21/10/2018

Nuove prospettive per lo studio dei tumori grazie ad un sistema che elabora immagini biomediche di grandissime dimensioni, sviluppato da un gruppo congiunto di ricerca dell’Università di Udine. Lo studio permette di analizzare i cosiddetti “vetrini digitali”, acquisiti da microscopi, al fine di supportare il patologo nella diagnosi e nella valutazione prognostica, soprattutto nei tumori della mammella. I risultati della ricerca sono stati pubblicati dalla rivista scientifica internazionale.

I ricercatori udinesi hanno messo a punto un sistema che facilita lo sviluppo di software di elaborazione delle immagini di dimensioni dell’ordine di GigaPixel, acquisite con appositi scanner, in modo che siano elaborabili con uno dei principali sistemi “open source” (non protetti da copyright), “ImageJ”, in uso in ambito medico. Il sistema proposto dall’Ateneo friulano è, a sua volta, reso disponibile come “open source” e, quindi, liberamente scaricabile da chiunque.

La ricerca è nata in seguito allo sviluppo di due programmi software che consentono di riconoscere, in tumori della mammella, le zone a maggiore proliferazione cellulare, e di identificare e contare linfociti.
«È da molti anni che si fa ricerca su immagini acquisite al microscopio, per riconoscere tessuti, cellule, loro caratteristiche, ma fino a qualche anno fa era possibile solo su piccole porzioni dell’intero vetrino, rinunciando così a buona parte dell’informazione presente su di esso – spiega Vincenzo Della Mea, coordinatore locale dello studio, nato all’interno del progetto europeo Marie Curie “AIDPATH – Academia and Industry Collaboration for Digital Pathology”, –. Da qualche anno esistono degli scanner speciali che acquisiscono tutto il vetrino, aggiungere Della Mea, ma in compenso producono immagini così grandi che necessitano di tecniche particolari per la loro elaborazione, e di tanto tempo. Noi, con il nostro sistema SlideJ, cerchiamo di facilitare l’elaborazione di queste immagini con il software più utilizzato in ambito biomedico».

Al progetto ha partecipato anche una studentessa della laurea magistrale in Informatica, Giulia Lucrezia Baroni di Udine, che svolgerà la sua tesi su temi di analisi di immagini.

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