17/11/2018

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Schieramento di reparti a cavallo dei Lanceri di Montebello in uniforme d’epoca e dei bersaglieri ciclisti tra le località di Paradiso in Comune di Pocenia e di Trivio Paradiso in Comune di Castions di Strada per rievocare  l’ultimo fatto d’arme della Grande Guerra e l’ardimento di quegli eroi, commemorando gli ultimi caduti dei due fronti, e celebrare così il centenario della fine del primo conflitto mondiale e l’inizio della pace.

La rievocazione, con la narrazione storica delle ultime fasi, è stata anche l’occasione per celebrare la festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Un plotone di cavalleria ha simulato la carica dei cavalleggeri di fronte al pubblico, anche se, per motivi di sicurazza, non è potuta avvenire la carica vera e propria sul campo predisposto, a causa delle instabili condizioni del terreno provocate dalla pioggia dei giorni precedenti, che avrebbe creato una situazione di potenziale pericolo per cavalli e cavalieri.

In queste campagne il 4 novembre 1918 si combattè l’ultima battaglia fino a pochi minuti prima che lo squillo delle trombe annunciasse l’entrata in vigore dell’armistizio firmato il giorno precedente a Padova, a Villa Giusti. Quel giorno Bersaglieri e Cavalleggeri dopo aver passato il Tagliamento e lo Stella inseguirono il nemico fino alla borgata di Paradiso; qui nell’estremo slancio per conquistare alla Patria gli ultimi palmi di terreno persero la vita 9 soldati italiani e 14 austroungarici. Una iniziativa voluta da amministrazioni locali – i comuni di Pocenia, Castions di Strada, Muzzana del Turgnano e Rivignano-Teor in primis, rappresentate dai loro sindaci – e dall’Esercito   rappresentato   dal generale di Corpo d’Armata Giuseppe Nicola Tota,, alla quale sono intervenuti il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin e l’assessore regionale Barbara Zilli, presenti anche i consiglieri regionali Mauro Bordin, Mauro Di Bert, Spagnolo e Mariagrazia Santoro.

E’ un onore portare il saluto del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia a questa commemorazione – ha detto il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin – perché questa regione è il frutto anche del sacrifico di quegli ultimi uomini che persero la vita in questa battaglia alla fine del primo conflitto mondiale che ricordiamo anche come l’ultima delle guerre del Risorgimento: è attraverso quella immane strage che le terre di Trieste e di Trento sono state ricondotte all’unità della nostra patria. E quindi il significato – se c’è stato – è proprio quello di averci fatto sentire tutti italiani.

Rendiamo onore a quei giovani che hanno dato la propria vita per un ideale così grande come quello della Patria. Essi – ha proseguito il presidente del Consiglio – sono parte fondamentale di una tragedia che ha visto ragazzi contro ragazzi, che nell’ordine dei valori umani che loro rappresentavano si sono sentiti di rispondere a una scelta che poi ha portato all’unità d’Italia.

Sotto le medaglie di quei soldati – ha aggiunto Zanin salutando la medaglia d’oro Paola Del Din e l’erede del tenente Alberto Riva di Villasanta, ragazzo del ’99 cui è dedicato il monumento che sorge a Pocenia, presenti alla cerimonia – abbiamo tutti i nostri caduti, e i caduti di tutte le guerre.

L’onore di quelle medaglie deve essere monito perché la guerra non ritorni mai più; contiene il senso dei valori fondamentali che questi giovani portavano dentro: valori dell’altruismo, dell’obbedienza e dell’onore che dobbiamo recuperare – l’esortazione finale di Zanin rivolta soprattutto ai giovani – perché da quel sacrifico emergano anche i valori della democrazia da difendere oggi nell’Europa. L’Europa che deve essere quella di Carlo Magno come identità culturale, di Marco d’Aviano come valori cristiani di riferimento, di Altiero Spinelli come valori della giustizia sociale e della convivenza civile.

Con l’accompagnamento del Corpo bandistico comunale e il Coro dei ragazzi della scuola secondaria di Castions di Strada, i Reparti sono stati inizialmente schierati presso il monumento del bersagliere ciclista che sorge a Paradiso di Pocenia, dedicato al tenente Alberto Riva di Villasanta da Cagliari, ragazzo del ’99, medaglia d’oro, sepolto a Redipuglia insieme con il padre caduto nel 1915. Dopo lo scoprimento – da parte del presidente della Associazione Croce Nera austriaca Otto Jauss e del console generale onorario ungherese Lajos Pinter, presente anche il  consigliere portavoce del console onorario d’Austria in Friuli Venezia Giulia, Sabrina Strolego – dei cippi dedicati ai caduti Austro Ungarici e l’accensione del braciere, i Reparti sono stati schierati anche a Bivio Paradiso per l’onore ai caduti presso il monumento che fu il primo ad essere eretto in ricordo dei caduti della Grande Guerra, inaugurato il 13 aprile 1919 dal Duca d’Aosta Emanuele Filiberto e sul quale sono i nomi dei nove caduti: tenete Balsamo di Loreto Achille, tenente Piersanti Augusto, soldato Marchesini Giulio, Quintavalli Giovanni, Schiavon Girolamo, Sulla Carlo, del 27° Cavalleggeri Aquila, caporalmaggiore Pezzarossa Giuseppe dei Lanceri di Mantova, sottotenente Riva Alberto Villasanta, soldato Arghitu Giovanni dell’8°bsrsaglieri. I loro nomi sono stati scanditi prima degli inni e sono stati accolti da uno scrosciante applauso.

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