromoTurismoFvg “sta lavorando bene”: è “d’obbligo saper accogliere al meglio perché il turista torna dove gli hanno saputo regalare un’emozione”, ha concluso.

Share Button