14/08/2018

In cinque giorni due giovani calciatori professionisti e uno non professionista sono deceduti nella stessa identica maniera. Arresto cardiaco nel sonno! Davide Astori capitano della Fiorentina, serie A, Thomas Rodriguez, giovanissima promessa del calcio francese che militava nella Ligue 2 transalpina e un sedicenne Hamza Briniss, un ragazzo che giocava a calcio nella squadra di Saonara Villatora (Padova).

20150616 - Portugal - Italie - Genève - Davide Astori

I dubbi sorgono spontanei. Com’è possibile che tre giovanissimi muoiano in questo modo? Professionisti seguiti e controllati, con un determinato regime alimentare e un certo stile di vita. Il più anziano aveva trentun anni!

Non possiamo dimenticare il passato, perché questa non è propriamente una novità recente. 414 sono i calciatori deceduti nel periodo d’attività, inclusi gli incidenti stradali e qualsiasi altra causa, ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di “arresto cardiaco”. Si tratta della peculiarità di tutti i decessi: l’arresto cardiaco nei deceduti è evidente. Credo però sia la diagnosi più comoda quando non si evidenzino altre motivazioni conosciute.

Era il 4 marzo scorso quando il capitano della Fiorentina Davide Astori, trentuno anni, fu trovato morto nella camera dell’albergo di Udine dai dirigenti della squadra. Astori, di San Giovanni Bianco (BG), aveva iniziato la carriera nelle giovanili del Milan prima di passare al Pizzighettone, Cremonese, Cagliari, Roma e Fiorentina. Nel suo palmares anche quattordici presenze in nazionale.

Altri casi eclatanti furono il 17 maggio 2016, quando durante una partita amatoriale, un infarto occorse all’ex centrocampista Bernardo Salim Ribeiro, ventisei anni, un passato anche nelle giovanili del Catania e in Australia con i Newcastle Jets. Il giovane si è accasciato in campo sul finire del primo tempo, subito dopo aver chiesto il cambio per un forte dolore al torace. Dichiarato morto poco dopo all’ospedale per arresto cardiaco.  Sempre nel 2016 il 26enne camerunense della Dinamo Bucarest, è morto in campo durante la partita col Vitorul Constanta, dopo essersi accasciato improvvisamente a terra: arresto cardiaco.

Non si tratta certamente di un’esclusiva del calcio. In tutti gli sport ci sono continuamente morti che, essendo riferite ad atleti, giovani, controllati da medici specialisti, allenati e apparentemente in perfetta forma, destano scalpore come Matteo Molent, cestista della Pallacanestro Codroipo, che domenica 20 dicembre 2009 al PalaBigot di Gorizia, dopo aver chiesto d’esser sostituito, si è accasciato inerme sulla panchina. Il ventunenne di Azzano Decimo (PN), nell’aprile del 2009 era stato convocato al raduno della nazionale under 22 della Lega nazionale dilettanti. Considerato unanimemente il cestista più dotato della regione.

Per rimanere vicino a noi, lascia ancora molti interrogativi la tragica scomparsa di Fabio Zuccheri, il ventenne  di San Vito al Torre (UD),  portiere del Sevegliano (UD), morto nel 2015 durante l’allenamento della squadra in Promozione, dopo aver militato a Teramo, San Benedetto del Tronto e Cesena.

Sempre nel settore dello sport dilettantistico nel Medio Friuli, ricordiamo che nel mese di aprile del 1970, biauzzo 1966 durante una partita di calcio a Biauzzo di Codroipo, il giocatore Renato Mazzorini moriva improvvisamente colto da malore all’età di ventidue anni. Una tragedia che ha toccato la comunità codroipese da vicino. Ricordano ancora bene tutti e gli sportivi in particolare, giacché vollero intitolare a Renato Mazzorini gli impianti sportivi.

Sono i fatti della vita cui, qualche volta, si è destinati. Sono prove durissime se non impossibili da superare. Non si cancelleranno mai le perdite di un figlio, un fratello, un amico, un compagno di squadra che muore da giovanissimo. Specialmente in occasione del ripetersi di tragedie analoghe, si riacutizza il dolore e riporta a galla quelle sensazioni già provate.

Non ci sono sentenze, nessuna soluzione, nemmeno le condanne potranno lenire la sofferenza, rimangono solo tante domande che forse un giorno troveranno una risposta.

Marco Mascioli

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