19/10/2017

L’alta specialità per la diagnosi e cura dei tumori si rafforza con una nuova struttura di avanguardia: una sede distaccata dell’Istituto Oncologico Veneto – IOV di Padova (uno dei più qualitativi Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico Nazionale – IRCCS d’Italia), i cui primi ambulatori sono stati inaugurati oggi all’Ospedale di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, dal Presidente della Regione del Veneto, alla presenza, tra gli altri, di numerosi Sindaci del territorio, del Direttore Generale dello IOV Patrizia Simionato e di quello dell’Ulss 2 Marca Trevigiana Francesco Benazzi. La struttura è composta da 186 posti letto per acuti di tipo “generalista” e da altri 138 letti (più 25 per i pazienti provenienti da fuori Regione) dedicati all’attività dell’Istituto Oncologico Veneto – IOV – di Padova.
Con questa scelta la Regione ha voluto accogliere le istanze che sono arrivate dal territorio, dando corpo a un’organizzazione che introduce un’eccellenza straordinaria come la lotta al tumore, senza togliere nulla all’attività tradizionale di un ospedale di rete per acuti.

La scheda complessiva riguardante l’Ospedale di Castelfranco prevede 113 letti di area medica, 70 dei quali dedicati alla Medicina Generale; 35 di area chirurgica di cui 25 di Chirurgia Generale e 10 di Ortopedia; 30 di area materno infantile, di cui 20 di Ostetricia, 7 di Pediatria e 3 di Patologia Neonatale; 8 di terapia intensiva; 4 di area Servizi di Diagnosi e Cura. E’ prevista anche l’attivazione di 25 posti letto di Ospedale di Comunità.

L’Istituto Oncologico Veneto potrà contare su 38 posti letto di area medica; 80 di area chirurgica; 6 di terapia intensiva; 14 di Riabilitazione Oncologica. 25 letti verranno infine aggiunti per i pazienti provenienti da fuori regione.

“E’ uno dei nostri sogni che si avvera – ha detto il Governatore – e che chiamerei ‘progetto sanità senza confini’, diffusa sul territorio e soprattutto in rete, come in questo caso, nel quale lo Iov di Padova si amplia in una sede distaccata, arricchendo così di un nuovo caposaldo la Rete Oncologica Veneta che già sta dando ottimi risultati. Se guardiamo i dati di migrazione sanitaria in oncologia – ha aggiunto – vediamo che dal 2010 a oggi il Veneto ha fatto passi da gigante grazie allo Iov, ai suoi bravissimi oncologi e all’organizzazione in rete”.

“Siete, siamo all’avanguardia – ha detto il Presidente rivolgendosi ai molti oncologi presenti – grazie alle vostre capacità professionali, alla buona organizzazione e agli investimenti in tecnologia e macchinari che la Regione garantisce con 70 milioni di euro l’anno”.

Il Governatore non ha mancato di fare riferimento al recente intervento del Consiglio di Stato che, su azione di una casa farmaceutica, ha negato la possibilità della Regione di autorizzare percorsi terapeutici utilizzando determinati farmaci invece che altri: “Una cosa imbarazzante – ha detto – sulla base della quale il bugiardino di una medicina decide, di fatto, al posto dei medici, di quelli che sono in prima fila a lottare contro il male e che dovrebbero essere gli unici titolati a scegliere che medicine usare per i loro pazienti. Ritenteremo – ha assicurato – non ci fermiamo qui”.

Una volta a regìme, in circa 2 anni con un investimento di circa 20 milioni di euro, lo IOV a Castelfranco potrà contare su 138 posti letto dedicati alla varie specialità oncologiche e su 25 letti per accogliere pazienti provenienti dalle altre Regioni, rafforzando così la mobilità attiva verso il Veneto in una specialità che risponde a una delle più grandi “paure” della gente in tema di salute.

I primi ad aprire saranno, già lunedì, gli ambulatori dedicati alla prevenzione nei soggetti a rischio, all’oncogenetica, e al controllo costante dei pazienti considerati guariti. A febbraio sarà attivata la prima Unità Operativa di degenza: la Chirurgia dell’esofago e delle vie digestive. Poi, man mano che saranno terminati i lavori ai diversi piani dedicati allo IOV, toccherà a Oncoginecologia e a tutte le altre specialità previste.

Il tutto ha preso forma definitiva il 23 agosto scorso, con l’approvazione finale in Giunta regionale della scheda ospedaliera del nosocomio castellano, che prevedeva anche l’ingresso dello IOV.

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